Archivi categoria: NDS

I miei videogiochi del 2011

E pure per i videogiochi, quest’anno facciamo l’elencone bovatiano con le stelline, e ovviamente tutti i link ai luoghi in cui ne ho scritto e magari addirittura parlato (podcast), ovviamente mettendo in conto che di qualcosa mi sarò sicuramente dimenticato. Il tutto, solo perché l’anno scorso qualcuno, commentando non so quale post, mi ha chiesto quanti videogiochi io giochi in un anno. Ecco, nel 2011, se non mi sono scordato qualcosa, sono stati ottantacinque. Esattamente come per i film, le stelline sono una divisione per “fasce” (orrendo/brutto/medio/bello/belloassai): non considero “belli uguali” tutti i giochi a cui metto cinque stelle e, sopratutto, l’elenco è ordinato abbastanza a caso e non sto qui a dire che Epic Astro Story è piùmmeglio di Portal 2. Ah, per “giocati”, sostanzialmente intendo “finiti”, o comunque giocati fino al punto di esserne soddisfatto. Ché Fallout 2 l’ho iniziato due anni fa.

Videogiochi usciti nel 2011 (e che ho giocato)
Gemini Rue [PC] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Su questo ho detto “minchia” fortissimo. Sarà anche che dal giochino indie con la faccia retrò non te lo aspetti, però, oh, mamma mia. Quell’inizio là sotto la pioggia. E insomma, dai, il mio gioco dell’anno, anche se probabilmente conta tantissimo il fatto di essere il candidato che ho giocato più di recente.

Child of Eden [Xbox 360] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Sconfiggere l’ultimo boss, sudato come un cammello, in piedi davanti alla TV, commosso quasi alle lacrime, col braccio dolorante, che ancora mi muovevo a ritmo come un pirla. Momenti forti.

Epic Astro Story [Galaxy S II] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Portal 2 [Xbox 360] ***** (Ne ho parlato su Outcast)
Crysis 2 [PC] ***** (Ne ho parlato su Outcast)
Superbrothers: Sword & Sworcery EP [iPod Touch] ***** (Ne ho parlato su Outcast)
Pocket League Story [Galaxy S II] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Gears of War 3 [Xbox 360] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Resistance 3 [PS3] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Blocks that Matter [Xbox 360] ***** (Ne ho scritto su The Games Machine #278 e mi sembra di averne parlato in un qualche episodio del Tentacolo Viola ma Davide non fa le scalette e vai a sapere)
Cut the Rope [Galaxy S II] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it)
1000 Tiny Claws [PSP] ***** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Un po’ di roba che mi ha divertito tantissimo giocare senza darmi nulla d’altro, un po’ di roba che mi ha dato forti sensazioni “altre” lasciandomi piuttosto perplesso sul fronte del giocare, quasi niente che abbia saputo mescolare per davvero fino in fondo le due cose, se non per brevissimi tratti.

L.A. Noire [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Inside a Star Filled Sky [PC] ****
Mighty Switch Force [3DS] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Where Is My Heart? [PSP/PS3] **** (Ne ho parlato su Videogame.it)
PixelJunk SideScroller [PS3] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Dead Space 2 [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Aliens: Infestation [NDS] **** (Ne ho anche parlato su Outcast)
Hot Springs Story [Galaxy S II] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Grand Prix Story [Galaxy S II] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
World Cruise Story [Galaxy S II] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Gears of War 3 – RAAM’s Shadow [Xbox 360] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
OneSingleLife [iPod Touch] ****
Dead Space [iPod Touch] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Shantae: Risky’s Revenge [DSi] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e mi sembra di averne parlato in un qualche episodio del Tentacolo Viola ma Davide non fa le scalette e vai a sapere)
Ghost Trick [NDS] **** (Ne ho parlato su Outcast)
The Book of Unwritten Tales [PC] **** (Ne ho anche parlato su Outcast)
NHL 12 [Xbox 360] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Rochard [PS3] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Mighty Milky Way [DSi] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Dead Space 2: Severed [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Burn It All [iPod Touch] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Madden NFL 12 [Xbox 360] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Flight Control [Galaxy S II] ****
Drop 7 [Galaxy S II] ****
Super Street Fighter IV 3D Edition [3DS] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Dead Space: Extraction [PS3] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Samurai II [Samsung Galaxy S II] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
In mezzo a tutto questo gran mucchio, mi piace ricordare alcune cose. Certi momenti di L.A. Noire in cui davvero sembrava funzionare tutto e “minchia”. Peccato siano pochissimi. Il primo impatto con gli enigmi e la faccia di Where Is My Heart?. Il pazzesco livello conclusivo di PixelJunk SideScroller. La scena di Dead Space 2 con Isaac e Nicole che parlano seduti per terra e il finale di Dead Space 2: Severed. Il panico del giocare a OneSingleLife. Le animazioni e lo spirito assurdo di Ghost Trick. L’atmosfera azzeccatissima e certi fondali di The Book of Unwritten Tales. Il numero esagerato di volte che ho estratto Drop 7 mentre aspettavo di fare qualcosa da qualche parte.

