Fumettame

Dai, sono passati solo tre mesi dall’ultima volta, stiamo migliorando. In cosa? Nella mia (recuperata) abitudine di elencare qua dentro tutti i fumetti che leggo, scrivendo quasi sempre anche due o tre righe al riguardo. Di seguito, c’è tutta la roba a fumetti che ho letto fra le vacanze di Natale, il cazzeggio successivo e la settimana di ferie pasquali, in cui ho recuperato un po’ di roba Marvel perché si prestava alla lettura compulsiva in digitale da relax. Il tutto è in ordine quasi casuale, nel senso che ho raggruppato i fumetti per categorie ma poi li ho sbattuti dentro a caso. Parlo di tutto molto velocemente, di alcune cose ancora più velocemente, magari perché non mi hanno lasciato molto, magari perché le ho lette da un po’ e chi se le ricorda. Fine.

MANGA

Mamma ****
Una bella raccolta di storie brevi dedicate alla maternità nelle sue mille sfaccettature, spesso molto meno ovvie di quanto ci si possa aspettare.

Mix #10/11 ****
Oh, siamo sempre lì, è sempre il solito, adorabile Adachi di routine. Lo voglio così, mi va bene così.

Berserk #78 ***
Amici, pazzesco. Per un attimo è sembrato che stesse accadendo qualcosa di significativo. Vogliamo crederci?

Billy Bat #19/20 *****
Qui mi piacerebbe scrivere un pippone intenso sulla conclusione di un’altra grande serie di questo grande autore ma la verità è che Billy Bat, sulla distanza, mi ha un po’ perso. Il finale, però, è davvero notevole, soprattutto per come è riuscito a rendermi tutto comprensibile (almeno credo), emozionante e soddisfacente nonostante, appunto, mi avesse perso. Vorrei rileggerlo in botta, invece che nell’arco di anni e anni. Prima o poi.

Un marzo da Leoni #13 ****
Ci sono dei momenti in cui questo manga è troppo verboso e, francamente, un po’ palloso, ma ci sono dei momenti in cui il mix di storie personali, elementi “sportivi” e dramma funziona proprio bene. Tipo in questo numero.

Yotsuba&! #1/4 *****
Yotsuba è una bambina buffa e scatenata, che ha appena traslocato col padre in un nuovo quartiere e inizia ad esplorarlo, facendo conoscenza con le vicine di casa e con esempi assortiti di varia umanità. Pur essendoci una certa continuità di fondo, Yotsuba&! è strutturato su episodi, senza una grande trama da portare avanti, e racconta la quotidianità in maniera incredibile, con grande gusto e padronanza, strappando risate sguaiate ma anche risultando sempre accorto e ficcante. Mia figlia, tra l’altro, ci è impazzita, se lo fa leggere, si mette a sfogliarlo da sola per decine di minuti anche se non sa leggere e si fa legare i capelli in quattro codini come la protagonista. Non vedo l’ora di recuperare i volumi successivi.

Barbara *****
I livelli di inquietudine e disagio che riesce a procurarmi l’Osamu Tezuka più adulto, subdolo e amante dei METAFORONI, cacchio, come lui nessuno mai. Che bomba.

ROBA AMERICANA RANDOM

Baltimore #8: “Il regno cremisi” *****
Un gran finale per una serie davvero bella, coinvolgente, inquietante, appassionante, ricca di personaggi carismatici e sempre efficace nelle sue svolte narrative. Lo dico? Lo dico: meglio di Hellboy.

Sabrina *****
È il capolavoro che si dice? Eh, sì, abbastanza. Non tanto per l’intreccio, gli eventi, da thriller efficace ma nulla più, quanto per la maniera agghiacciante, efficacissima, precisa, emotivamente irresistibile, in cui ritrae l’epoca folle che ci attanaglia.

Black Science #7: “Extinction Is The Rule” *****
Black Science #8: “Later Than You Think” *****
È sempre bellissimo ed emozionantissimo e con un ritmo incredibilissimo e affascinantissimo nello sfoggio di fantasia e stupefacentissimo nelle trovate e piacevolissimo da leggere epperò stiamo un po’ entrando in zona “OK, stringi, è ora di chiudere”. Credo.

