Miss Hokusai

Sarusuberi: Miss Hokusai (Giappone, 2015)
di Keiichi Hara
con le voci di Kumiko Asô, Gaku Hamada, Kengo Kôra

Miss Hokusai racconta il mondo visto attraverso gli occhi di Katsushika Ōi, relativamente sconosciuta figlia del celebre pittore Hokusai, mostrandocela mentre raggiunge l’età adulta e cerca di trovare una propria via al di fuori dell’ombra del padre. È un film maturo, serio, dal ritmo compassato e dallo stile estremamente statico, che si concentra soprattutto sull’approfondimento della sua protagonista e del mondo che le ruota attorno. Ma è anche un film visivamente interessante, che ovviamente cerca soluzioni estetiche pensate per omaggiare le opere più famose dell’artista in questione ma riesce a farlo senza forzare troppo la mano.

Se dopo aver letto questa descrizione temete che sia una palla infinita, beh, probabilmente avete ragione, nel senso che guardandolo penserete di essere di fronte a una palla infinita. Se invece siete intrigati, dategli una chance, perché il film di Keiichi Hara (noto – si fa per dire – in Italia per Un’estate con Coo) non raggiunge i livelli emotivi ed espressivi delle migliori bombe Ghibli ma è davvero bello e interessante. Intanto perché racconta con scioltezza un’epoca, una società e una mentalità lontane lontane, mostrando quel mondo attraverso gli occhi di una ragazza dal carattere e dalle ambizioni forti. In secondo luogo perché s’approfitta del fatto che sappiamo poco o nulla su Ōi per costruirci attorno quel che gli pare, filtrando quindi il ritratto attraverso uno sguardo rispettoso ma moderno, interessante e ricco.

E poi, certo, ci sono quelle due o tre invenzioni visive notevoli, che presumibilmente verranno apprezzate ancora di più da chi può vantare una conoscenza dell’opera di Hokusai che vada al di là della solita onda. Ma non c’è solo quello, c’è un’esplorazione dell’impeto creativo, del rapporto fra realtà e immaginazione che spinge l’artista a mettere su carta le follie che gli frequentano il cervello, c’è il racconto toccante delle difficili relazioni con un padre interamente perso nella propria arte e una sorella dalla salute cagionevole e c’è la storia molto moderna (nella sensibilità se non nei fatti) di una giovane donna alle prese con il mondo che la circonda.

L’ho visto al cinema qua a Parigi un paio di settimane fa, in lingua originale e sottotitolato. Al momento non ho notizie di eventuali uscite italiane, ma tutto sommato non mi sento di escluderla. Sbaglierò?

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