Spent [PC] ***  (Ne ho scritto su The Games Machine #277)
Flick Kick Football [Galaxy S II] ***
Lume [PC] *** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Dizzy: Prince Of The Yolkfolk [Galaxy S II] *** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato nel Tentacolo Viola, in questo episodio)
Sissy’s Magical Ponycorn Adventure [PC] *** (Ne ho scritto su The Games Machine #280)
Sideway: New York [PS3] *** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Dead Rising 2: Off the Record [Xbox 360] *** (Ne ho scritto su Videogame.it e mi sembra di averne parlato in un qualche episodio del Tentacolo Viola ma Davide non fa le scalette e vai a sapere)
Outland [Xbox Live Arcade] *** (Ne ho parlato su Outcast)
Tiny Wings [iPod Touch] ***
Piltowings Resort [3DS] ***
The Silver Lining Ep.3: “My Only Love Sprung from My Only Hate” [PC] *** (Ne ho scritto su Videogame.it)
The Silver Lining Ep.4: “Tis in My Memory Locked, and You Yourself Shall Keep the Key of It” [PC] *** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Shadowgun [Galaxy S II] *** (Ne ho anche parlato su Outcast)
Tiki Lavalanche [iPod Touch] ***
Arctic Escape [iPod Touch] *** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Chi vuol essere milionario? Le edizioni speciali [PS3] *** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Super Monkey Ball 3D [3DS] *** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Palta, a valanga. Quasi tutta giocata per lavoro, anche se in alcuni casi con gran piacere. Mi piacerebbe assai veder proseguire Lume, che davvero ha un’atmosfera azzeccatissima, mi ha fatto piacere rimetter mano a Dizzy, anche se in realtà ai bei tempi non è che me ne fossi mai innamorato, mi ha dato un bel sorriso Ponycorn bla bla bla e mi ha abbastanza deluso Sideway. Guilty pleasure dell’anno decisamente Dead Rising 2: Off the Record. Droga dell’anno Flick Kick Football durante il viaggio all’E3. Delusione dell’anno Outland: con quel sistema di controllo lì, quell’impianto grafico lì, quelle idee lì (e anche quel modo in cui ne hanno parlato lì) mi sarebbe dovuto piacere da matti e invece è impressionante quanto l’ho trovato moscio e mal riuscito dove più contava.

Jurassic Park – The Game [PC] ** (Ne ho anche parlato nel Podcast del Tentacolo Viola e su Outcast)
Blood & Glory [Galaxy S II] ** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Back To The Future – Episode 1: It’s About Time [PC] * (Mi sembra di averne anche parlato in un qualche episodio del Tentacolo Viola ma Davide non fa le scalette e vai a sapere)
Solo a leggere i tre titoli in fila qui mi scatta il travaso di bile. Lasciamo stare.

Altri videogiochi che ho giocato o rigiocato nel 2011
Fallout 2 [PC] ***** (Ne ho parlato su Outcast)
The Last Express [PC] ***** (Ne ho parlato su Outcast)
Due capolavori pazzeschi e che bisogna aver giocato. Mi piacerebbe trovare la voglia di scriverne, ma intanto quel che avevo da dire l’ho detto in Outcast.

Red Dead Redemption [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast)
In poche parole: un mondo fantastico, un’ambientazione che da sola vale il prezzo del biglietto, un vagare in posti meravigliosi con un fascino assurdo (e certo aiuta il fatto che ci ero più o meno appena stato in vacanza), un giocare per lo più mediocre, una narrazione sopravvalutata con tanti punti bassi ma anche tanti aspetti notevoli, una parte finale da dieci e lode (e che, sì, effettivamente, aveva ragione non so chi lo diceva, ricorda un sacco Heavy Rain, poi vai a sapere se volutamente o meno). Se ne parla – credo – nel prossimo Outcast, visto che non ne abbiamo mai parlato e l’ho giocato di recente.