Hellboy presenta: La nascita di fiamma nera *****
Se l’avessi letto ricordandomi qualcosa, qualsiasi cosa, di fiamma nera e/o di Hellboy, probabilmente, mi avrebbe coinvolto meno. Letto alla cieca, invece, è un bel fumetto di avventura dai toni estremamente cupi, con colpi di scena che funzionano e un bel finale nerissimo. Viva la vecchiaia, insomma.

Invincible #24/25: “The End of All Things” *****
Una conclusione deliziosa, emozionante, coinvolgente, toccante, per quello che – lo scrivo, credo, per l’ultima volta – è il capolavoro di Robert Kirkman, alla facciazza di The Walking Dead.

Saga #9 *****
Quei momenti che ti spezzano in due.

Low #4: Outer Aspects Of Inner Attitudes *****
Ho iniziato a leggerlo e mi sono reso conto che non mi ricordavo nulla di a che punto eravamo rimasti. Poi, pian piano, nonostante il ritmo indiavolato, ho iniziato a ritrovarmici. Anche se non sono sicuro di essermi ripreso del tutto. Mi sa che mi toccherà rileggermelo da capo. Non che sia un problema, perché rimane sempre spettacolare.

BONELLI

Senzanima ****
Senzanima: Fame ****
È una sorta di Dragonero Year One, o giù di lì, in versione volume cartonato prestige pittorico con taglio adulto ed è proprio bello, oltre che ben dosato nell’essere ricco di riferimenti per l’appassionato ma perfettamente leggibile da solo.

Dragonero #56/65 ****
Dragonero Speciale #5 ***
È arrivato il momento della grande saga con la guerra super spettacolare portata avanti per tot numeri e il momento non ha deluso. Dragonero continua ad essere una lettura stra-gradevole e che non mi fa ancora venire voglia di lasciar perdere. Non mi accade spesso, e così a lungo, con le serie Bonelli.

Orfani: Sam #7/12 ***
Orfani: Speciale Terra ***
Qui mi piacerebbe scrivere un pippone intenso sulla conclusione di una serie gradevole, a tratti molto gradevole, di questo autore. Ma la verità è che non è che abbia molto da dire, se non le solite cose: Orfani è stato visivamente notevole, parecchio coraggioso nel contesto bonelliano, magari un pelo troppo derivativo e/o innamorato dei suoi omaggi, sicuramente preda di alti e bassi ma nel complesso divertente. E questo nonostante lo stile di scrittura in “doppiaggese” proprio non faccia per me.

Cani sciolti #1/2 ***
Mah, mi è sembrato potenzialmente interessante ma nulla di più.

Le Storie #65/70 **/****
Giustamente, appena decido di farmi levare l’abbonamento in fumetteria perché sono troppo altalenanti, ne leggo tre o quattro di fila molto belli. Per fortuna, gli ultimi due li ho trovati terribili, quindi pietra sopra e a posto così.

Dylan Dog & Martin Mystère: L’abisso del male ****
Una storia piacevolissima e scorrevole, che ha il bonus di trovare in me il target perfetto: nonostante non legga più manco mezza delle mille serie citate, ne ho letto a sufficienza per gongolare tutto ad ogni omaggio, citazione, accenno, whatever.

I MEI RAID A GENERAZIONE CASUALE SU MARVEL UNLIMITED

Daredevil Vol.3 #12/21 *****
E insomma, il Daredevil di Mark Waid era proprio bello: brillante, ritmato, appassionante, pieno di idee, capace di coniugare alla grande il lato drammatico, pesante e pedante del personaggio con lo spirito più fanciullesco e lieve che spesso ci si dimentica.

The Punisher Vol.9 #11/16 ***
Una serie che ho trovato gradevole ma nulla più si conclude con un colpo di teatro magari prevedibile ma efficacissimo.

