L’estate a fumetti (americani) di giopep

Un paio di settimane fa, ho scritto qua dentro dei fumetti (italiani, francesi e giapponesi) che mi sono letto durante le vacanze estive, rotolandomi fra un ombrellone e l’altro. Oggi, invece, scribacchio dei fumetti (americani) che mi sono letto quando l’estate stava finendo, un anno se ne andava e io ero tornato a Parigi. Ah, ci metto dentro anche un paio di cose Marvel, con una puntualizzazione: c’ho l’abbonamento a Marvel Unlimited, quindi leggo o scorro velocemente un po’ tutto, come se fossi ancora ai bei tempi in cui seguivo con attenzione l’intero universo. Solo che sono indietro. Ma di anni, eh. Sto leggendo la roba degli ultimi mesi del 2009, pensa te. E non mi metto qui ad elencare tutto quel che leggo, non avrebbe senso. Segnalo piuttosto quelle due o tre cose che mi sembrano particolarmente riuscite.

The Walking Dead #24: “Life and Death” *****
E niente, non ci si può fare nulla, The Walking Dead continua ad essere una lettura notevole e capace di stupire ancora dopo ben più di cento uscite. Poi, sì, qua si lascia andare un po’ a qualche mezzuccio narrativo che solitamente riesce a nascondere meglio, ma insomma, avercene. Cacchio, sono gasatissimo per l’ennesimo scontro con un’altra fazione, qualcosa vorrà pur dire! Probabilmente che mi accontento di poco, but still.

Invincible #21: “Modern Family” *****
Nonostante quanto detto sopra, Invincible continua ad essere la mia serie di Kirkman preferita e continua a reinventarsi in maniere sempre coinvolgenti e appassionanti. Fra l’altro, pure qua si sta preparando l’ennesimo scontro teoricamente simile ai precedenti, questo addirittura contro lo stesso avversario, eppure anche qui non vedo l’ora.

Fairest #5: “The Glamour for Glamour” ****
Fables #21: “Happily Ever After” *****
Fables #22: “Farewell” ****
Se non fossi passato in fumetteria a fare acquisti, non me ne sarei neanche accorto, ma è successo, è finito Fables. Ed è subito lutto. Che gli vuoi dire, a Fables? Che in oltre dieci anni praticamente tutto quel che è uscito sotto quel marchio (perfino il romanzo!) ha mantenuto alto lo standard, che mi mancherà tantissimo e che anche sul finale ha saputo sorprendermi con delle svolte non banali e una conclusione elegante ed emotivamente forte.

Wytches #1 *****
Avete presente le streghe? Le signore tutte matte che fanno le magie? Ecco, in realtà loro non sono le streghe, sono le seguaci delle streghe vere, creature inquietanti che vivono nei boschi e che ti offrono di tutto se fai per loro cose tremende. Più o meno. Insomma, Wytches parte da un pretesto abbastanza comune nell’horror moderno: i veri [inserire spauracchio classico a piacere] non sono come ve li hanno sempre raccontati e sono invece come ve li raccontiamo noi. Da quel pretesto, il nostro amico Scott Snyder tira fuori una storia horror fenomenale, inquietante, coinvolgente e che, ritmo e orrori a parte, racconta meravigliosamente bene un toccante rapporto tra padre e figlia.

Quelli che sono il paio di cose Marvel che ho letto e mi ha fatto venire voglia di scrivere due righe al riguardo
Spider-Woman ****
Brian Michael Bendis e Alex Maleev, vale a dire il team di un eccellente e lungo ciclo su Daredevil, al lavoro su Jessica Drew, un personaggio femminile minore, ma potenzialmente molto interessante, un po’ come la Jessica Jones del bellissimo Alias, sempre di Bendis. Con la differenza che Jessica Jones l’ha creata Bendis proprio in quella serie e Jessica Drew no, ma insomma, non sottilizziamo. Potenzialmente era una roba spettacolare, all’atto pratico è “solo” un bel fumetto, con la particolarità di essere stato pubblicato in contemporanea anche in versione motion comic (ma io l’ho letto “normale”). Non è un nuovo Alias, ma tutto sommato merita.

Ultimate post-Ultimatum ****
Mi sono letto le storie immediatamente successive a quel mezzo macello di Ultimatum, con cui si era data una passata di spugna su un sotto-universo nato benissimo ma lentamente sempre più collassato su se stesso, e non sono male. Sia gli Ultimates che Spider-Man mi sembrano ripartire bene, poi vai a sapere come sono andate avanti le cose.

Quelli che ho scritto in altre occasioni dei numeri precedenti e non ho niente da aggiungere e mi limito quindi a metterli qua in fila con le stelline che mi ero appuntanto ma ci tengo a sottolineare che sono davvero tutti uno meglio dell’altro
Black Science #3: “Vanishing Pattern” *****, Nailbiter #2: “Bloody Hands” ****, Nailbiter #3: “Blood in the Water” ****, Shutter #2: “Way of the World” *****, Saga #5 *****

Beh, dai, me la sono cavata in breve. Chissà a partire da novembre quanti fumetti riuscirò a leggere.

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