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E venne il giorno

The Happening (USA, 2008)
di M. Night Shyamalan
con Mark Whalberg, Zooey Deschanel, Ashlyn Sanchez, John Leguizamo

Lady in the Water, che con tutta la buona volontà proprio non sono riuscito ad apprezzare, era comunque graziato dalla solita, estrema cura formale di Shyamalan e caratterizzato dall’essere un film molto personale, palesemente sentito dall’autore, per certi versi evidentemente più “suo” di tutti gli altri, e quindi automaticamente tosto, duro, incomprensibile, inaccettabile. Insomma, poteva piacere o non piacere, a me certo non era piaciuto, ma aveva comunque una sua forza, una sua carica, un suo bel perché.

Ce l’ha, The Happening, un suo bel perché? Nì, dai. Perché indubbiamente dei meriti ci sono, ma anche un po’ troppi demeriti, e alla fine l’amaro in bocca è sinceramente troppo. Shyamalan sostiene di aver realizzato un b-movie della madonna, tutto panico e atmosfera. E io ne sarei ben contento, se così fosse. Ma così non è, o almeno a me non sembra. Mi sembra invece che non ci sia riuscito mica tanto bene, e che piuttosto molto meglio gli zombi di Zack Snyder, per dirne uno.

Mi sembra che in The Happening ci siano almeno due o tre scene madri meravigliose, su tutte l’agghiacciante incipit e la splendida passeggiata nel vento (quasi) finale, davvero romantica, emozionante, sentita, per quanto poi rovinata dal finalaccio “obbligatorio”. In mezzo, però, c’è un racconto che non decolla mai, ci sono protagonisti proprio poco interessanti, ci son dialoghi talmente puerili e mal scritti da far pensare che i personaggi siano tutti folli, anche quelli che folli non diventano.

Si dovrebbe raccontare del panico e dell’ignoto, del tremendo senso d’ansia generato dal non sapere, dal ritrovarsi in pericolo senza capire che accade, ma qualcosa non funziona e solo per brevi attimi il sentimento colpisce davvero. Per tutto il resto del tempo si è un po’ preda del ridicolo. E non aiuta forse l’abbandono quasi totale del culto dell’immagine bella, precisa, perfetta e davvero tanto figa che, diciamolo, è sempre stato l’asso nella manica di chiunque volesse difendere anche il meno riuscito dei film di Shyamalan. Qui non c’è neanche questo.

Sembra quasi averlo fatto apposta, sembra quasi dire “oh, basta, non c’è più ragione per difendermi, se vi sto sul cazzo, insultatemi pure”. Eh, a me non stai sul cazzo, fosse anche solo perché Unbreakable rischia seriamente di rimanere per sempre il film di (circa) supereroi più bello della storia, ma certo ti sto perdendo di vista. E di sicuro – ma già lo percepivo da un paio di film – non riesci più a fregarmi. Non ce la fai più a rendermi credibili anche le minchiate più assurde che ti venga in mente di raccontarmi. Son cambiato io o sei cambiato tu?

P.S.
Ma per quale cazzo di assurdo motivo senza senso una persona può decidere di far doppiare da una bambina un personaggio che – PORCA TROIA – frequenta Princeton e – PUTTANA EVA – non è una fottuta bambina? Perché sei stronzo, immagino.