Black Sea

Black Sea (GB, 2014)
di Kevin Macdonald
con Jude Law, Scoot McNairy, Ben Mendelsohn

Black Sea è un film bizzarro, che in un certo senso mescola due filoni consolidati per tirarne fuori una creatura strana, a modo suo abbastanza originale, seppur piuttosto allineata ai classici nello sviluppo del racconto e nelle svolte narrative. Da un lato c’è l’heist movie, con il gruppo di uomini che mettono in pratica un piano contorto per introdursi in un luogo che nasconde un bottino. Dall’altro c’è il film di sottomarini, che parla di claustrofobia, isolamento, timore costante d’essere scoperti, impossibilità di sapere con certezza cosa stia accadendo al di fuori dell’enorme bara in cui si trova rinchiusi. E, ovviamente, del dramma pronto ad esplodere se blocchi per qualche giorno in un sottomarino un certo numero di maschi brutti, puzzolenti e dal carattere scontroso. A unire questi due generi ci ha pensato Kevin Macdonald, regista prevalentemente impegnato nel mondo dei documentari ma che ogni tanto si concede alla fiction con film come L’ultimo re di Scozia e State of Play.

Cosa ne è venuto fuori? Ne è venuto fuori un bel thriller solido, che sfrutta come si deve un‘ambientazione sempre affascinante per raccontare una serie di momenti che spaziano fra situazioni già viste mille volte – ma comunque molto ben messe in scena – e altre tutto sommato abbastanza fresche, per un paio d’ore di emozioni e divertimento. Lo spunto di partenza del gruppo di reietti e poveracci che cercano riscatto grazie al recupero di un tesoro sommerso è sempre efficace, così come lo sono i prevedibili sviluppi “morali” che vedono andare sempre più a fondo (badum tsch) chi cade nel gorgo (badum tsch) della sete di ricchezza, e Macdonald, come suo solito, regala al tutto un taglio visivo molto forte, nonostante il budget evidentemente ridotto.

Poi, ovviamente, un film del genere basa gran parte della sua forza sui personaggi e sui rapporti fra di loro, ma ancora di più sul modo in cui si evolvono nel corso del viaggio che stanno affrontando. E sebbene ci sia qualche svolta un po’ forzata, soprattutto nel solito utilizzo di Ben Mendelsohn come jolly squilibrato che spinge avanti il racconto con le sue sbroccate, il cast di attori funziona molto bene. Jude Law, poi, è un protagonista ruvido, muscolare, sporco, che cova una rabbia senza fine e riesce a rendere credibili anche i suoi momenti più estremi. Macdonald carica il film quasi interamente sulle sue spalle e lui non delude, regalando a Black Sea un’anima forte e passionale.

Uscito in giro per il mondo a inizio anno, Black Sea se ne arriva nelle sale italiane questa settimana, placido placido, nascosto sotto le onde.

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