Masters of Sex – Stagione 2

Masters of Sex – Season 2 (USA, 2014)
creato da Michelle Ashford
con Michael Sheen, Lizzy Caplan, Caitlin Fitzgerald, Teddy Sears, Annaleigh Ashford

Fra gli aspetti più particolari e “complicati” nella realizzazione di Masters of Sex c’è, o perlomeno immagino ci sia, la sua natura di racconto che romanza fatti e personaggi storici. Mad Men era sì brutalmente intrecciato a periodi ben definiti della storia moderna, ma raccontava di personaggi totalmente campati per aria, con cui poteva fare un po’ quel che voleva. Masters of Sex, di contro, ha due protagonisti che, puoi girarci attorno quanto vuoi, prima o poi giungeranno a fare questa e quell’altra cosa. E se da un lato, ovviamente, si tratta di un punto di forza, dall’altro finisce per limitare i margini di manovra concessi alla coppia di protagonisti, mentre tutt’attorno si scatena il finimondo, al punto che nella terza stagione spunterà l’avviso sul fatto che i figli del telefilm non sono basati su quelli della realtà. Intendiamoci, questo non ha impedito alla serie di tirar fuori due ottime prime stagioni, pur se fra alti (clamorosi) e bassi (non poi così tremendi), ma tant’è, me lo immagino come un problema.

Ma la verità è che tutto questo pippone è più che altro un complimento a Michelle Ashford e alla sua capacità di girare attorno a questo genere di limiti, oltre che al fatto di ritrovarsi al secondo anno un cast decimato da impegni “altri”. Il che non è il massimo, se consideriamo, appunto, che vai a perdere proprio gli ambiti in cui hai maggior margine di manovra. Ma tant’è, facciamo di necessità virtù e, guarda un po’, la prima puntata della seconda stagione, l’unica in cui era possibile godere dei servizi di Beau Bridges e Allison Janney, è una bomba atomica proprio grazie a loro e al modo in cui esplode e si conclude (per il momento) una fra le storie più interessanti e forti raccontate nel primo anno. Ma è un po’ tutta la prima metà di stagione, grazie ad altri picchi come quelli della terza e della sesta puntata, e magari anche grazie al fatto che tre su sei le ha dirette Michael Apted, ad essere qualcosa di fenomenale.

Poi, sì, questa specie di spazzolone passato brutalmente su mezzo cast lascia un po’ perplessi, ma in fondo i balzi temporali aiutano a contestualizzare e danno un senso tutto sommato realistico, di vita che avanza e persone che scompaiono, in un modo o nell’altro. In compenso, le sei puntate successive perdono un po’ di forza, pur rimanendo una visione sempre piacevole e a tratti capace di mozzare il fiato. Sarà che l’improvviso volersi intrecciare con gli avvenimenti storici del periodo m’è parso un po’ impacciato, inserito all’improvviso quasi come se si fossero accorti che mancava, sarà che non c’è un crescendo forte come nel primo anno, sarà magari che certe svolte del finale mi sono parse forzate, ma non ne sono uscito soddisfatto come la prima volta. Eppure, eppure mi rimane addosso la forte sensazione che Masters of Sex sia una serie importante, interessante, forte nei temi che tratta e a modo suo “utile”, perché distante da un po’ tutto ciò che va per la maggiore in TV negli ultimi tempi. Al di là del fatto che anche qui fanno continuamente sesso, certo. Quello non può mancare.

Per qualche bizzarro motivo mi sono ritrovato a guardarla proprio mentre la stavano trasmettendo in Italia, anche se io in Italia non ci vivo. Sono le corrispondenze magiche, immagino.

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