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Italia vs Lituania – 70 a 86

E alla fine sono arrivati anche i coppini di scherno, belli energici e convinti. Contro la Lituania gli azzurri hanno retto venti minuti perché Bulleri ci teneva a riscattare la prestazione oscena di ieri, ma nel terzo periodo non ci hanno davvero capito niente e al primo segnale di crollo, ancora una volta, si sono miseramente lasciati andare. E poco conta se poi, nell’ultima frazione di gioco, con gli avversari che si rilassavano e facevan giocare i bimbi, c’è stato l’ennesimo abbozzo di rimonta. Anche perché questa volta manco ci è stato concesso e siamo stati ricacciati indietro a calci in culo. Ma pure se fossimo arrivati a meno tre, davvero qualcuno avrebbe avuto il coraggio di celebrare il carattere di una squadra che per tre giorni di fila si fa prendere a ceffoni e rimonta quando gli altri si rilassano?

Direi di no. E direi anche che davvero c’è poco da salvare, sul fronte azzurro, in questo torneo dell’Acropoli. Fa piacere la conferma di Gigli che sta giocando con un’aggressività e una voglia che probabilmente non ha mai avuto in vita sua. Ed è bello vedere che Soragna sa ancora tirare le testate che ci servono. Buona prova anche di Hackett, ordinato e solido: continuo a preferirgli Di Bella, se non altro perché è il nostro unico piccolo in grado di saltare regolarmente l’uomo e attaccare il canestro, e me lo ricordo bene quanto Pozzecco servì ad Atene per questo motivo. Ma in ogni caso Hackett ottimo e positivo per il futuro e santo subito per la faccia di cazzo con cui ha tenuto testa alle provocazioni dei greci nella seconda partita (che io, di fronte a un Papadopoulos che si avvicina così, scapperei a gambe levate).

A proposito di tenere testa a Papadopoulos, qualcuno spieghi a Recalcati che Crosariol va confermato e va cavalcato un pochino di più. Non dico che debba diventare il perno dell’attacco, sarebbe assurdo con Belinelli, Bargnani e Gallinari (speriamo) sani, ma non capisco perché non provare a sfruttare un po’ la sua potenza sotto canestro, che ci darebbe una dimensione diversa in attacco e libererebbe un po’ di spazio per i tiratori. Non è Olajuwon, non è Shaq, ma lì sotto, quando gli han dato palla, ha tenuto botta contro i lunghi greci e lituani, trovando punti e falli subiti. Non abbiamo NESSUN altro che faccia questo, in quella marea di mezzaliforsecentri che tiran solo da fuori e se ricevono spalle a canestro oscillano fra la palla persa, il mattone sul ferro e lo scarico.

E in più è una presenza fisica difensiva devastante. Certo, commette errori di inesperienza, certo, tende a caricarsi di falli, ma porca puttana, chi altro abbiamo in grado di far rimbalzare Papadopoulos contro un MURO DI CEMENTO in quel modo? Nessuno. E invece ci dobbiamo tenere Galanda, con le sue sparacchiate da tre, i suoi continui falli in difesa, la sua monodimensionalità, e Marconato che sembrava vivo contro le squadrette, ma in Grecia si è fatto stoppare dai piccoli e non ha preso un rimbalzo neanche quando gli cascava la palla in mano. E per non rinunciare a tutti i veterani bisogna segarne due fra Crosariol, Mancinelli, Di Bella e Hackett. Bah!

Comunque, queste tre partite han ribadito, casomai ce ne fosse bisogno, che i veterani tanto belli e tanto bravi non stanno in piedi, se li costringi a un minutaggio pesante e a tirare la carretta. Il Basile che entra pochi minuti e porta ordine, esperienza e qualche tiro piazzato va benissimo. Quello che gioca troppo e passa il tempo buttando per aria qualsiasi cosa gli passi fra le mani non serve a un cazzo, perché semplicemente non ce la fa più, come non ce la faceva un anno fa in Giappone.

Ma in ogni caso, in generale, è l’atteggiamento che non va bene. Manca la coesione, manca il gruppo, manca la difesa, e non ce ne facciamo niente di Bulleri che gioca quindici minuti di fuoco perché vuole far vedere che non è bollito come sembrava contro la Grecia. Io spero davvero, a questo punto, che i vecchietti si stiano risparmiando per quando le cose diventeranno serie, ma così, a naso, ho davvero l’impressione che la tanto sperata fusione fra veterani e ragazzini stia faticando a cementarsi. E sarebbe un bel problema.

