Gli episodi pilota Amazon di giugno 2016

È in corso in questi giorni l’ennesima edizione della Amazon Pilot Season. Come funziona? Amazon rende disponibili per gli iscritti (tedeschi, britannici e statunitensi) al suo servizio Amazon Instant Video, sezione Amazon Prime, una manciata di episodi pilota per possibili future serie TV. Puoi guardarteli (o non guardarteli) e andare poi a votare sul sito secondo una serie di parametri. In linea teorica, Amazon decide se mettere in produzione questa o quella serie anche in base ai voti. Il criterio di lettura del feedback, però, non è solo di natura quantitativa e possono per esempio decidere di produrre una serie se sono particolarmente interessati alla fascia di pubblico che sembra averla apprezzata maggiormente (dovrebbe essere andata bene o male così con Transparent).

Non tutte le serie Amazon nascono secondo questo processo e, per esempio, quando Woody Allen ha accettato la proposta di collaborazione, gli hanno detto “Vai sereno, ci mancherebbe.” Ma in linea di massima, la stragrande maggioranza degli Amazon Originals arriva dalle Pilot Season. Dato che dalle nostre parti Amazon Instant Video ancora non è disponibile, chiaramente, per l’Italia si aggiunge una barriera successiva, ma in linea di massima le serie più importanti (Transparent, Bosch, Mozart in the Jungle… ) sono arrivate anche da noi con The Man in the High Castle unico vero assente giustificato.

Ad ogni modo, come dicevo, ci sono dei nuovi episodi pilota sottoposti al giudizio della gente. Si tratta soprattutto di serie per i più piccoli, un ambito nel quale Amazon va fortissimo e forse l’unico in cui al momento è davvero superiore a Netflix, ma ci sono anche un paio di proposte per un pubblico adulto. Vediamo quali.

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Che cos’è?
Un dramma che si ispira all’omonimo romanzo del 2013 di Meg Wolitzer e racconta la storia di un gruppo di amici conosciutisi in adolescenza durante un camp estivo per gente creativa, le cui vite rimangono intrecciate fra loro per due decenni abbondanti. La storia rimbalza continuamente fra anni Settanta, Ottanta e Novanta, girando attorno a un segreto condiviso solo da alcuni del gruppo e che, per il momento, non viene svelato. L’episodio pilota è stato diretto dall’esperto Mike Newell.

Come mi è sembrato?
La storia si adegua allo standard contemporaneo di mettere al centro dell’azione il personaggio che più vorresti prendere a schiaffi di tutti, cosa che per alcuni potrebbe costituire un ostacolo. Al di là di questo, i drammi generati dai rapporti fra i personaggi non sono nulla di particolarmente originale, ma il cast funziona abbastanza bene, la trovata dei salti temporali tiene alta l’attenzione e tutto sommato rimane addosso una certa curiosità di vedere come andranno avanti le cose. Non ho letto il romanzo, ma da quel che si dice in giro l’adattamento non sembra essere particolarmente fedele sul piano della caratterizzazione dei protagonisti. Va però detto che raramente in un episodio pilota si riesce a dire molto in questo senso, soprattutto con un cast così ampio, e la scansione temporale scombinata lascia ampi margini per correggere il tiro. Ho qualche dubbio che The Interestings possa funzionare per più stagioni, ma potrebbe venirne fuori una miniserie niente male.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Abbastanza.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above average

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Che cos’è?
L’adattamento del quasi omonimo romanzo incompleto di F. Scott Fitzgerald, The Love of the Last Tycoon (in italiano Gli ultimi fuochi e L’amore dell’ultimo milionario a seconda delle edizioni). Ad occuparsene è Billy Ray (sceneggiatore del primo Hunger Games e di Captain Phillips, regista di L’inventore di favole), che ha scritto e diretto il pilota, oltre a pianificare cinque possibili stagioni. Si parla della Hollywood degli anni Trenta, raccontata attraverso degli studi cinematografici fittizi e dei personaggi che sono comunque riproduzioni più o meno fedeli di figure realmente esistite, e si affrontano anche temi come la Grande Depressione e le ingerenze del partito nazista, che Fitzgerald non voleva o non poteva toccare.

Come mi è sembrato?
La produzione è senza dubbio ambiziosa: dal punto di vista visivo e della ricostruzione storica ci siamo. La storia gioca abbastanza sul sicuro e sembra porre buone basi per degli sviluppi seriali, soprattutto sul fronte delle inevitabili aggiunte rispetto al romanzo. Il cast funziona abbastanza bene: Matt Bomer e Kelsey Grammer sono ottimi in due ruoli cuciti loro addosso, Lily Collins è una Audrey Hepburn (molto) dei poveri, Dominique McElligott trapana lo schermo, Rosemarie DeWitt è perfetta. Sembra mancare qualcosa, quella scintilla che fa davvero scattare la grande serie, ma la verità è che è raro trovarla in un episodio pilota.

Quanta voglia mi ha messo addosso di andare avanti, nel caso andasse avanti?
Abbastanza.

Che valutazione gli ho messo su Amazon?
Above average

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