Dead Rising: Watchtower

Dead Rising: Watchtower (USA, 2015)
di Zach Lipovsky
con Jesse Metcalfe, Meghan Ory, Virginia Madsen, Dennis Haysbert, Rob Riggle
Crackle è una piattaforma per lo streaming di film, telefilm, programmi TV e chissà che altro messa in piedi da Sony ormai parecchi anni fa e dal successo non esattamente paragonabile a quello di Netflix. È disponibile solo in America e Australia – la versione britannica ha chiuso dopo quattro anni di attività – ed è totalmente gratuita. I guadagni, infatti, arrivano dalle interruzioni pubblicitarie, un po’ come su Hulu Plus, con la differenza che Hulu Plus ti permette (dietro abbonamento) di guardare gli episodi più recenti di tante serie TV, mentre Crackle ha un catalogo che, tolta qualche piacevole sorpresa, fa venire la depressione. Quindi, insomma, è gratis, ma non c’è poi così tanto di interessante (e, soprattutto, di recente) e la visione viene interrotta piuttosto spesso dalla pubblicità. In pratica è come guardare la TV italiana la domenica pomeriggio.

Su Crackle, però, ci sono anche delle produzioni originali, delle quali fa parte il Dead Rising: Watchtower di cui vado a parlare oggi. Si tratta del primo esperimento da parte di Legendary Pictures nel campo delle produzioni destinate direttamente alla distribuzione digitale ed è il film ufficiale di Dead Rising, realizzato secondo un modello per certi versi simile a quello dei film di Resident Evil (o quantomeno del primo film di Resident Evil). La storia, infatti, è inedita, ma va a inserirsi in maniera abbastanza rispettosa all’interno della cronologia della serie, omaggiandola in diversi modi e proponendoci una sua interpretazione di uno dei personaggi originali, il Frank West protagonista del primo episodio. Le vicende si svolgono fra Dead Rising 2 e Dead Rising 3 e raccontano di un altro reporter che si ritrova invischiato in un altro “incidente” legato all’epidemia zombi, alle prese quindi con morti viventi, sopravvissuti fuori di testa (anche se decisamente moderati rispetto a quelli originali), armi di fortuna assemblate unendo assieme gli oggetti più disparati, scarsità di Zombrex (il “ritardante” per il contagio), varie ed eventuali.

E com’è? Beh, è il film di Dead Rising, nel bene e nel male. E, in fondo, il bene e il male coincidono, perché la fedeltà allo spirito della serie di videogiochi Capcom non può che dar vita a un film estremamente cretino, che mescola orrore, caratterizzazioni sopra le righe, comicità becera (ma tutto sommato non esageratamente trash) e melodramma d’accatto. Insomma, tutte cose che hanno evidenti limiti e possono piacere o non piacere ma che, se siamo onesti, non potevamo che attenderci. Il film, nonostante il paio d’ore di durata, scorre abbastanza ma non ha poi molto d’interessante da dire. I suoi punti forti stanno in Rob Riggle, un Frank West un po’ esagerato rispetto al personaggio originale, ma comunque divertente, e in una regia magari non virtuosa o particolarmente originale, ma che fa il suo dovere in maniera dignitosa. C’è anche un discreto piano sequenza, che mette in scena il protagonista alle prese con una piazza invasa dagli zombi, mentre altri personaggi si muovono sullo sfondo e riproduce davvero bene certi momenti tipici dei videogiochi originali. Lo consiglio? No. Se però siete fan sfegatati della serie e volete guardarvelo, beh, tutto sommato non mi sento di fermarvi urlando.

Io l’ho visto su Crackle (sì, con la pubblicità) quando è uscito a marzo, ma oggi esce la versione italiana in DVD e Blu-Ray, oltre che su Sky e sulle piattaforme digitali iTunes, Google Play, Vimeo, Chili TV, Telecom Italia. Insomma, vedete un po’ voi. Ah, ne ho chiacchierato tempo fa in The Walking Podcast.

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