Comunque, è chiaro che senza Gallinari e Bargnani non si poteva sperare di battere le corazzate. Fa male vedere quell’atteggiamento e non mi convincono certe scelte di Recalcati (ma chi sono io per giudicarle?), però non è ancora troppo il caso di fasciarsi la testa. In Germania dovrebbero tornare gli assenti, speriamo in buone condizioni e speriamo in grado di integrarsi a dovere nel poco tempo rimasto. Oltretutto le palle è importante che vengano tirate fuori a settembre, non adesso. E poi vediamo che decide Recalcati: comunque vada, secondo me ci smeniamo. Che il taglio sia Mancinelli, Crosariol o il play di riserva. O che non sia tagliato nessuno dei tre perché Bargnani è inutilizzabile e si libera un posto. Ma chi sono io per giudicare?

Italia vs Grecia – 62 a 72

Seconda giornata di torneo dell’Acropoli, secondo schiaffone, prevedibile e bello corposo, con la mano aperta e il segno delle cinque dita ben stampato in faccia. La Grecia è impressionantemente forte, per il talento e la fisicità dei singoli, ma ancor di più per la sua essenza di squadra. Sono uniti e compatti, abituati a giocare assieme, funzionano come meglio è difficile fare e sono obiettivamente fuori portata per l’Italia attuale, ben lungi dall’essere amalgamata a dovere e difficilmente in grado di diventarlo fino a che non saranno risolti i problemi fisici delle due stelline Bargnani e Gallinari. Fa comunque piacere vedere che ci si sia limitati allo schiaffone e non si sia arrivati ai coppini di scherno.

Non che i simpaticoni non ci abbiano provato, a far cinema coi numeri d’avanspettacolo, ma gli è stato fatto capire in fretta che non era il caso e, anzi, gli azzurri ci hanno provato fino in fondo, giocando un’onesta partita e limitando il passivo in maniera decorosa. Dopo lo squallore visto contro la Slovenia, la reazione di carattere era prevedibile, dovuta, e non va quindi sopravvalutata. Fa piacere che ci sia stata ma, insomma, ci mancherebbe altro. Più interessante invece valutare la buona prova di Hackett, cui Recalcati ha regalato alto minutaggio, perché sa che non potrà averlo a disposizione nel prossimo torneino in Germania. Il ragazzetto mette in campo ordine, palle e solidità mentale, assieme a tutti i limiti di un talento non proprio strabordante e dell’evidente inesperienza a questi livelli.

Buono anche Crosariol, che pure lui paga con troppi falli ingenui l’inesperienza, ma butta sul piatto un paio di gran bei canestri in rovesciata e soprattutto ci regala un minimo di gioco in post e una presenza fisica in difesa che nessun altro azzurro può vantare. Io resto dell’idea che sia un delitto rinunciare al suo corpaccione là sotto, fermo restando che vorrei anche vederlo un po’ più attivo a rimbalzo. Ma d’altra parte i rimbalzi sembrano essere completamente assenti nel nostro DNA, se è vero che quel mollaccione di Gigli è l’unico che ne piglia e soprattutto è l’unico che sembra davvero essere interessato a farlo. Così però non funziona e non si va lontano, specie nelle serate in cui non entra il bombardamento da tre.

Pessimo Belinelli, che a quanto pare senza Gallinari e Bargnani in campo si convince di dover fare tutto da solo e sparacchia a caso da qualsiasi posizione, in maniera totalmente inutile e dannosa. Certo, capita la sera in cui quei tiri gli entrano e mette 30 punti. Ma ne capita una su quante? Il recupero degli altri due, probabilmente, farebbe molto bene anche a lui. Ottimo, invece, Soragna, che per la seconda partita consecutiva mostra la carica, la solidità mentale e l’efficacia dei bei tempi. Alla fine ha probabilmente ragione Recalcati a fare tanto affidamento su di lui, vista anche l’estrema versatilità.