Pac-Man Championship Edition DX [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast e pure qui)
Bioshock 2: Minerva’s Den [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Metal Gear Solid: Peace Walker [PSP] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Alt-Play: Jason Rohrer Anthology [DSi] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e ne ho parlato su Outcast)
Rise of the Dragon [PC] **** (Ne ho anche parlato su Outcast)
Ivy the Kiwi? [NDS] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Heart of China [PC] **** (Ne ho anche parlato su Outcast)
Gargoyle’s Quest [3DS] **** (Ne ho anche parlato su Retrocast)
Donkey Kong [3DS] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
A House in California [PC] ****  (Ne ho scritto su The Games Machine #274)
Boh [PC] ****  (Ne ho scritto su The Games Machine #273)
Costume Quest [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Costume Quest: Grubbins On Ice [Xbox 360] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Borderlands [Xbox 360] ****
Bit.Trip Fate [Wii] **** (Ne ho scritto su Videogame.it e sul numero 4 di Players)
Topolino e le sue avventure [PS3] **** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Game Dev Story [Galaxy S II] **** (Ne ho parlato su Outcast)
Rise of the Dragon e Heart of China avventure con pregi e difetti, ma che rigiocate oggi dimostrano di aver saputo anticipare diverse cose.  Peace Walker è un Metal Gear davvero sfizioso, Gargoyle’s Quest e Donkey Kong sono pezzi d’antiquariato invecchiati non benissimo ma che ancora hanno pregi non da poco, Bit.Trip Fate è la degna chiusura di una gran serie e il resto è tutta roba molto valida e che merita di essere giocata.  Menzione d’onore per Minerva’s DenBioshock 2, col senno di poi, mi ha lasciato dentro un ricordo decisamente superiore all’impressione che avevo subito dopo averlo completato. E questo DLC chiude in qualche modo una sorta di ideale trilogia iniziata col primo Bioshock. Davvero gradevole.

Shadow Complex [Xbox 360] ***
Tiki Totems [iPod Touch] ***
Doodle Jump [Galaxy S II] ***
The Fight: Lights Out [PS3] ***
Zenonia [DSi] ***
Tom Clancy’s Ghost Recon [Wii] *** (Ne ho scritto su Videogame.it)
Queste in realtà sono sufficienze più politiche che altro. Non è roba brutta, assolutamente, ma è tutta roba che mi dice molto poco. Poi, se proprio devo dirla tutta, Shadow Complex mi ha messo addosso una noia rara. Ma che ci posso fare, sarò veramente io che non l’ho capito.

I giochi del 2011 che voglio assolutamente recuperare e che non so quanta probabilità abbiano di essere recuperati: NBA 2K12, Batman: Arkham City, Deus Ex: Human Revolution, The Witcher 2, Super Mario 3D Land, Pullblox, From Dust, Gray Matter. Poi ci sarebbe pure Uncharted 3, ma quello non vale perché devo ancora giocare i primi due. E ci sarebbe pure Shogun 2: Total War, ché per qualche motivo in ‘sti giorni mi è scoppiata una mezza voglia insensata di metterci mano.

Metal Slug 7

Metal Slug 7 (SNK Playmore, 2008)
sviluppato da SNK Playmore

Metal Slug 7 è il gioco perfetto per un viaggio breve. Accendi, ti metti a giocare e sei subito a casa, non c’è nulla di nuovo da imparare, nulla di strano da capire. Salti, spari e vai dritto dall’inizio alla fine. Se hai voglia di sbatterti ai livelli di difficoltà più alti, magari ti dura anche un po’, magari ti dura perfino più del viaggio che stai facendo. Se vuoi solo giocartelo tutto, è molto probabile che una volta arrivati a destinazione sia già ora di riporlo sullo scaffale.

E alla fine è una bella cosetta in qualsiasi modo la si prenda. Se vuoi andare in sbattimento con i top score e le minchiatelle da sbloccare, beh, c’è da sudare parecchio. Se ti interessa solo gustarti un giochino spensierato, c’è bella grafica, sparatorie e bordello dall’inizio alla fine. E pure la modalità con le missioni extra, che ha il suo bel perché.

