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Ocean’s 8

Fa una certa impressione scoprire quanto le operazioni di “gender swap” viste nell’ultimo Ghostbusters e in questo Ocean’s 8 siano simili per modalità e risultati. Partendo dall’assunto che, per quanto mi riguarda, non c’è nulla di male nell’operazione in sé e, anzi, è sempre interessante vedere come si riesca a rielaborare qualcosa di già esistente, il problema, ancora una volta, è che la rielaborazione lascia a desiderare, vuoi perché troppo timida e ossequiosa nei confronti dell’originale, vuoi proprio per i risultati complessivamente modesti, non all’altezza di un cast invece davvero ottimo, in forma, che esprime voglia da tutti i pori. Insomma, ancora una volta, è un po’ un peccato.

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La sposa cadavere

Corpse Bride (USA, 2005)
di Tim Burton
con le voci di Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Emily Watson, Tracey Ullman, Albert Finney, Christopher Lee

Rivisto a due anni di distanza da quando me ne innamorai nel contesto del Festival di Venezia, e soprattutto con ancora fresca in memoria la (ri)visione del precedente Nightmare Before Christmas, La sposa cadavere mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

Certo, è e rimane una bellissima espressione del delirante immaginario di Tim Burton, che fra l’altro qui ha scelto di dirigere in prima persona. Una favola nera, romantica e ammaliante, che si bea del talento visivo di un regista magari un po’ logoro e ripetitivo, ma dal fascino sempre innegabile. La Sposa Cadavere cita tutto il citabile con amore e passione, balla e canta divertendo e commuovendo, sciorina belle idee ogni due secondi (dalle variazioni cromatiche a certi numeri musicali, passando per i piccoli dettagli nascosti un po’ dappertutto). Insomma, non mi si fraintenda, è e rimane un gran bel film d’animazione, dalla maestosa messa in scena (fra l’altro esaltata da un’edizione in Blu-Ray che mozza il fiato).

Epperò, non saprei, mi pare gli manchi qualcosa. Quel pizzico di magia, quella capacità di coinvolgere nello struggersi amoroso dei protagonisti, quell’intensità fiabesca che diventa d’attualità forse solo nell’amaro, poetico ma anche un po’ manieristico finale. Certo è che Nightmare Before Christmas mi sembra davvero più riuscito, vuoi per la travolgente colonna sonora, vuoi per lo splendore assurdo di personaggi e ambienti, vuoi, forse, per quella folle, totale e divertentissima assenza di contatto con la realtà.