Money Monster

I pregi e difetti di Money Monster stanno tutti nella sua sostanziale mediocrità, intesa proprio come lo stare nel mezzo, senza eccellere in nulla e senza fare nulla di tremendamente sbagliato. È un thriller realizzato con mestiere e discreta padronanza, che intrattiene per tutta la sua durata senza particolari lungaggini e porta a casa il risultato minimo in maniera dignitosa. Ma è anche la solita storia d’ostaggi vista tante volte, che non inventa nulla e fa invece più o meno tutto quel che è lecito attendersi. È l’ennesimo film che affronta la crisi economica cercando di proporre un suo punto di vista, e nel farlo trova anche qualche idea intrigante, esprime qualche concetto azzeccato, ma li mette in scena in maniera goffa e sembra convinto di essere molto più intelligente e ficcante di quanto effettivamente non sia. Si lascia guardare, ma si lascia anche dimenticare.

Ha un cast azzeccato, con un Jack O’Connell ottimo come al solito (speriamo che prima o poi centri il ruolo del decollo), un George Clooney in parte e una Julia Roberts che fa il suo dovere standosene nelle retrovie, ma sono tutti alle prese con personaggi che non vanno molto oltre all’archetipo, faticano a trovare una reale profondità, vengono sostanzialmente tenuti in piedi dalla bravura del primo e dalla statura degli altri due. Racconta vicende abbastanza coinvolgenti, perché i temi sono comunque forti e perché è realizzato da una regista che sa quello che fa, ma fatica ad affondare davvero il coltello con coraggio e finisce per anestetizzare anche quei due o tre messaggi davvero  efficaci che comunque ci sono.

Insomma, Money Monster prova ad essere un film di genere che fa denuncia, come diciamo sempre che se ne facevano una volta e non se ne fanno più, ma rimane ben lontano dai migliori esempi del filone. Parla forse più di giornalismo e del nostro rapporto con i mezzi di comunicazione che delle manipolazioni finanziare, sfruttate quasi più come pretesto emotivamente forte che altro, ma si impantana su metaforoni dozzinali e accuse col dito puntato abbastanza spuntate. E anche nei suoi momenti più amari e in teoria potenti, affoga la propria efficacia in una patina da grossa produzione standardizzata. O forse ha solo il  problema di fare troppo poco e pure un po’ in ritardo. Magari cinque anni fa avrebbe avuto ben altro spessore. O magari no. Vai a sapere.

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