Tutto questo, comunque, non significa che Metal Slug 7 non abbia i suoi bravi e innegabili difetti. Che giocare nel 2008 una roba uscita direttamente dal 1998 non sia necessariamente un problema siamo d’accordo. Che in una serie storicamente ottima da affrontare in multiplayer non sia previsto il supporto al Wi-Fi fa, sinceramente, abbastanza cacare. Che si utilizzi il touch screen in maniera oscena, per farti trappolare inutilmente con la mappa, invece che per accedere in maniera più comoda ai menu, invece, fa ridere. Non ci si incazza, perché alla fine si vive bene lo stesso, però fa ridere.

Divertente? Sì. Grafica spettacolare? Sì. Un buon Metal Slug? Discreto. Sfrutta le caratteristiche del Nintendo DS? Per nulla. Dura poco? Come al solito, dipende da come lo giochi. Anche se probabilmente dura meno del solito. Vale la pena a 40 euro? Uhm.

I miei award dei videogGgiochi del 2008

Già che siamo usciti con gli awardz su Nextgame, faccio qua i miei, così, per spirito corporate. Completamente a caso, come vengono, a volte coi runneruppe, a volte no, a volte con la spiegazione, a volte no. Giusto perché almeno ho qualcosa da pubblicare questa settimana. Sono graditi commenti e insulti. Soprattutto insulti.

Il miglior gioco del 2008 fra i pochi che ho giocato
Left 4 Dead
Mai giocato un FPS online per più di un mese, a parte forse Quake 3 e il primo Enemy Territory. A questo gioco da novembre. In più ci sono gli zombi. Gioco dell’anno.

Il miglior gioco del 2008 che ho giocato nel 2009
Metal Gear Solid 4
Vabbé, siamo a febbraio, non è che abbia avuto molto tempo per giocare altro. Comunque è figo.

Il miglior gioco del 2008 di cui ho giocato solo metà (o poco più) perché dovevo scrivere l’anteprima
Mirror’s Edge

Il miglior gioco non del 2008 che ho giocato nel 2008
Super Mario Galaxy

Runneruppe: Bioshock, Crackdown, The Orange Box

Il gioco del 2008 che ho giocato di più online
Left 4 Dead e/o FIFA 09
Ne ho giocati parecchio pure altri, ma questi sono gli unici che gioco ancora. Oddio, ci sarebbe pure NBA 2K9, ma in realtà quello ho iniziato a giocarlo tanto online solo di recente.

Il gioco del 2008 che ho giocato più malvolentieri solo perché mi ero impuntato a fare gli achievement
(Quella merda colossale di) Guitar Hero World Tour
E ancora non ho finito.

Il gioco del 2008 che mi ha fatto sentire più intelligente, soddisfatto, contento di essere appassionato di questa cosa tanto poetica e artistica che sono i videogiochi anche se in fondo col senno di poi si può pure criticare abbestia
Braid
Che comunque è e rimane una roba davvero bella.

Il momento “a bocca aperta” del 2008
La baia di San Francisco in Resistance 2. Un momento di stupore vero in un gioco che per il resto poteva pure non esistere.

La grafica che più mi è piaciuta e non mi interessa se tecnicamente non è ‘sta figata del 2008
Mirror’s Edge
Su, dai, stile, design, colori, è tutto troppo bello.

Runneruppe: Braid, Metal Gear Solid 4

Il miglior sonoro del 2008
Left 4 Dead
Anche solo per il modo in cui cambia la musica a seconda della situazione, e in maniera diversa per ogni singolo giocatore.

La miglior grafica che però, oh, proprio non riesco a farmi piacere del 2008
Prince Of Persia
Il più brutto cel-shading bello di sempre.

Il mio gioco preferito del 2008 fra quelli che non ho giocato
World Of Goo

Il gioco del 2008 che non ho giocato e ho più voglia di giocare
Mirror’s Edge non vale perché ne ho giocato più di metà, quindi direi Prince Of Persia o Dead Space, solo per il gusto di poterne poi parlare male.

Il gioco del 2008 che sono sicuro che se ci giocassi alla fine mi ci divertirei ma ha una faccia che proprio non mi attira per niente
Fallout 3 e Dead Space a parimerito.

