Safe Neighborhood

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Un festival del fantastico è sempre bene chiuderlo con un “crowd pleaser”, quel tipo di film che scatena l’applauso, la risata, il divertimento, il coinvolgimento. Già solo a scrivere queste righe mi torna in mente quella volta in cui a Monaco si chiuse con quella meraviglia di You’re Next e fu tripudio intestinale. Qua non siamo a quei livelli, ma Safe Neighborhood è un film adorabile ed è sicuramente un ottima scelta per la serata di chiusura del Paris International Fantastic Film Festival. È però anche un film di cui è bene non raccontare molto, così come del resto lo era You’re Next, ed è per questo che, casomai non si fosse capito, sto cazzeggiando sulla fascia per chiudere il primo paragrafo senza aver detto troppo. Mi limito a dire che è divertente, è natalizio, è un po’ retrò nel suo taglio giovanile, non è particolarmente horror, anche se c’è gente che muore malissimo, e la butta parecchio sul ridere, anche se poi quel che succede è abbastanza inquietante. È una specie di Mamma ho perso l’aereo con le coltellate, se vogliamo.

Se non basta quel che ho scritto sopra, proviamo ad aggiungere qualche dettaglio senza sbilanciarci troppo. Diciamo che Safe Neighborhood è un thrilleretto di Natale, australiano ma ambientato negli iuessei (con conseguente mio spaesamento quando nei primi minuti non ho sentito gli accenti che mi aspettavo), che la butta molto sul ridere, molto più di You’re Next, e ha un taglio da film di genere giovanile anni Ottanta, un po’ alla Joe Dante. Le trucidate non mancano, quel che racconta è abbastanza agghiacciante, ma il tono, il taglio, l’atmosfera, il ritmo e le risate sono quasi da avventurona per ragazzi. Quasi. Lo spunto di partenza vede un ragazzino in crisi ormonale convinto di poter conquistare la sua baby sitter più grande di qualche anno e intenzionato a fare un ultimo tentativo durante la notte di Natale, quando i genitori li lasciano soli a casa per andare a sbronzarsi a una festa. Solo che poi iniziano gli strani rumori, sembra esserci qualcuno che si aggira in cortile e le cose vanno un po’ diversamente dal previsto.

Messa giù così, sembra che Safe Neighborhood debba essere una specie di slasher e/o home invasion all’acqua di rose. E per un po’ la direzione è quella, ma in realtà il film prende velocemente tutt’altra piega, con trovate ingegnose, divertentissime e abbastanza sorprendenti. E anche quando le carte sono ormai scoperte, la vicenda prosegue in maniera accattivante, anche grazie al buon lavoro degli attori e a una regia che gestisce alla perfezione gli spazi della casa, in cui si svolge praticamente tutto il film. Si ride, si vede un bel po’ di sangue, la gente muore male e la neve ricopre tutto. Insomma, si inserisce alla grande nel giusto spirito da film natalizio che piace a noi, già ben riportato in vita dal recente Krampus. Una delizia.

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