Ash vs Evil Dead – Stagione 1

Riprendere in mano oggi Evil Dead sotto forma di serie TV e farlo bene, senza scivolare nel patetico o nel mero riciclo, era un’impresa non banale, per tanti motivi. Bisognava dare al personaggio di Ash maggiore sostanza, rendendolo digeribile all’interno di uno sviluppo seriale, e bisognava affiancarlo a personaggi di contorno che avessero un senso attorno a quel cretino sociopatico. Servivano un antagonista di spessore e la capacità di integrarlo con quel che i tre film hanno raccontato. Ci voleva il talento necessario a trovare il giusto equilibrio fra tutte le anime che hanno caratterizzato la serie di Evil Dead e serviva anche la voglia di ampliare, di raccontare qualcosa di nuovo senza limitarsi alle inevitabili strizzatine d’occhio rivolte al passato. Beh, sarà che è stata coinvolta la gente giusta, gettando nel mezzo praticamente tutti i nomi importanti della trilogia originale, dai fratelli Raimi a Rob Tapert, passando per Joseph LoDuca e ovviamente Bruce Campbell, ma l’obiettivo è stato centrato in pieno e Ash vs Evil Dead è una bomba atomica.

La serie è ambientata oggi, quindi trent’anni dopo gli eventi di quella casetta nei boschi e venticinque anni dopo una certa altra avventura. Il riferimento diretto, comunque, va a La casa 2, perché problemi di diritti impedivano agli autori di citare chiaramente L’armata delle tenebre. E già dall’intelligenza con cui è stato affrontato questo ostacolo si nota la cura riservata all’intero progetto: è vero che non si accenna mai al viaggio nel passato di Ash, ma non si nega in nessun modo il verificarsi di quegli eventi e, anzi, vengono omaggiati in almeno un paio di modi molto discreti ma facili da cogliere per chi si ricorda il film. Cosa che, fra l’altro, mantiene accesa la speranza di poter un giorno pescare qualche gag e qualche elemento da lì in maniera più diretta. Ma proprio in generale, tutta l’operazione nostalgia è condotta in maniera perfetta, come forse nessun altro revival recente ha saputo fare. Ash vs Evil Dead omaggia e recupera tantissimo, butta lì tutte le citazioni inevitabili e dovute, ripesca elementi della mitologia e li porta avanti, ma riesce anche a trovare un senso da seguito che non si limiti al remake camuffato. Anzi, aggiunge tantissimo senza snaturare, amplia i confini del mondo ideato da Sam Raimi e vi inserisce un sacco di nuovi elementi gustosi, trovando nuovi personaggi azzeccati, antagonisti perfetti e modi riuscitissimi per ampliare il lato mostruoso della faccenda, andando oltre a quel che si era visto nei film.

Ed è azzeccatissimo anche il taglio, che ha tutta la cretinaggine de L’armata delle tenebre ma con l’aria da horror putrido e i lampi di dramma dei due Evil Dead, mescolandole anche in modo da dare ad Ash, forse per la prima volta, una personalità a tutto tondo, che fonde i protagonisti in fondo abbastanza diversi dei tre film senza mai tradirne davvero la natura e senza dimenticare la sua caratterizzazione totalmente cretina e sopra le righe. E pollice alzatissimo anche per la scelta delle puntate da mezz’oretta. Ha fatto storcere il naso ad alcuni, ma secondo me funziona alla grandissima per il ritmo e il tono che ha la serie, schivando le lungaggini da durata “drama”, che qui sarebbero state probabilmente fatali. Insomma, se lo chiedete a me, Ash vs Evil Dead va oltre ogni aspettativa: divertentissimo, con grande personalità, pieno di invenzioni e di voglia di fare.

La versione italiana fa oggi il suo esordio sul servizio di streaming Mediaset Infinity, con tutte le puntate disponibili assieme. La seconda stagione verrà distribuita più o meno in contemporanea con la trasmissione negli USA.

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