The Flash – Stagione 1

La prima stagione di The Flash segue un andazzo adeguato al protagonista che si ritrova: ingrana subito, parte a mille, non si ferma quasi mai a guardarsi indietro e, anzi, acquista sempre più impeto fino alla fine. Per essere il primo anno di una serie pop da network, ha una forza, una solidità e una qualità generale onestamente rare, riesce a superare con agio quasi tutti gli inciampi classici da show esordiente e raggiunge in scioltezza, anzi, in sprint lanciato, un finale davvero bello. In questo senso, in questa sua capacità di partire subito a mille, mi ha ricordato un po’ il sorprendente iZombie, con la differenza che quello ha il vantaggio della stagione in formato ridotto, mentre questo tiene quasi sempre botta per ventitré episodi pieni. Ma d’altra parte The Flash, forse, ha il vantaggio di nascere da un qualcosa di già consolidato come Arrow (che però, incidentalmente, nella contemporanea terza stagione è miseramente crollato).

Ma cos’ha di tanto buono, The Flash? Beh, è scritto e pensato in maniera intelligente, divertente e molto consapevole. È una serie stupidina per ragazzi, certo, ma non prova neanche per sbaglio a nasconderlo e spara invece a tutta birra, puntando su un senso di meraviglia quasi sempre alle stelle, una totale assenza di vergogna nel mirare altissimo sul piano del fantastico e un bell’umorismo giocoso, spensierato e onnipresente, che, si lancia in tutte le direzioni (comprese le deliziose gag “meta” fra John Wesley Shipp e Mark Hamill) e riesce a mettere la narrazione sempre nella giusta prospettiva, rendendo digeribili anche i momenti all’insegna del dramma più pacchiano. La scelta di tono si riflette anche sui personaggi e sui rapporti fra di loro, che non scivolano mai nella tragedia greca di Arrow e, per esempio, mostrano una relazione padre/figlia normale, delle amicizie e dei rapporti sensati, che spesso sfuggono ai cliché suggeriti inizialmente e soprattutto non trovano il loro unico senso nel far dimostrare a un branco di attricette quanto siano brave a piangere davanti alla telecamera.

Aiutano anche gli attori, con un ottimo protagonista, che rende alla perfezione il taglio un po’ da Peter Parker dato a questo Flash, ma anche un bel cast di contorno. Funziona molto bene il Joe West di Jesse L. Martin, per l’intesa ottima che trova con tutti quanti e per la capacità di infilare sempre una risata quando serve, funzionano le varie macchiette che compongono la squadra, funziona estremamente bene l’antagonista, a conferma che se c’è una cosa che Greg Berlanti e i suoi non sbagliano mai è la scelta dell’attore per il cattivone di turno. Nota di merito, poi, per Wentworth Miller, che si diverte come un matto a fare il cattivaccio costantemente sopra le righe e sempre pronto a spararsi le pose.

Al di là dello spirito adorabile e del cast, poi, il bello di The Flash sta nel ritmo, nella capacità di giocarsi quasi sempre bene, quando serve, l’impostazione da freak della settimana ma anche in quella di imboccare la strada della storia portata avanti come si deve per un bel po’ di episodi, aggiungendo sempre più elementi e lanciandosi verso un crescendo finale col botto. I momenti alti della stagione sono parecchi, fra battaglie coinvolgenti, effetti speciali sorprendentemente riusciti (fanno funzionare perfino Grodd!), perfino qualche lampo di sentimentalismo azzeccato, puntate riuscitissime come Out of Time e la scelta di giocarsi lo scontro spettacolare alla penultima uscita (un tre contro uno che ho guardato tutto col sorriso stampato in faccia), per risolvere poi il conflitto in una maniera totalmente diversa, più pacata e intensa, con un finale che lascia davvero il segno e un cliffhanger che ti molla lì incredibilmente appeso. Insomma, The Flash è uno spacco.

O almeno lo è la prima stagione, non so come stiano andando avanti le cose. So che stanno perdendo il controllo, con anche Legends of Tomorrow e il crossover con Supergirl. Qualcuno li fermi.

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5 pensieri su “The Flash – Stagione 1”

  1. troppo buonista, e lui è troppo un piangina. Preferisco Gotham, Gordon è una specie di Tex, ottima mira, pugno devastante, non si ferma mai davanti a nulla,se hai torto paghi, alla luce del sole o di nascoso se sei potente. Non ha mai paura e non ha mai ripensamenti. Ottima l’amicizia virile con Alfred e Bullock. Eroe di destra.

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  2. la serie è fedele ai fumetti?(mai letti) la vecchia serie del 1990 era tutta diversa, i personaggi di colore ci sono o è un invezione della serie tipo la torcia umana afro?

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