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Jurassic Park – La trilogia


Jurassic Park (USA, 1993)
di
Steven Spielberg
con
Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum, Richard Attenborough
Son passati dodici anni dall’uscita di questo film, dodici anni in cui gli effetti speciali hanno fatto passi da gigante, come del resto testimoniano gli altri due film del cofanetto, eppure il primo episodio della trilogia giurassica regge incredibilmente bene anche alla distanza. Merito senza dubbio di Spielberg, che qui ritrova in parte le atmosfere de Lo squalo, dando alla pellicola un taglio horror che francamente non ricordavo così forte. La punta si raggiunge nella sequenza del T-Rex, incredibilmente tesa e riuscita, senza dubbio la punta massima del film.

Ma è la pellicola per intero che funziona ancora benissimo, pur con qualche momento un po’ troppo “bambinesco”. L’inizio è costruito alla perfezione, crea aspettativa e, pur avendo ormai visto i sauri in mille salse, riesce ancora a rendere quel senso di meraviglia della prima volta. Poi, come sintetizza meravigliosamente Ian Malcolm nel secondo film, cominciano le urla. E il carrozzone funziona alla grandissima, anche se la parte del tentacolo alien… dei raptor in cucina è meno efficace rispetto alla stordente potenza del T-Rex. Ad ogni modo, un signor film, divertentissimo, con una grandissima colonna sonora e con tante belle immagini entrate ormai nell’immaginario collettivo (l’acqua nel bicchiere smossa dai passi, il Rex nello specchietto, il raptor in controluce dietro il telo… ). Menzione d’onore per Samuel L. Jackson: chissà se prima di essere ucciso dal raptor ha provato a recitargli un brano di bibbia.


Il mondo perduto
The Lost World – Jurassic Park (USA, 1997)
di
Steven Spielberg
con
Jeff Goldblum, Julianne Moore, Pete Postlethwaite, Vince Vaughn

Molto, ma molto meglio di come me lo ricordavo. Un secondo capitolo all’altezza del primo, forse superiore sotto alcuni aspetti, forse inferiore sotto altri, ma sicuramente all’altezza della situazione. Come nel primo episodio, i momenti migliori sono quelli dedicati al T-Rex: il doppio assalto alla roulotte è spettacolare e tesissimo. Le punte degli alberi che si muovono, i passi, la sequenza del figlioletto, il ritorno… una meraviglia. E solo ottimo anche il breve duello con Pete Postlethwaite, che fra l’altro offre un personaggio molto più carismatico e affascinante rispetto alla macchietta del capo della sicurezza del primo episodio. E’ un seguito, e tutto si espande e raddoppia: il doppio dei T-Rex, molte più razze in scena, molto più baracconata la parte dedicata ai raptor, che francamente delude un po’ (e fra l’altro contiene l’unico passaggio davvero indifendibile del film: la ragazzina che stende il dinosauro facendo le parallele sui tubi). Ma la vera chicca di questo secondo episodio è la sceneggiatura: dei dialoghi spettacolari, frizzanti, taglienti, ricchi di ironia e humor nerissimo, da uccidersi dalle risate. Inoltre, anche qui la mano di Spielberg regala momenti estremamente affascinanti, su tutti la ragnatela sul vetro e le scie dei raptor nell’erba alta.


Jurassic Park III (USA, 2001)
di
Joe Johnston
con
Sam Neill, William H. Macy, Tea Leoni, Alessandro Nivola

A guardare tutti e tre i film di seguito, purtroppo, il cambio dietro alla macchina da presa si sente molto più che a vederne uno ogni quattro anni. Johnston fa il possibile e realizza senza dubbio un film degnissimo e divertente, ma la differenza di “tocco” è enorme. Mancano proprio il senso di meraviglia e l’incredibile perizia di Spielberg, anche se, pur fra alti e bassi, il film funziona. Il taglio è nettamente diverso rispetto ai primi due: scompare praticamente del tutto l’anima horror, in favore di un’impostazione più da filmone avventuroso per ragazzi. C’è qualche morto masticato, ma non c’è il gusto del trucido che invece si sentiva palpabile in precedenza e, in generale, scarseggia proprio la tensione. Il cambiamento è evidente anche nel tipo di comicità impiegata: scompare quasi del tutto il cinismo (visto soprattutto nel secondo episodio) e c’è più spazio per gag fisiche e, volendo, anche un po’ grezze. Superlativi gli effetti speciali, ma spicca poco altro, se non il fatto che finalmente si vedono gli pterodattili (o quel che sono, ci ero rimasto troppo male quando non li ho visti nel primo film). Meravigliosa, comunque, la citazione del coccodrillo di Peter Pan. Verrebbe quasi da dire che da sola vale il film.

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