Togetherness – Stagione 1

Togetherness – Season 1 (USA, 2015)
creato da Jay Duplass, Mark Duplass, Steve Zissis
con Mark Duplass, Melanie Lynskey, Amanda Peet, Steve Zissis

Togetherness si inserisce in quel filone delle commedie (?) televisive nate per la TV via cavo americana, nelle quali, in fondo, l’aspetto comico – pur presente e a tratti esplosivo – rappresenta l’elemento forse meno importante e/o interessante. Sono le serie che vengono definite “comedy”, perché in America quello è il nome che si dà alla roba che dura venti o trenta minuti, mentre per essere considerato “drama” devi superare i quarantacinque. Sembra una presa in giro ma, ehi, le categorie agli Emmy le decidono così, nonostante in un Transparent ci sia molto più dramma che in tanta roba che la relativa categoria la vince e nonostante in Orange is the New Black ci sia parecchio da ridere.

Come ha avuto inizio, ‘sto fenomeno? Non lo so, forse è colpa di Girls, ma tant’è, ormai si va avanti così e comunque quel che preme dire oggi è che Togetherness, il primo parto televisivo gestito in coppia dai fratelli Duplass, è una serie deliziosa, divertentissima e toccante. Di che parla? Beh, l’intero episodio pilota è dedicato al creare una situazione che in altre mani avrebbe dato vita alla più classica delle sit-com: due coppie sotto un tetto, con da un lato i coniugi in crisi e dall’altro due amici dalla sorprendente intesa che potrebbe forse sfociare in vai a sapere. Solo che poi la serie va parare da tutt’altra parte e si fa gli affari suoi, senza rinunciare – ci mancherebbe – a momenti che ti strappano risate enormi, ma preoccupandosi soprattutto di raccontare i suoi personaggi, la loro assurda umanità e i rapporti che li legano.

Dove Togetherness colpisce davvero il segno è nel modo in cui le sue caratterizzazioni a tratti piuttosto estreme nascondono un’analisi brutalmente lucida delle dinamiche che regolano i rapporti umani. L’importanza di uno sguardo o un gesto d’attenzione, la difficoltà nel dire le cose come stanno quando tieni a una persona, il modo in cui si può rimanere trafitti da una frase uscita male… sono tante piccole cose che emergono fra le pieghe della serie, sparpagliate fra gag a base di vomito allucinogeno e paranoie esistenziali, dando vita a otto puntate magari un po’ disomogenee, ma dalla gran forza e con un finale che ti lascia lì in tremenda attesa. Quindi, insomma, bravi i Duplass, bravo il cast di attori, brava Amanda Peet, che così brava non so quanto spesso lo sia stata, brava HBO.

In America l’hanno trasmessa a inizio anno, in Italia è passata per le sapienti mani di Sky Atlantic lo scorso giugno, io l’ho vista nei giorni scorsi, attendiamo con ansia la seconda stagione.

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