Il problema, però, è che tolto lui e tolto un discreto Galanda, ieri sera i veterani hanno fatto un po’ tutti ridere. Evanescenti Basile e Marconato, addirittura fastidiosi Bulleri e Mordente. L’impressione mia è che siano sempre meno in grado di portarsi la squadra sulle spalle e che non possano andare molto oltre l’ovvio ruolo di chiocce per i ragazzini. Che nella serata giusta Basile sia in grado di buttare dentro quindici pesantissimi punti non lo metto in dubbio, ma non può essere l’ancora di salvezza per un intero torneo e certo non mi aspetto più da lui partite come quelle del 2004 contro USA e Lituania.

Ma del resto va bene così, questa è una nazionale giustamente costruita attorno a Gallinari, Belinelli e Bargnani, che non può fare ovviamente a meno dei veterani, ma che deve puntare sul talento di questi tre giovani e avere come obiettivo l’inserimento degli altri (non solo Hackett e Crosariol, ma anche i “futuri” come Datome). Ovvio che senza due del trio si faccia fatica e non si possa pensare di giocarsela ad armi pari con una superpotenza come la Grecia. Specie perché, come si diceva, la squadra sembra far fatica a trovare la giusta “chimica”. Manca di compatezza, non lavora assieme come si deve, non riesce a difendere se non sulla base di guizzi momentanei del singolo. E certo non sarà facile trovare l’intesa giusta, con tutti i problemi e le assenze forzate che stanno capitando.

Stasera, dopo i due salutari e sonori schiaffoni, servirebbe magari una vittoria, contro la Lituania che un anno fa ci aveva buttati fuori dai Mondiali. Non sarà facile, anche perché gli assenti non smetteranno di essere tali, ma darebbe una bella iniezione di fiducia e aiuterebbe a cementare la solidità di gruppo che è stata alla base dei successi ottenuti dalla nazionale in questo decennio. Poi vediamo cosa succede in Germania, dove dovrebbero tornare Gallinari e Bargnani e dove Recalcati suppongo prenderà le sue decisioni finali sulla rosa.

Italia vs Slovenia – 81 a 84

Dopo otto vittorie consecutive, arriva finalmente la prima sconfitta. Sconfitta vera, nonostante l’assenza di Gallinari e i problemi fisici di Bargnani, un po’ perché pure la Slovenia non era a pieni ranghi, un po’ perché non è che si debbano per forza cercare scuse. Ma soprattutto perché si tratta di una sconfitta figlia non di una netta inferiorità tecnica, ma di un atteggiamento insopportabile, da italietta vintage, tenuto per quasi tutto il match. Detto questo, che dopo essere stati sotto di 19 e aver iniziato l’ultimo quarto a meno 15 si sia arrivati al tiro del pareggio sulla sirena fa paura, così come avrebbe fatto paura una nazionale in grado di vincere una partita giocata tanto di merda. Ma forse è più importante essersi beccati la sconfitta, lo schiaffone, a maggior ragione perché subito da parte di una squadra che femmina lo è stata per anni e finalmente pare aver trovato l’identità operaia che gli azzurri sembrano stare perdendo per strada.

E allora ben venga Soragna, che non avrà la freschezza e la continuità di Atene, ma ieri sera ha guidato la rimonta e ha spiegato a tutti quanti il motivo per cui questa squadra non può fare a meno di lui. Per il resto, c’è davvero poco da salvare: Bargnani si carica subito di falli e praticamente non si vede, Basile sembra improvvisamente tornato quello inesistente dell’anno scorso, Bulleri è in una delle sue insostenibili giornate no, Hackett mi fa davvero pensare che sia troppo presto e che le penetrazioni di Di Bella ci servano tantissimo e i lunghi si fanno tutti mangiare in testa a rimbalzo, a parte Gigli che – chi l’avrebbe detto – conferma anche in un match difficile quanto di buono fatto vedere nelle ultime partite e mostra carica, aggressività e voglia di fare anche il lavoro sporco. Per il resto, solita buona prova di Belinelli e bella partita di Galanda, che si è fatto sentire più con la sostanza che nelle cifre.

Comunque, meglio perderci adesso che il 3 settembre, con la Slovenia, ma ancor più importante è che lo schiaffone non si trasformi, stasera, in una sventola di coppini. Perdere anche con la Grecia ci potrebbe tranquillamente stare, stiamo comunque parlando di una delle due principali favorite per gli Europei, ma il punto è che ci vuole una reazione. Io non voglio vedere questa banda di fighe che passeggiano per il campo e si svegliano gli ultimi cinque minuti perché tanto si rimonta a colpi di anticipi difensivi e triple in contropiede. Io voglio gli assatanati che quattro anni fa hanno conquistato il podio europeo a testate sulla fronte, sputando sangue, combattendo nel fango e calpestando i cadaveri dei nemici. Poi ben vengano i tanti punti nelle mani del trio delle meraviglie (sperando che ora di settembre Bargnani e Gallinari stiano bene), ma la base devono essere le testate.

