Ocean’s 8

Fa una certa impressione scoprire quanto le operazioni di “gender swap” viste nell’ultimo Ghostbusters e in questo Ocean’s 8 siano simili per modalità e risultati. Partendo dall’assunto che, per quanto mi riguarda, non c’è nulla di male nell’operazione in sé e, anzi, è sempre interessante vedere come si riesca a rielaborare qualcosa di già esistente, il problema, ancora una volta, è che la rielaborazione lascia a desiderare, vuoi perché troppo timida e ossequiosa nei confronti dell’originale, vuoi proprio per i risultati complessivamente modesti, non all’altezza di un cast invece davvero ottimo, in forma, che esprime voglia da tutti i pori. Insomma, ancora una volta, è un po’ un peccato.

Le due operazioni, va detto, differiscono a livello di racconto: se Ghostbusters presentava lo stravolgimento di genere come dato di fatto, senza dare spiegazioni, Ocean’s Eight lo inserisce nel tessuto narrativo preesistente, ponendo al centro delle vicende la sorella di Danny Ocean. Ma per il resto, la sostanza rimane quella: un film che non va quasi mai oltre il diligente riproporre cliché, punti fermi e caratteristiche dell’originale, rielaborandoli all’insegna del minimo indispensabile sulla base degli anni trascorsi e del cambio di genere dei personaggi. E, se vogliamo, è ancora più buffo e stonato che questa manovra di riciclo completo venga portata avanti in una sorta di seguito, ambientato nello stesso contesto narrativo, che fa proseguire una storia riproponendola tale e quale, infarcita anche di accenni, riferimenti e apparizioni del cast originale.

Gary Ross prova a rifare Soderbergh ma non riesce a (o non vuole) trovare invenzioni realmente inedite e finisce per fare la figura del fratello povero, che si sforza tantissimo per copiare lo stile di quello più bravo ed estroso. Poi il film risulta comunque gradevole e viene tenuto in piedi da un cast, come detto, davvero in formissima, che ce la mette tutta a risultare brillante, cool, perfetto nel contesto, e non sbaglia un colpo. Più in generale, Ocean’s 8 trova abbastanza il fascino indiscutibile di un heist movie brillante, scritto e diretto con mestiere, nonostante una svolta narrativa discutibile, o comunque basata sul fatto che tutti i coinvolti siano dei fessi che non si fanno la domanda più banale. Aggiungiamoci che guardare un film discreto senza robottoni o gente in pigiama che vola, una volta tanto, come defatigante, risulta piacevole. Ma a Ocean’s 8 manca davvero qualcosa. Lascia addosso la sensazione del compitino diligente senza guizzi e sembra proprio un’occasione sprecata.

2 pensieri riguardo “Ocean’s 8”

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