Il miglior gioco del 2008 che ho giocato solo perché dovevo recensirlo e altrimenti non l’avrei giocato
Ninja Gaiden Dragon Sword

Runneruppe: Naruto: Ultimate Ninja Storm, Wii Music

Se non mi pagassero per farlo mi incazzerei per averci giocato, ma visto che mi pagano per farlo sono tutto sommato contento di averci giocato (nel 2008)
Alone In The Dark: Inferno

Delusione dell’anno 2008
Guitar Hero World Tour
Merda fumante.

Le risate più grosse di fronte all’idea che in pieno 2008 questa roba sia considerata matura e adulta
The Witcher Enhanced Edition

La miglior cazzata arrivata in ufficio nel 2008
La scatola con dentro la bambola di Alma, i disegnini e i gessetti colorati.

Runneruppe: La scatola di biscotti bruciacchiata di Resistance 2 con dentro le foto d’epoca, il giornale e i documenti, Il kit della scientifica di Unsolved Crimes con tanto di cerata, guanti, pinzette e altro.

La cosa di cui nel 2008 si parla di più coi colleghi quando non si sta parlando male di colleghi non presenti
La noia dei recenti giochi Ubisoft (ne avessi giocato uno, fra l’altro).

Il gioco che più aspetto a inizio 2009
Resident Evil 5, ma solo perché lo giocherò in cooperativa con Holly.

Altre cose che ho giocato nel 2008 e si meritano di essere menzionate (e sicuramente mi dimentico qualcosa, ma se me la dimentico ci sarà un motivo):
Blitz: The League II
Geometry Wars: Retro Evolved 2
God Of War: Chains Of Olympus
Killzone Liberation
LocoRoco 2
LostWinds
Phoenix Wright
, tutti
Riff: Everyday Shooter
Rock Band
Rock Band 2
Sam & Max Season One
Scene It? Campione d’incassi
Stranglehold
The Riddle Of Master Lu

Phoenix Wright: Ace Attorney – La trilogia

Phoenix Wright Ace Attorney
Phoenix Wright: Ace Attorney – Justice for All
Phoenix Wright: Ace Attorney – Trials and Tribulations

Capcom, 2005/2007
sviluppati da Capcom – Minae Matsukawa, Atsushi Inaba, Shinji Mikami

I giapponesi sono adorabili per il modo in cui se ne sbattono delle convenzioni e praticamente s’inventano un genere per classificare ogni nuovo videogioco che esca anche solo un attimo dal seminato. E così, mentre noi occidentali ci affanniamo a classificare i tre Phoenix Wright come avventure grafiche, o quantomeno evoluzioni delle stesse, loro li chiamano “Courtroom Battle Game”. Ovvio, no? In fondo è questo che si fa in Phoenix Wright. Si investiga in giro raccogliendo prove, si interrogano testimoni e si battaglia a colpi di obiezioni.

E infatti il bello di questa serie, come di parecchi altri titoli per DS, sta proprio nel suo fare genere per i fatti propri. Sicuramente è vero che le sezioni “investigative” ricordano parecchio le avventure grafiche punta e clicca, con il giocatore impegnato a parlare con chiunque gli capiti davanti e ad esplorare da cima a fondo le ambientazioni per trovare prove scottanti. E certo hanno molto di “avventuroso” anche gli sviluppi processuali, fondamentalmente incentrati sull’utilizzo delle risposte giuste al momento giusto.

Ma è il mix a creare qualcosa di folle e completamente fuori dagli schemi. Un mix fatto anche delle assurde regole di gioco e di linguaggio su cui si basa il demenziale mondo di Phoenix Wright. Un universo narrativo in costante e crescente delirio, che col passare dei casi, e degli episodi, mostra personaggi sempre più assurdi e sopra le righe. Nell’avvicinarsi alla serie Capcom non ci si può certo aspettare una simulazione rigorosa di un vero processo, quanto piuttosto una versione simpatica, stupidina, divertente del mondo giudiziario. Una versione comunque governata dalle sue brave regole ferree e punitive, che richiedono solo di saper entrare nella logica perversa che le domina.