A margine, non invidio Recalcati, perché davvero non saprei come scegliere i due che ancora deve lasciare a casa. Oddio, fra Di Bella e Hackett, tutto sommato, penso che si possa segare tranquillamente il secondo, forse non ancora pronto e soprattutto non in grado di dare quello che il primo fornisce in abbondanza e che francamente penso serva, per cambiare ritmo alle partite, per avere un attacco diverso e più grintoso. Ma per l’altro taglio… Gigli, in questo momento, sta giocando benissimo e lasciarlo a casa sarebbe un delitto. Ma d’altra parte, un centro puro come Crosariol, per quanto anche lui non sembri forse ancora prontissimo, potrebbe servire davvero tanto a una nazionale che va troppo sotto a rimbalzo e che tolto Marconato ha solo una serie di lunghi a metà fra un ruolo e l’altro. E allora che fai, li tieni entrambi e rinunci al playmaker supplementare? Ci può stare, perché di gente che sappia portar palla per qualche minuto ne abbiamo tanta, ma poi, quando capita l’inevitabile giornata storta di Bulleri, il rimpianto per un Di Bella lasciato a casa potrebbe essere fortissimo. Insomma, scelta durissima.

Azzurri


Non so bene perché, ma ho sempre fatto una gran fatica a tifare Italia nel calcio. Qualsiasi altro sport, penso alle varie discipline olimpiche o al basket (dopo la semifinale olimpica fra Italia e Lituania, vista dal vivo, mi ritrovai completamente senza voce), mi fa esaltare per gli azzurri senza alcun ritegno. Ma il calcio no. La nazionale mi sta sulle palle, a tratti addirittura arrivo a tifare contro. O, perlomeno, mi stava sulle palle. Ecco, dal mio personalissimo punto di vista, Lippi ha sicuramente un merito: quello di avermi fatto diventare simpatica la nazionale di calcio. Quest’estate non sarò forse tifoso sfegatato, ma di sicuro simpatizzero per gli azzurri. Mi sembra già un bel risultato.

Domani si gioca Italia Germania (quattroatre), l’ultima amichevole ufficiale di preparazione per i Mondiali del 2006. Quando Lippi ha diramato le convocazioni si è ovviamente scatenata la solita tarantella di polemiche, dubbi e domande. Personalmente penso che – eventuali infortuni a parte – i convocati di questa settimana siano in sostanza quelli definitivi, seppur con qualche “ma” e qualche “se”. Soprattutto, qui Lippi ha fatto le convocazioni “gruppo”, chiamando anche gente che è stata parte integrante nelle qualificazioni e adesso non sta attraversando un gran momento, credo per confermare loro la fiducia (penso soprattutto a De Sanctis e Iaquinta). Ma, come detto, ci sono delle cose ancora da decidere.

In porta è abbastanza dichiarato che ci sarà Peruzzi, quindi uno fra Amelia e De Sanctis resterà a casina (al momento credo De Sanctis).

In difesa i quattro centrali mi sembrano abbastanza sanciti: Cannavaro, Nesta, Materazzi e Barzagli. Non ci sono praticamente altre scelte e dubito cambierà qualcosa.

Sui terzini c’è il primo “dubbietto”, almeno teorico. Zambrotta e Grosso li vedo abbastanza inamovibili, quindi credo che Zambro giocherà a destra. I panchinari vengono di conseguenza: Oddo e Pasqual (che secondo me con questa convocazione è indicato come nettamente primo davanti a Chiellini e Balzaretti). Comunque, se Zambro dovesse giocare a sinistra, Pasqual starebbe a casa e verrebbe anche Zaccardo. Fra l’altro, è da verificare se Zaccardo sia davvero secondo a Oddo: penso che al momento Lippi preferisca ancora il giocatore del Palermo. Poi è da vedere anche se Pasqual sarà in grado di tenere su questi livelli fino a fine stagione, perché chiaramente non è un inamovibile del gruppo. Panucci ce lo scordiamo: credo proprio che Lippi non lo apprezzi, e io sono con lui.