Fantastic Four Vol.1 #608/611 ***
Il ciclo di Hickman (o comunque questo ciclo di Hickman) si conclude all’insegna del disarmo. Moscio e palloso. Blah.

X-Factor Vol.1 #241/245 ****
Io non so come facesse Peter David ad avere ancora cose da dire su X-Factor (beh, certo, aiuta che il cast di personaggi sia cambiato negli anni) ma la serie, qui, continuava ad essere davvero notevole. Intrigante per tematiche, appassionante nelle svolte narrative, sempre brillantissima nei dialoghi.

New Mutants Vol.3 #44/50 ****
Un caso più unico che raro di  serie Marvel che arriva a conclusione senza andare a schifo. Non è il punto più alto né dei Nuovi Mutanti né di questa incarnazione specifica, ma è un finale più che gradevole.

The Amazing Spider-Man Vol.1 #688/691 ***
Niente, io con Dan Slott non sono proprio in sintonia. Qua c’è un racconto che sulla carta dovrebbe fare per me, con questi “cattivi” così amari e disperati, ma insomma, si lascia leggere, ecco.

Winter Soldier #6/14 *****
Il Winter Soldier di Ed Brubaker si chiude con due storie splendide, che fra l’altro mi spiace non aver letto prima, dato che ci stava di consigliare questa serie come bel fumetto con (co)protagonista la Vedova Nera in quel podcast là. Teso, appassionante, divertentissimo e con bei colpi di scena, che funzionano anche quando sono prevedibili.

Hulk: Season One ***
A volte, le riletture delle origini dei personaggi sono reinvenzioni splendide, che restano nel tempo. A volte fanno cagare. A volte, tipo in questo caso, lasciano il tempo che trovano.

Captain Marvel Vol. 7 #1/6 ****
Indubbiamente è una bella reinvenzione, moderna, divertente, con un bello spirito e una rilettura affascinante del personaggio. E la storia a base di viaggi nel tempo incasinatissimi funziona. Poi è stato buffo leggerlo dopo aver visto il film che pesca così tanto da qui. Però, non so, mi aspettavo qualcosa di più.

Captain America Vol. 6 #15/19 ***
Ecco, questo, invece, di ciclo di Ed Brubaker, si chiude un po’ con una scorreggia. Quantomeno se confrontato ai livelli che ha saputo toccare. Le intenzioni ci sono pure, con un bello spunto e le tematiche giuste, ma proprio non gira, forse anche per colpa dei disegni. Pazienza.

Secret Avengers #29/32 ****
Una bella storia classica, divertente, con personaggi azzeccati, azione, ribaltoni, colpi di scena e pure un ottimo spunto da cui sviluppare la saga successiva. Che bravo, Rick Remender.

Ultimate Comics: Divided We Fall, United We Stand **/****
E niente, anche nell’universo Ultimate, i crossover andavano a ramengo, esattamente come quelli ben più grossi dell’universo Marvel normale: begli spunti di partenza, belle idee, trame dagli sviluppi interessanti, ma scrittura pasticciatissima, disegni tirati via e alla fin fine le uniche storie veramente decenti sono quelle di Spider-Man. Quanto potenziale sprecato.

Wolverine Vol. 2 #309/313: Sabretooth Reborn ***
Bei disegni.

AH, GIUSTO, C’È ANCHE QUESTO

Scavare fossati – Nutrire coccodrilli ***
Me lo sono ritrovato fra le mani a Natale perché, suppongo, i suoceri l’hanno preso come supplemento a qualche pubblicazione e me l’hanno rifilato. È il catalogo della mostra Zerocalcare al MAXXI di Roma, conclusasi a inizio marzo, e non è certamente nulla di imperdibile, ma l’apparato redazionale è gradevole, per quanto (comprensibilmente) super celebrativo e fra i contenuti c’è una valanga di roba che immagino la maggior parte di chi segue Zerocalcare non abbia mai visto.

6 pensieri riguardo “Fumettame”

      1. adesso ho capito, a molti non piace lo stile di Recchioni, pensa che ha scritto una storia di dylan dog con un killer che parla citando solamente i titoli di canzoni metal.

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