Krampus – Natale non è sempre Natale

Il Krampus è una specie di Babbo Natale al negativo, rosicone e cornuto, che si presenta con un conto salatissimo durante le feste a casa delle famiglie che hanno perso di vista lo spirito natalizio. O, comunque, è più o meno questa la versione della creatura appartenente alla tradizione tedesca che ci viene raccontata da Krampus – Natale non è sempre natale, nuovo film di quel Michael Dougherty già responsabile per l’ottimo La vendetta di Halloween (si nota un filo conduttore?). Al centro delle vicende c’è infatti una famiglia allargata statunitense di gentaglia, il cui membro più salvabile è perlomeno un po’ egoista, che finisce nel mirino del nostro amichevole Nega-Babbo Natale e dei suoi piccoli aiutanti indemoniati. Non a caso, il film sarebbe dovuto uscire al cinema dalle nostre parti a dicembre, ma evidentemente si trattava di una scelta troppo logica e hanno preferito puntare sull’home video di aprile. Bene così.

Nella sostanza, stiamo parlando del film con cui Dougherty fa presente che sperare di vederlo maturare in una sorta di nuovo Joe Dante potrebbe non essere completamente folle. Krampus è infatti un Gremlins dei giorni nostri, un film per ragazzi che non tratta questi ultimi come dei cretini e che prova (riesce) a far divertire tutti quanti lavorando di fantasia, risate, azione, brividi e mostracci assassini. Certo, come metro di paragone è scomodo, fosse anche solo per questioni di nostalgia e aura mitologica, ma gli ingredienti, seppur pesati in maniera diversa (per esempio con un paio di creature che raggiungono tocchi lugubri mai sfiorati da Gizmo e compagni), ci sono tutti. E caspita, se funzionano.

Poi, sì, non è un film perfetto, ci mette forse un pochino troppo ad ingranare e gli avrebbe magari fatto bene lasciarsi andare a qualche schizzo di sangue in più, con qualche morte fuori  campo in meno, ma Dougherty è comunque bravissimo a giostrare tutti i cambi di tono in maniera ottima, oltre che a dirigere gli attori e mantenersi sempre in equilibrio delicato fra serietà, farsa e quel che sta in mezzo. Ma il punto, più che altro, è che tutto il film è più che gradevole, ma la mezz’ora abbondante finale è una vera bomba: quando finalmente le cose esplodono scatta un tripudio d’inventiva, idee, azione, effetti speciali rustici e perfetti, con una conclusione fra l’altro azzeccatissima e per nulla buonista. Risultato: il pubblico ha premiato con decisione, Dougherty ha raccolto quattro volte quel che ha speso e si è messo al lavoro sul seguito del suo primo film. E questo, invece, è un lieto fine.

Annunci

Un pensiero su “Krampus – Natale non è sempre Natale”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...