X-Files – Voglio crederci

Il primo film di X-Files fu una produzione per certi versi quasi sperimentale e coraggiosa, seppur chiaramente resa più semplice dalle dimensioni di fenomeno globale pop che la serie aveva ormai raggiunto in quegli anni. Era un vero e proprio episodio della serie TV, di quelli belli ciccioni e doppi da un paio d’ore, assolutamente inserito nella narrazione della “mitologia” aliena ma realizzato coi mezzi e il respiro di una produzione cinematografica e sparato nelle sale. Da un lato, quindi, era perlomeno un po’ criptico per il curioso che provava a guardarselo pur essendo poco aggiornato sulla serie, dall’altro costringeva l’appassionato a staccare il culo dal divano se non voleva perdersi una puntata piuttosto importante. Il tutto nel 1998, ancora lontanucci dallo scenario attuale in cui le serie TV dominano il mondo. Il secondo film di X-Files, invece, è una manovra senza senso.

Secondo il progetto iniziale, sarebbe dovuto essere solo il primo di una serie di film, un po’ in stile Star Trek, e sarebbe dovuto arrivare poco dopo il termine della nona stagione. E forse, così, avrebbe avuto senso. Peccato che – forse a causa del flop totale che fu proprio quell’ultima stagione – le cose siano andate diversamente e X-Files – Voglio crederci sia arrivato nelle sale quando ormai non voleva davvero più crederci nessuno. Il risultato? Un discreto flop, gente che si arrampica sugli specchi sostenendo che hanno avuto sfiga a uscire assieme a Il cavaliere oscuro e il progetto di un terzo film che portasse avanti la mitologia, prendendo di petto l’invasione prevista per il 2012, svanito nel nulla (e immagino recuperato per vie traverse nella miniserie in arrivo a breve).

Ora, magari il film è stato davvero un mezzo fallimento per colpa di Batman, però temo che anche il suo non essere né carne né pesce abbia dato una mano. Come fai, sei anni dopo la conclusione della serie, a proporre una roba così indecisa? Da un lato non è realmente classico e autonomo fino in fondo, non è davvero pensato per lo spettatore occasionale, dall’altro butta lì un po’ di accenni simpatici ma non porta comunque avanti in maniera significativa le faccende di Mulder e Scully. Non sa che fare, non ha molto da dire, non aggiunge nulla ma riesce comunque a parlare di centomila cose che mi posso ricordare giusto io perché l’ho visto pochi giorno dopo aver concluso la nona stagione. Poi, di suo, non è neanche orrendo. Alla fine è la versione dopata di un episodio autoconclusivo col freak della settimana, tutt’altro che bellissimo, ma gradevole e comunque migliore rispetto a tante porcherie viste nelle ultime tre stagioni del telefilm. E c’è Amanda Peet come bonus. Però, insomma, veramente la fiera del superfluo.

Chiaramente mi sono visto anche questo per ragioni di completezza ossessivo compulsiva in avvicinamento alla nuova miniserie e per lo stesso motivo ho voluto scribacchiarne. Fra l’altro, ho visto qualche clip e/o trailer della miniserie e, porca miseria, partiamo già malissimo con il grande ritorno di Scully versione frignona. Bah, speriamo bene.

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4 pensieri su “X-Files – Voglio crederci”

  1. Ti piace la mini serie? ma Gilian Annderon con l’età è diventata una porcellina?(vedi l’episodio 3 e hannibal) da giovane era sempre abbotonata come una suora

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