Fuochi d’artificio in pieno giorno

Bai ri yan huo (Cina, 2014)
di Yi’nan Diao
con Fan Liao, Lun Mei Gwei, Xuebing Wang

Fuochi d’artificio in pieno giorno si apre all’insegna dell’allegria e dell’ottimismo. Nel giro di quindici minuti, vediamo il protagonista, un detective della squadra omicidi di una cittadina dispersa nella Cina settentrionale, mentre (1) viene abbandonato dalla moglie, (2) si ritrova a indagare sul caso di omicidio più brutale che si sia mai visto da quelle parti, (3) finisce in ospedale per un colpo di pistola incassato durante una sparatoria che costa la vita ai suoi compagni e (4) cinque anni dopo è diventato un alcolista sovrappeso che trascorre le notti abbandonato per strada e i giorni facendosi maltrattare dal capo nell’agenzia di sicurezza presso cui è finito a lavorare. E gli fregano pure la moto. L’ottimismo vola!

In quei quindici minuti, però, c’è racchiuso un po’ tutto lo spirito di questo bel noir poliziesco e dei suoi toni allo stesso tempo drammatici, romantici, comici, inquietanti. Sembra quasi di guardare una versione all’orientale del cinema dei Coen e, in particolare, di Fargo, attraverso una somiglianza tanto di superficie (l’ambientazione gelida, gli spiazzanti inserti d’umorismo surreale, la confezione visiva strepitosa), quanto di sostanza, per il modo in cui si raccontano atti indicibili cui un essere umano può ridursi a causa del contesto sociale, di ciò che gli ruota attorno. Se però in Fargo e in tanti suoi derivati vengono messe in scena parabole sulla meschinità a cui può portarti la tentazione, qui si racconta quella stessa Cina moderna, terrificante, oppressiva, che schiaccia tutto e tutti, al centro dei recenti film di Jia Zhang-Ke.

Ad essere radicalmente diverso rispetto a quanto visto ne Il tocco del peccato è il tono, la capacità di sdrammatizzare e non affondare totalmente nel pessimismo pur raccontando tragedie insensate. Al centro di tutto, poi, c’è una coppia d’attori formidabile, lui uomo a pezzi in cerca di redenzione, lei tragica dark lady il cui sguardo spento nasconde mille segreti. Yi’nan Diao costruisce attorno a loro un film potente nei temi e nelle immagini, regalando anche due o tre pezzi di bravura clamorosa, con quell’assurda sparatoria iniziale, quel fantastico salto temporale in uscita da un tunnel, quel finale letteralmente pirotecnico. Fuochi d’artificio in pieno giorno è insomma un film intelligente, bello, splendidamente girato, a modo suo originale, compassato nella narrazione, capace di comunicare per mezzo di una potenza rara.

In giro per il pianeta da mesi e mesi con il titolo internazionale Black Coal, Thin Ice, , premiato come miglior film e per il miglior attore al Festival di Berlino, Fuochi d’artificio in pieno giorno è arrivato in Italia la scorsa settimana, quasi di nascosto, sparpagliandosi per la bellezza di dieci sale. Se ci riuscite, reucuperatelo.

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