Si chiude un altro anno di Agents of S.H.I.E.L.D.

Dove si trova, Agents of S.H.I.E.L.D., al termine di una terza stagione per lo più di conferme, complessivamente gradevole ma forse non brutalmente appassionante nella sua storyline principale, capace però di picchi altissimi tanto nella prima metà di stagione quanto nella seconda, per esempio in puntate come L’addio delle spie, Spazio-tempo Ascensione? Si trova in una situazione bizzarra, con ABC che è passata all’improvviso da una prospettiva di tre serie Marvel in parallelo alla decisione di chiudere Agent Carter, annullare sul nascere l’annunciata Marvel’s Most Wanted e spostare gli agenti di Phil Coulson in fascia oraria da seconda serata. E quest’ultima scelta, se vogliamo potenzialmente lieta perché permette l’adozione di un taglio più cupo e forte, ha un po’ l’aria del tentativo di salvare il salvabile per una serie che non frutta abbastanza in termini di ascolti. Come andrà a finire? Vai a sapere.

Se finisse male, con una chiusura anticipata, sarebbe tutto sommato un peccato. Da un lato Agents of S.H.I.E.L.D. non diventerà forse mai televisione imperdibile e rimane probabilmente incapace di convincere i detrattori più spinti, ma dall’altro la serie ha trovato una sua dimensione piuttosto netta, che le permette di continuare a far da “contenuto speciale”  sui retroscena dei film Marvel, mentre allo stesso tempo porta avanti un sotto-universo narrativo basato sulle mezze tacche del mondo fumettistico e fa evolvere le vicende di personaggi che pian piano, nonostante esordi poco convincenti, hanno saputo costruirsi archi narrativi abbastanza riusciti. In questo senso, la terza stagione è un po’ il simbolo di una serie dall’incedere molto altalenante, che premia chi le ha dato fiducia lasciandosi coinvolgere dai personaggi ma allo stesso tempo frustra coi suoi cali di ritmo fra un picco e l’altro.

In questo terzo anno si sono chiusi diversi discorsi, abbiamo visto giungere a compimento il destino di un villain che ci portavamo dietro dall’inizio (con una sequenza di saluto molto bella, tra l’altro) e proprio quel cattivo è stato sorprendentemente efficace, pur dovendosi confrontare con il sempre disgustosamente ottimo Powers Boothe e con un cambio di caratterizzazione non necessariamente semplice da far funzionare. Non ha convinto invece allo stesso modo la tanto pubblicizzata faccenda dei Secret Warriors, divertenti quando messi in campo ma forse un po’ poco sfruttati. E più in generale, ho percepito una certa difficoltà nel portare avanti come si deve l’abbondanza totale di personaggi e sottotrame. Se alcune questioni hanno convinto, per esempio il rapporto fra Coulson e Price chiuso col botto, altre non hanno pagato come dovuto perché un po’ troppo messe in disparte quando contava (penso per esempio all’evoluzione di Andrew).

Nel complesso, comunque, è stata una buona terza stagione, sicuramente penalizzata da qualche passo falso, ma capace di raggiungere vette altissime e di chiudere con un crescendo finale molto ben costruito. Inoltre, per la terza volta consecutiva, Agents of S.H.I.E.L.D. ci lascia su un cambio di prospettiva che promette di scombinare assai le carte in tavola all’avvio della stagione successiva. Ed è un modo di fare le cose apprezzabile, per una serie che non ha mai timore di provare a reinventarsi. Vedremo come andrà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...