A centrocampo i titolari sembrano essere Pirlo, Gattuso e Camoranesi. Con loro De Rossi, Barone e Diana. Per questa amichevole, comunque, è giustamente saltato fuori Perrotta. Lippi ha dichiarato che l’avrebbe chiamato anche senza l’infortunio di Totti e questo è importante. Perrotta lo puoi mettere un po’ dappertutto a centrocampo, anche a fare il trequartista (per quanto chiaramente non ti dia la qualità del Pupone). Secondo me ruberà il posto a Barone: De Rossi, col campionato che sta facendo, è indiscutibile, e Diana è l’unico vero cambio per Camoranesi (anche se Perrotta può pure giocare sulla destra, quindi il biondo non è proprio proprio irrinuciabile). Se per caso Totti non ce la facesse a tornare, credo che ci sarebbero questi nomi (compreso Barone). Brocchi secondo me la nazionale la vede solo in caso di infortuni seri per chi gli sta davanti. Difficile, infine, che un Semioli o un Marchionni rubino il posto a Diana: troppo offensivi.

Capitolo Corini: Lippi non lo vede, credo, e soprattutto ritiene che Pirlo e De Rossi bastino e avanzino. Di base, c’è anche da dire che negli ultimi tempi Corini gli ha dato un motivo in più: è sempre spaccato. Francamente, un conto è portarsi uno magari non a postissimo (come probabilmente sarà Totti) se è il titolare irrinunciabile, ma almeno in panchina forse è meglio avere garanzie.

In attacco, Toni, Gilardino, Del Piero e Iaquinta (oltre a Totti) sono più o meno gli inamovibili del gruppo. Lippi ha puntato su di loro fin dall’inizio e difficilmente cambierà idea. Sui primi tre penso non ci sia molto da dire e di base credo sia stato giusto convocare Iaquinta, tutto sommato, proprio per fargli capire che ha ancora la fiducia del CT. Non mi sento di escludere, comunque, che se Iaquinta non torna ai livelli di inizio stagione Superpippo gli freghi il posto (se continua a giocare in questo modo, ovviamente). Vieri è un favorito di Lippi, che non aspettava altro di vederlo giocare in maniera appena decente per convocarlo. Credo tenga a lui soprattutto perché è uno che fa spogliatoio e aiuta nella questione gruppo (e grippo). Al 90% Vieri sarà la quinta punta.

Cassano secondo me Lippi non lo vuole, teme possa essere dannoso per lo spogliatoio e teme anche un po’ le menate mediatiche che genererebbe. Inoltre, se Lippi vuole insistere coi due centravanti più il trequartista, Cassano è forse un po’ troppo offensivo per stare dietro le punte. Comunque, sarò malizioso, ma secondo me spera che nel Real continui a non giocare, così ha la scusa per non chiamarlo (e avrebbe pure tutte le ragioni). Detto questo, se improvvisamente diventasse titolare nel Real e li guidasse alla vittoria in Champions, potrebbe rubare il posto a Iaquinta/Inzaghi, certo non agli altri. Ma mi sembra molto difficile.

Lucarelli non esiste. Magari Lippi non pensa che funzionerebbe col suo sistema di gioco (anche se l’unica volta che l’ha chiamato ha fatto gol), magari crede che fuori dalla squadretta piccola che gioca tutta per lui non andrebbe altrettanto forte, magari teme il caos mediatico che potrebbe generare (“mettialucareeeelliiiii”), magari gli sta semplicemente sul cazzo il comunista. In sostanza, comunque, penso sia praticamente impossibile che venga convocato: dovrebbero infortunarsi Inzaghi e Iaquinta e far ridere da qui alla fine Cassano e Montella. Così, a naso. Fra l’altro, in relazione a Lucarelli, molti sostengono che sia ridicolo non chiamare il terzo cannoniere italiano, ma ricordiamoci che nel 1982 Pruzzo, capocannoniere del campionato, fu lasciato a casa da Bearzot.

Devo dire comunque che, per quanto mi dispiaccia (molto) per Lucarelli, apprezzo lo spirito con cui Lippi sta svolgendo il suo compito e le scelte legate al gruppo da formare. Sta facendo un buon lavoro e, forse, per la prima volta mi troverò a simpatizzare davvero per gli azzurri. Certo, per portarmi al tifo da ultrà ci vorrebbe Cristiano…