La settimana a base di fumetti comprati da giopep durante il suo ultimo raid in Rue Dante

A Parigi le fumetterie escono dalle fottute pareti, ma se vai in Rue Dante ci sono più fumetterie che pareti. E soprattutto ci sono fumetterie un po’ più specializzate, fra quella che tratta solo manga, quella dedicata ai classici, quella per stracollezionisti e quelle ben fornite anche di fumetti americani in lingua originale. Quindi, ogni tanto (si parla di mesi), faccio un salto, stupro la carta di credito e poi sono a posto per altri mesi, tutti belli messi in fila. L’ultima volta si è verificata qualche settimana fa, poco dopo il rientro dall’Italia, e mi sono portato a casa ciò di cui vado a parlare qua sotto. Ovviamente, andando a scriverne settimane dopo, non mi ricordo più una fava, ma insomma, le stelline (gli asterischi) le (li) ho messe (messi) subito dopo la lettura, quindi, male che vada, si possono prendere quelli come consigli per l’acquisto.

Low #3: “Shore of the Dying Light” *****
Low #2: “Before the Dawen Burns Us” *****
Bello era il primo volume, strepitosi sono i due successivi, immersi in una fantasia, una violenza, una capacità di immaginare mondi e creature assolutamente folli e una forza strepitosa nel colpire al cuore e allo stomaco con personaggi, situazioni, colpi di scena, idee. Rick Remender ti voglio bene.

American Vampire #8 ****
Il fascino delle primissime storie si è un po’ perso, ma mi sembra anche che la serie si sia ripresA da quel mezzo tonfo che era arrivato dopo i primi volumi. Anzi, questa (ormai lunghetta) storia della lotta contro la mamma di tutti i vampiri talmente potente da far paura a tutti ha preso un bell’abbrivio e pure la mezza (forse) redenzione di Skinner Sweet mi piace. Bene.

East of West #5 ****
Hickman sta male nel cervello.

Shutter #3: “Quo Vadis” *****
Shutter #4: “All Roads” *****
Sempre meglio, sempre più fuori di cozza e sparato a mille nelle invenzioni visive (e non) ma con un racconto che improvvisamente accelera e una chiusura del quarto paperback che scatena un’ansia pazzesca di vedere come le cose andranno avanti.

The Walking Dead #25: “No Turning Back” *****
The Walking Dead #26: “Call To Arms” *****
Qui mi gioco il jolly: ne ho parlato in questo podcast qua. Detto questo, è il momento del ritorno in azione di Negan, non poteva che essere una vittoria.

Saga #6 *****
Spazio, creature bizzarre, guerre interplanetarie, amori romanticissimi, la storia di una bimba separata da quei matti dei genitori che in quanto padre di bimba adorabile mi mette addosso un’ansia pazzesca, temi attualissimi e fondamentali, scrittura e disegni da leccarsi i baffi… Saga è e rimane una fra le robe più belle del momento e la qualità costante, inattaccabile con cui va avanti fa paura.

Nailbiter #4: “Bloodlust” ****
Questo non ho ancora capito se sia effettivamente bello, però è parecchio divertente e tutta l’idea della cittadina che dà vita ai serial killer è uno spacco. Quindi sì, in effetti è bello.

Outcast #3: “This Little Light” *****
Sulle prime Outcast non mi ha convinto molto e di sicuro non ha mostrato l’avvio fortissimo che hanno quelle altre due serie lì di Kirkman, però qui è dove vengono scoperte un po’ di carte, le cose iniziano a decollare sul serio e c’è il rischio che diventi un’altra serie imperdibile. Vediamo. Il telefilm com’è?

Deadly Class #4: “Die For Me” *****
Morte, distruzione, romanticismo, amicizie devastanti, situazioni impossibili, sangue, coltellate a tradimento, colpi di scena uno dietro l’altro, ansia, panico, terremoto, smarrimento.

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