La ragazza del treno

The Girl on the Train (GB, 2015)
di Paula Hawkins

Sono capitato su questo libro sostanzialmente per caso, in totale frenesia da bulimia di letture estive in zona marittima, vedendolo citato da gente strana tra Facebook e Twitter, anche in riferimento al fatto che è in preparazione un film con Emily Blunt come protagonista (e questo è il momento in cui dico che ad Emily voglio tanto bene, ma fisicamente mi sembra un po’ l’opposto di come viene descritto il suo personaggio nel libro). Ho curiosato un po’, ho visto che era il caso letterario degli ultimi cinque minuti, mi ha intrigato, l’ho comprato su Kobo e me lo sono letto nel giro di un paio di giorni. E?

E dai, merita. Non è nulla di clamoroso, un thriller senza poi chissà quali trovate particolarmente originali e con un finale abbastanza risaputo, ma che prima di aprire le porte all’ovvio costruisce tutto sommato bene i suoi misteri e li porta avanti in maniera ingegnosa. Fra la lettura di un tomo da settecento pagine scritto da un pediatra e di uno da quattrocento sulla storia di SEGA, così, come defatigante, ci stava tutto. Ma di che parla? Racconta di tale Rachel, una donna che tutti i giorni prende il treno per andare a Londra e dal finestrino osserva il mondo là fuori, affezionandosi alle vicende di una coppia che spia durante una fermata del treno. Da qui poi il racconto si apre pian piano, alternando i punti di vista di due donne, poi tre, ma variando anche – fondamentale – il piano temporale.

Saltano fuori misteri, apparizioni, sparizioni, passati oscuri, paranoie, dubbi e la Hawkins fa un gran pasticcio con la percezione del lettore, suggerendo possibili soluzioni, depistando e facendo di tutto per tenere sulle spine. Ne viene fuori una lettura gradevole, coinvolgente e che, appunto, si sgonfia un po’ solo sul finale, quando diventa davvero tutto molto prevedibile. Ma insomma, nulla di grave. Fra l’altro, il romanzo costruisce e alimenta i suoi misteri fondamentalmente giocando sul racconto in prima persona, sui tre punti di vista “parziali” e sulla scansione temporale scombinata, quindi sono abbastanza curioso di vedere come tradurranno queste cose nel film. Dove, per inciso, al fianco di Emily Blunt ci saranno Rebecca Ferguson e Haley Bennett.

L’ho letto in inglese, non mi assumo responsabilità sulla versione italiana. Fun fact: per qualche motivo mi ha fatto a più riprese venire in mente Her Story e in un certo senso, mentre lo leggevo, ero attanagliato da processi mentali molto simili a quelli che mi popolavano il cervello mentre provavo a sbrogliare i misteri di quel giocone.

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