Regali da uno sconosciuto – The Gift

Se ne chiacchierava l’altro giorno su Facebook, di Joel Edgerton e del suo volto un po’ tutto a spigoli. Con quella faccia lì da schiaffi, ma che hai paura di prendere a ceffoni perché rischi di farti male, non sai mai se ti stia simpatico o no e hai quasi la certezza che non sarà mai una vera star, ma ti sembra anche uno di quegli attori che, zitti zitti, quatti quatti, fanno il loro, non sporcano, non danno fastidio, non si fanno notare troppo eppure poi, se ci ripensi, sono spesso fra le cose migliori del film che hai appena visto. Non bastasse questo, il Joel si è scritto e diretto il suo esordio da regista, l’ha affidato alle sapienti mani di Jason Blum e ha tirato fuori un thriller tosto, teso, intelligente e che non paga quasi per nulla la tendenza a strafare di chi si avvicina alla macchina da presa dopo anni di carriera. E che gli vuoi dire? Bravo Joel!

The Gift racconta una storia già vista tante volte, ma riesce a darle una spinta se non completamente originale, comunque di grande personalità, eleganza e coerenza. Simon (Jason Bateman) e Robyn (Rebecca Hall) sono due sposini che stanno cercando di lasciarsi alle spalle una brutta esperienza e hanno appena traslocato a Los Angeles, dove lui ha trovato un nuovo lavoro. Per caso, o forse no, incontrano Gordon (Joel Edgerton), un vecchio compagno di classe di Simon che vuole riallacciare i rapporti ma ha una personalità un po’ bizzarra. Sembrano le basi per il classico thriller più o meno da home invasion, in cui Gordon diventa sempre più matto e finisce per fare una mezza strage, ma Edgerton fa andare le cose in maniera molto diversa e tratta la storia in maniera intelligente, posata, agghiacciante e coinvolgente.

Tutto ruota attorno al rapporto fra Simon e Gordon e non ci vuole un genio per intuire velocemente che fra di loro ci siano trascorsi ben più intensi di quanto entrambi vogliano ammettere. Il bello, però, sta in come la cosa viene trattata e nel senso di disagio crescente che Edgerton riesce a iniettare nelle vicende, lavorando benissimo da entrambi i lati della macchina da presa. Si chiacchiera di fiducia, morale, rispetto, di come sia possibile distruggere il rapporto fra due persone quando il sospetto si infiltra tra le crepe, e gira quasi tutto a meraviglia, con un finale che piazza due o tre colpi di lusso. Aggiungiamoci un cast ottimo, con i tre attori centrali che funzionano alla perfezione, e il gioiellino è confezionato. Insomma, bravo Joel.

So che c’è chi ha trovato poco adatto al ruolo Bateman, perché siamo troppo abituati a vederlo come il bravo guaglione protagonista di commedie per berci alcune svolte del suo personaggio. Io, però, non sono d’accordo: a me Bateman è sempre piaciuto perché dietro a quella faccia da bravo fesso ha lo sguardo un po’ infido di uno che, se gli capita l’occasione, te la butta al culo senza pensarci due volte. Quindi bene così.

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