Affliction

Affliction (USA, 1997)
di Paul Schrader

con Nick Nolte, James Coburn, Sissy Spacek, Willem DaFoe

Ho visto Affliction un po’ di tempo fa, su un’edizione in DVD bella rancida recuperata dal Regno Unito e che non si preoccupava minimamente di concetti come “restauro”, “preservazione”, “pulizia” e simili. Era ruvido, sporco, polveroso e claudicante. E in fondo era giusto così, perché assolutamente in linea con la densa atmosfera che si respira nel film, con i pesantissimi paesaggi che ritrae, con la bassa umanità che li popola e con il rauco, rancido, alcolista, putrido personaggio interpretato da Nick Nolte.

Come mai non ho visto Affliction quando è uscito al cinema? Non lo so, avevo da fare. Come mai non l’ho mai recuperato? Beh, mi sento di dire che lo stato comatoso dell’edizione in DVD sia una discreta testimonianza di quanta poca diffusione il film abbia avuto nonostante il gran vociare in zona Oscar (James Coburn premiato e Nick Nolte candidato). Come mai l’ho visto a fine 2014? Perché ci sarebbe quella cosa che ogni tanto apro il libro delle recensioni da quattro stelle di Roger Ebert e vado avanti in ordine alfabetico.

Di che parla? Di un poliziotto in un paesello nel profondo New Hampshire, padre di famiglia divorziato e abbandonato a se stesso, vittima della propria carica autodistruttiva, affezionato alla bottiglia, incapace di sfuggire alla pesantissima ombra del padre e al terrore di stare diventando tale e quale a lui. Preso da un improvviso impeto di redenzione (che vuole dimostrare a se stesso quanto alla figlia e, consapevolmente o meno, al padre), il nostro amico si appassiona a un caso e finisce per scatenare una serie di eventi tragici, che lo trascinano in una spirale senza fine. E altro che redenzione.

Com’è? Bello, tosto, rancido, pesante, ti lascia addosso un senso brutale di disperazione, roba che dopo la visione o ti guardi una stagione intera di una sit-com a caso o ti dai all’alcolismo. È tratto da un romanzo di Russell Banks, da cui fra l’altro è stato tratto anche il dolce domani, altro film portatore sano di limpida allegria, e passa tutto il tempo a prenderti a calci in faccia. Ha due attori della madonna che tirano fuori altrettante interpretazioni fuori della grazia di Dio, con per altro un cast di contorno che buttalo. È una roba strana, storta, fortissima e davvero notevole.

Tutta quella faccenda di Ebert, comunque, è spiegata a questo indirizzo qui.

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