’71

’71 (GB, 2014)
di Yann Demange
con Jack O’Connell, Sam Reid, Sean Harris 

71 è un piccolo, ottimo film del quale si è chiacchierato molto qualche tempo fa e che finalmente questa settimana arriva anche nelle sale italiane, seppur per mezzo di una distribuzione temo non proprio capillare. Racconta di un soldato dell’esercito britannico che si ritrova a Belfast nel bel mezzo dei “Troubles” che hanno funestato la città per tre decenni, pochi mesi prima che esploda il momento più brutale e sanguinoso del conflitto. Nel corso di un’azione intesa come pacifica e affrontata in maniera un po’ sprovveduta per colpa di un tenente inesperto, si scatena un putiferio, ci scappa il morto e il protagonista finisce per essere abbandonato sul posto, solo, disarmato, facilmente identificabile, senza nessuno a cui rivolgersi, braccato da militanti che vogliono farlo fuori. Una bella situazione, insomma.

Da questo spunto prende il via un gran bel thriller con qualche momento vagamente action, che utilizza il contesto storico, politico e sociale più che altro per dare uno sfondo solido alla tensione dettata dagli eventi. Yann Demange, al suo esordio cinematografico, dirige con una padronanza notevole e confeziona un centinaio di minuti coinvolgenti, tesi, brutali, basati su uno spunto certo risaputo, ma utilizzato benissimo. È genere puro, senza pretese di raccontare in maniera approfondita il periodo o le implicazioni sociali e politiche degli eventi, ma che riesce a non banalizzare o mancare di rispetto agli stessi, tratteggiandoli in maniera convincente nei momenti di raccordo che intervallano l’azione.

Il protagonista, interpretato da un Jack O’Connell come al solito ottimo nel mescolare ingenua vulnerabilità e una certa qual presenza ruvida, viene infatti per ampi tratti messo da parte, in modo da dare spazio a un bell’intreccio, che fa incontrare militanti più o meno moderati, militari, soldati sotto copertura e cittadini presi nel mezzo da una rete di doppi giochi e macchinazioni. E il risultato, anche grazie a un manipolo di attori in formissima, è davvero notevole, non si abbandona mai ai facili patetismi pur raccontando qualche discreta tragedia e spinge dritto verso un finale duro, senza compromessi, di quelli che lasciano l’amaro in bocca. Insomma, consigliatissimo.

Consigliatissimo anche l’utilizzo di sottotitoli per chi dovesse decidere di recuperarlo in lingua originale, ché è tutto un borbottare a base di accenti spinti.

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1 commento su “’71”

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