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Me and You and Everyone We Know

Me and You and Everyone We Know (USA, 2005)
di Miranda July
con John Hawkes, Miranda July, Miles Thompson, Brandon Ratcliff, Carlie Westerman, Hector Elias

Christine Jesperson è una ragazza malinconica e solitaria, che si guadagna da vivere facendo la “tassista per anziani” e spera in un futuro da artista. Richard Swersey fa l’impiegato in un negozio di calzature, è appena stato scaricato dalla moglie e ha due figli piccoli a cui badare. Me and You and Everyone We Know racconta uno spicchio della vita di queste due persone, il loro difficile incontro e le esperienze di chi gravita loro attorno. E lo fa in maniera tanto poetica, tanto carina, tanto intelligente e anche un po’ tanto pazzerella.

Stiamo parlando, insomma, del classico film che dopo mezz’ora di visione mi fa esplodere l’orchite e mi fa spuntare le squame su tutto il corpo. Quei filmetti tanto intensi e furbetti, con quella loro poetica leziosa e stucchevole e con quell’aria trasandata da Sundance (festival presso il quale, non a caso, Me and You and cha cha-cha-cha ha fatto saltare il banco). Eppure, qui, non c’è solo questo, anzi, c’è decisamente qualcosa in più.

Per esempio ci sono personaggi che riescono a uscire dallo stereotipo della fiabetta metropolitana e che, pur nella loro apparente assurdità, mantengono saldo il contatto con il vero, il solido e il sudicio. Ma soprattutto c’è una regista che, al suo esordio, mostra di avere idee e talento, mette assieme momenti di vero cinema e stupisce con trovate fuori dagli schemi. E se da una parte mi innervosisco di fronte alla stucchevolezza con cui viene messa in scena un’idea anche interessante come quella del pesciolino, dall’altra non posso fare a meno di apprezzare quel flirt passeggiato lungo la strada della vita.

Un film così non sarà mai in grado di toccare fino in fondo le mie corde, ma certo non mi ha fatto innervosire come un Garden State o un Elizabethtown e di sicuro mi ha messo addosso la curiosità di vedere l’opera seconda di Miranda July. Ammesso che ne arrivi mai una, s’intende.