Archivi tag: ASC Games

Sanitarium

Sanitarium (ASC Games, 1998)
sviluppato da Dreamforge Intertainment

Rimetter piede nel mondo delle avventure grafiche, quelle vere, è sempre un piacere, anche quando risalgono a nemmeno un decennio fa (1999) e, tutto sommato, anche se si permettono qualche excursus “enigmistico” di quelli da far inorridire i puristi. Quando poi, come nel caso di Sanitarium, a una discreta struttura di gioco si unisce una potenza narrativa fuori dell’ordinario, beh, si parla di pura gioia.

Sanitarium ricorda sotto molti punti di vista le avventure grafiche prodotte fra il 1992 e il 1994 da Cyberdreams. Così come i due Darkseed e I Have No Mouth and I Must Scream, il gioco sviluppato da Dreamforge è frustrato da errori di progettazione marchiani (come si può nel 1999 usare il sistema di movimento di Ultima VII, per di più privandolo della funzione di corsa?), ma stravolge con la sua atmosfera opprimente e vizia il giocatore con un affresco narrativo affascinante e commovente.

Dipinto come un delirante viaggio nella psiche umana, il racconto di Sanitarium procede per episodi a tema, che analizzano le perversioni mentali, i dubbi, le angosce e i dolori repressi del classico protagonista vittima di amnesia. Piano piano la cipolla che nasconde la verità viene sbucciata e giungiamo a conoscenza del triste passato, del drammatico presente e del – si spera – lieto futuro del nostro alter ego.

La storia si sviluppa in bilico fra realtà e delirio, mostrando ambientazioni che fungono da allegoria per i ricordi con cui Max deve scendere a patti e per il presente che sta vivendo. I primi minuti sono da restare a bocca aperta, affascinati dalle architetture barocche, rapiti dall’atmosfera straniante, coinvolti dal grande uso di dialoghi, effetti sonori, musiche e brevi filmati che raccontano il passato del protagonista a spizzichi e bocconi.

Anche quando il giochetto messo in piedi dalla bugiarda mente di Max si fa chiaro, rimane difficile capire quanto di ciò che si vede è puro frutto di fantasia e quanto è invece reale e tangibile. La narrazione si mantiene sempre in bilico fra delirio e verità e il risultato è un racconto folle e irresistibile, che trascina dall’inizio alla fine.

E a questo si aggiunge una struttura di gioco più che discreta, che miscela tutti i classici stereotipi delle avventure grafiche, dalla ricerca spasmodica di oggetti da manipolare alla risoluzione di piccoli enigmi, dal dialogo insistito e incrociato coi vari personaggi alle serrature e ai meccanismi da sbloccare risolvendo piccoli puzzle. L’insieme è strepitoso, degno di tempi che furono e non saranno più.