X-Files – Stagione 9

La nona stagione di X-Files è meglio dell’ottava stagione di X-Files. O, insomma, è meglio di quel che mi ricordo dell’ottava stagione di X-Files, che dopo otto anni di processo di rimozione inconscio per autodifesa, beh, non è molto. Anzi, se devo essere sincero, non mi ricordo nulla, mentre ricordo tutto sommato abbastanza le precedenti annate. Sarà un caso? Comunque, sono andato a rileggermi quel che avevo scritto dell’ottava stagione di X-Files e, beh, sì, mi sento di affermarlo con forza: meglio la nona. Non che sia un grosso risultato e, intendiamoci, non che per questo ne venga fuori una stagione della madonna, ma la sostanza è che mi sono messo a guardarla solo perché a breve arriva la nuova miniserie e io c’ho le mie manie ossessivo compulsive di completezza, m’aspettavo di soffrire come un cane per diciannove episodi e invece sono tutto sommato andati via in maniera innocua, fra qualche porcheria, qualche puntata inutile e qualche bella sorpresa. Poteva andare peggio.

In comune con l’anno precedente, comunque, c’è il fatto che gli episodi della cosiddetta “mitologia” fanno pietà, pervasi da un senso di trash involontario che fra l’altro, più o meno quindici anni dopo, è ancora più agghiacciante. Ma se se non si può magari fare una colpa dell’invecchiamento a una serie così pop, ci si può serenamente accanire sulla pochezza con cui vengono portate avanti trame che, del resto, non avevano più nulla da dire da anni e potevano essere serenamente abbandonate in favore di un placido adagiarsi sui casi della settimana. La scomparsa ormai (quasi) definitiva di Fox Mulder, poi, non aiuta, dato che si fanno i salti mortali per coinvolgerlo senza poterlo far vedere e Scully continua nella sua tragica evoluzione da donna forte a macchietta frignetta. Insomma, un disastro. Delle puntate che portano avanti tutta la faccenda aliena se ne salvano forse una o due e lo stesso episodio finale extra long, con tanto di ritorno del caro Fox per l’occasione, ha qualche buono spunto e tutto sommato chiude i discorsi, ma insomma, non è niente di che e nel finale compie un clamoroso tuffo in un tripudio di trash senza speranza alcuna.

E i momenti belli della stagione si trovano infatti negli episodi autoconclusivi, quelli sul freak della settimana. Qualche passo falso c’è anche lì e i picchi assoluti degli anni migliori sono lontani, ma lo spirito, la voglia di giocare e le idee non mancano, col risultato che diverse puntate sono davvero un piacere e qua e là spuntano trovate piuttosto originali. Inoltre, in questo contesto funziona anche bene il cast allargato e ben assortito: Scully non frigna troppo e ritrova il suo sarcasmo, Doggett è ottimo come e più che nelle sue prime apparizioni e Reyes, nonostante il buco nero di carisma costituito dall’attrice che ne interpreta il ruolo, non fa troppi danni. Insomma, la nona stagione di X-Files è meglio dell’ottava, si lascia guardare per ampi tratti e mi è risultata tutto sommato gradevole. La mia ansia di completezza mi ha fatto patire ben di peggio (ciao, Prison Break, vai a cacare, Prison Break).

Oh, poi dubito che tutto questo interessi a qualcuno nel 2016, ma insomma, se ho scritto di The Lone Gunmen, non potevo mica esimermi. Per completezza, via.

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