Se se ne accetta l’impostazione demenziale e si sopravvive all’incontenibile verbosità, si trova un racconto ricco e pieno di personaggi ben caratterizzati, capace di dipanarsi in maniera coerente nell’arco di una trilogia ottimamente progettata. Il crescendo da un episodio all’altro è ben orchestrato sia negli sviluppi narrativi, sia nel ritoccare con belle aggiunte la struttura di gioco (per esempio i lucchetti psichici che appaiono a partire dal secondo capitolo). E al termine di una vera e propria epopea, quando si affronta l’ultimo caso e, nel momento chiave, i riarrangiamenti del terzo episodio lasciano posto al tema musicale ascoltato sulla primissima arringa di Phoenix, beh, è davvero difficile non gasarsi.

Phoenix Wright, insomma, è un’altra “pseudo” avventura grafica per DS, che prende parecchi elementi classici del genere e li applica a una struttura di gioco particolare e fuori dagli schemi. Dal genere prende anche qualche difetto, per esempio la linearità davvero eccessiva: in più di un’occasione capita di avere l’intuizione giusta, di sapere cosa deve essere dimostrato al giudice, ma di non riuscire a farlo perché l’approccio scelto non è quello previsto dal gioco, o perché gli sviluppatori hanno deciso che la mossa dev’essere fatta in un altro momento.

Nel complesso, però, l’esperienza è davvero divertente e di qualità, senza contare che, per essere un gioco nato su GBA, le potenzialità del Nintendo DS sono ben sfruttate. Si può fare di più, come sicuramente è stato fatto nel successivo Apollo Justice e come del resto dimostra l’interessante caso aggiuntivo sviluppato appositamente per NDS e inserito in coda al primo episodio della trilogia, ma già così non ci si può lamentare: mettersi a gridare “Objection!” mentre si è seduti sulla tazza del cesso non ha prezzo.

Hotel Dusk: Room 215

Wish Room Tenshi no Kioku (Nintendo, 2007)
sviluppato da Cing

Sorta di via di mezzo fra l’avventura grafica punta e clicca e il romanzo (poco) interattivo, Hotel Dusk mira alto e prova a raccontare una storia adulta e matura, con un’atmosfera da Hollywood dei bei tempi e una sceneggiatura di livello. Splendidamente curato sul piano estetico, con uno stile grafico che ricorda i fumetti di Naoki Urasawa e un interessante utilizzo “registico” del doppio schermo nelle fasi narrative, la seconda uscita di Cing su Nintendo DS non riesce però a convincere fino in fondo sotto praticamente qualsiasi altro punto di vista.

A funzionare solo in parte è innanzitutto la pura e semplice componente narrativa, che da un lato ha la rara – perlomeno nel mondo dei videogiochi – dote di sapersi raccontare con personaggi molto ben caratterizzati e dialoghi davvero vari, credibili e ben scritti, ma dall’altro si perde in una ripetitiva e spesso superflua logorrea, affoga lo “spettatore” nei suoi tanti tempi morti e gli chiede di sorvolare su un po’ troppe incertezze del plot (e, mi dicono, nella versione italiana è scritto di merda). Non aiuta una colonna sonora a dir poco altalenante e davvero troppo ripetitiva, soprattutto nella sua insistenza a riavviare le varie tracce musicali dopo praticamente qualsiasi azione compiuta.

Ma il vero problema di Hotel Dusk sta nelle meccaniche di gioco, che riescono fastidiosamente ad essere nello stesso tempo semplici, dirette, efficaci e ricche d’inventiva nell’utilizzo del touch screen, ma anche ripetitive, farraginose, superflue e macchinose. C’era davvero bisogno, per esempio, di rendere così estenuante la comunicazione con la ragazza muta? Di chiedere al giocatore di stare ogni volta a ripetere tutte quelle lunghe e pallose azioni per poter leggere una risposta da due parole?

Per non parlare, poi, dei più fastidiosi fra i classici difetti da avventura grafica moderna. Perché certi oggetti non possono essere raccolti fino a che non si “sblocca” l’enigma che li richiede? Non pretendo che il povero Kyle Hyde accetti di infilarsi in tasca una bottiglia di vino senza motivo, avrebbe in effetti poco senso ma, per dirne una, che ci sarebbe di male a poter raccogliere una semplice graffetta? Tanto più che si tratta di un limite gestito in maniera arbitraria e incoerente, visto che non è possibile raccogliere oggetti che si trovano nella propria stanza, ma non ci sono problemi a rubarne dalla cassetta degli attrezzi dell’albergo quando ancora non si ha nessuna idea dell’utilizzo che bisognerà farne.

