Crimson Peak

Crimson Peak (USA, 2015)
di Guillermo Del Toro
con Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam

Per qualche motivo, a un certo punto Guillermo Del Toro ha deciso di essere infastidito dall’idea che la gente considerasse Crimson Peak un film horror. Si è messo a raccontare nelle varie interviste che capiva i motivi per cui il distributore l’ha venduto come tale nei trailer, ma che no, non è un film horror. E la stampa (o parte della stessa), ha iniziato ad andargli dietro con convinzione. Guglielmino l’ha pure fatto dire alla sua protagonista nella parte iniziale del film, sottolineando il tutto con un pennarello rosso: ci sono dei fantasmi, ma non è una storia di fantasmi. Ora, per parafrasare le sue stesse parole, capisco i motivi per cui l’ha fatto, ma insomma, eh, mi sembra un po’ una paraculata.

Per carità, Crimson Peak è anche altro, magari è soprattutto altro (il Cime Tempestose del sangue e dell’argilla, toh), ma negare quanto horror ci sia dentro, nei temi, nell’atmosfera, nella tecnica cinematografica finalizzata all’inquietare e a un paio di fugaci “buh” giocherellosi, beh, mi sembra da furbetti. O comunque mi sembra una cosa da gente che si cimenta per la prima volta col genere e un po’ se ne vergogna, non da uno che pasturando nell’orrore ha diretto una serie di filmoni e ha dimostrato perfettamente come si possa utilizzare l’horror per fare anche altro, senza nascondersi dietro un dito. Poi, sì, Crimson Peak è un horror che fugge da molti trend attuali, limita al massimo lo spavento fine a se stesso e si rifugia in una narrazione assolutamente retrò, classicheggiante e, diciamocelo, in larga misura un po’ anonima. Chi ha odiato Pacific Rim, immagino, urlerà “Ve l’avevo detto, io!” dal fondo della sala. Ma per me, onestamente, Crimson Peak è un po’ una delusione, quantomeno se rapportato a ciò che mi aspetto da Del Toro.

E tutto sommato lo è solo in quel senso, perché, capiamoci, si tratta di un film più che discreto, girato con grande padronanza, visivamente ricco e pieno di begli spunti. C’è l’idea dell’argilla che pulsa come sangue sotto la magione e fa da spunto per tingere di rosso, in un modo o nell’altro, quasi ogni inquadratura. C’è una composizione dell’immagine sempre curata e ricca. C’è la casa, che è un po’ un cliché definire un personaggio ma, ehi, è veramente grande protagonista, costruita per intero come set e affascinante nelle tante idee che la compongono. C’è un racconto un po’ prevedibile nei suoi sviluppi e semplice nei personaggi, ma che tutto sommato riesce a sovvertire almeno in parte i ruoli più scontati, in maniera anche abbastanza intelligente. E c’è un cast che funziona. Ma cosa manca, allora? Forse un po’ di personalità, un momento davvero forte e che spezzi quella specie di impostazione talmente classica da sfiorare il banale, o magari semplicemente un design delle creature degno del passato di Del Toro. Perché ‘sti fantasmelli gommosi sono roba da Jan de Bont, indegna del regista di cose come Il labirinto del fauno, Hellboy: The Golden Army e (sì, anche lui) Blade II.

L’ho visto la scorsa settimana, al cinema e in lingua originale, che merita, fosse anche solo per le vette glaciali raggiunte da Jessica Chastain. A proposito, mi diverte sempre notare le scelte di casting “internazionali”: questa volta abbiamo due inglesi che fanno gli americani e un’americana che fa l’inglese. Viene da pensare che Tom Hiddleston nel ruolo di un inglese sia un errore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.