E ancora, perché ci sono porte chiuse a chiave, che improvvisamente non lo sono più, e che poi tornano a esserlo (o anche no) senza nessun motivo logico che non sia la necessità di sbloccare/bloccare determinate aree per far proseguire la storia su precisi binari? Ma soprattutto, diamine, perché quando serve una matita per risolvere un enigma non è possibile utilizzare LA CAZZO DI MALEDETTA MATITA CHE STO USANDO FIN DALL’INIZIO DEL GIOCO PER PRENDERE APPUNTI ma devo tornare in camera a raccogliere quella che sta nella valigia (e che ovviamente prima non potevo raccogliere)?

Fra l’altro, a proposito di prendere appunti. L’idea del block notes, su cui è possibile scrivere a piacere utilizzando il pennino, è un perfetto esempio delle belle trovate capaci di sfruttare il touch screen in maniera deliziosa. Ma è anche un perfetto esempio di quanto gli sviluppatori siano malati terminali di “vorrei ma non posso”, visto che poi, quando è necessario appuntarsi un codice particolarmente lungo che va poi inserito in un terminale, bisogna farlo con carta e penna vere, dato che il blocco appunti del gioco in quel contesto è inutilizzabile.

Nonostante tutto questo, comunque, gli evidenti pregi di Hotel Dusk sono in grado di dare gran piacere a chiunque abbia la costanza e la voglia di sopportarne i palesi difetti. Certo, con un filo di sintesi in più, con un lavoro di game design maggiormente curato, si sarebbe evitata l’estrema noia che in certi frangenti riesce a generare. Invece non è accaduto, e alla fine, purtroppo, si fa davvero fatica a scacciare dalla bocca quel fastidioso retrogusto di occasione sprecata. Non ho giocato il precedente Another Code, ma leggo quasi ovunque che era peggiore sotto molti punti di vista. Che dire, speriamo che la terza sia la volta buona.

New Super Mario Bros.

New Super Mario Bros. (Nintendo, 2006)
sviluppato da Nintendo

A pensarci quasi non ci si crede, ma addirittura quindici anni separano Super Mario World da New Super Mario Bros. Quindici anni in cui Nintendo ha ovviamente pubblicato altri giochi con protagonista il baffuto idraulico italiano e, ci mancherebbe, si è visto apparire più di un titolo dall’impostazione classicamente bidimensionale e inserito nello stesso “universo narrativo”. Ma dal 1991 a oggi forse solo Super Mario Land 2 per GameBoy aveva saputo portare in qualche modo avanti la serie. E si parla del 1992. Benvenuto, quindi, al “nuovo Super Mario”, che ha tutti i fantastici pregi e gli inevitabili difetti di un’operazione del genere.

Il piacere di quel giocare puro e spensierato che secondo molti è mancato a Super Mario Sunshine, unito all’adorabile fascino di una caratterizzazione unica al mondo. Mario è Mario, il suo mondo è quello, così come quelle sono le sue fantasiose musichette, le sue tinte colorate e le sue atmosfere sempre favoleggianti, anche nei momenti più cupi. Una forza unica e sempre riconoscibile, che finisce spesso per rendere le produzioni Nintendo migliori di quanto non siano realmente.

Il gioco di piattaforme, puro e semplice, senza complicazioni. Andare dal punto A al punto B, da sinistra verso destra, con qualche variazione sul tema, ma senza troppe menate di contorno. Lo sfizio di arrivare fino in fondo e poi ricominciare, per il piacere di trovare ogni singola fesseria nascosta, di esplorare ogni minimo anfratto. La capacità travolgente, che nessun altro ha, di farti sempre e comunque venire voglia di metterci mano, di mollarlo solo quando hai visto tutto, perché limitarsi a finirlo non sarebbe abbastanza.

La consapevolezza di non voler aggiustare un meccanismo che ancora funziona alla perfezione. La voglia di impreziosirlo con qualche novità interessante, che non ne muti l’essenza, ma che regali un po’ di emozioni inedite. La certezza di stare giocando, nella sostanza, la stessa roba di dieci, anzi venti anni fa. Neanche troppo attualizzata. E l’incredibile piacere di farlo comunque, perché va bene così, ogni tanto ci vuole.