The One I Love

The One I Love (USA, 2014)
di Charlie McDowell
con Mark Duplass, Elisabeth Moss

The One I Love appartiene a quel simpatico gruppo di film particolari, abbastanza originali e dei quali è un po’ un peccato parlare in qualsiasi maniera. Perché? Perché di fondo una buona fetta del suo fascino sta nel guardarselo senza saperne assolutamente nulla, se non magari i nomi degli attori coinvolti e il fatto che merita per davvero. Lo sa bene chi al film ha lavorato e si è trovato alle prese con l’imbarazzo di una campagna promozionale in cui non voleva e non poteva raccontare dettagli di alcun tipo sulla trama, gli spunti, i temi, men che meno i colpi di scena, anche se non è certo un racconto tutto incentrato su chissà quale clamorosa rivelazione finale. Quindi, insomma, vale sempre il solito discorso: io vado avanti a chiacchierarne e, in linea di massima, cerco di non svelare molto, ma il consiglio, per chi dovesse essere capitato qui senza averlo ancora visto, è di fermarsi, recuperarlo e solo a quel punto, eventualmente, tornare a leggermi.

Mark Duplass mentre si nasconde dagli spoiler.

Il problema non è tanto la presenza di un twist finale modello Shyamalan o di svolte incredibili sparse in giro, quanto proprio l’intera struttura del film, che cambia assetto e tono a più riprese e gioca anche molto sul non far capire per larghi tratti che razza di roba si stia guardando. E in fondo il suo fascino sta anche lì, nell’approcciarlo senza saperne nulla e ritrovarti davanti a una commedia sentimentale che si evolve in studio sui rapporti di coppia, passando per le maglie della fantascienza e finendo per diventare una sorta di episodio speciale di Ai confini della realtà (o forse nel 2015 bisogna usare Black Mirror, come riferimento). Fra gli aspetti affascinanti, per esempio, c’è il modo in cui McDowell sembra quasi voler usare costantemente il tono sbagliato per quel che sta raccontando, spingendo verso un tipo di atmosfera poco coerente con quel che davvero succede. Se vogliamo, è un po’ quello stesso bizzarro principio in base al quale – attenzione riferimento geek – Gone Home è a tratti un gioco horror efficacissimo e spaventoso nonostante di fatto sia tutta una burla e l’orrore non si manifesti realmente mai. Solo che in The One I Love, proprio quando ti rendi conto che non c’è nulla da temere e l’atmosfera horror si fa da parte, sono i temi del racconto e la sua evoluzione a spingere sempre più verso una sorta di inquietudine sottopelle, che non ti colpisce mai in faccia ma ti resta addosso in maniera un po’ malsana.

In tutto questo, la forza del film sta inevitabilmente anche nei suoi due ottimi protagonisti, anche perché in sostanza ci sono solo loro. Tolte le veloci apparizioni iniziali di Ted Danson e di alcune comparse in una scena specifica, McDowell costruisce tutto quanto attorno a Mark Duplass ed Elisabeth Moss, trovando due interpreti perfetti per la situazione. Ne viene fuori un film intelligente, originale, che non si limita ad essere solo un pretesto assurdo trascinato per novanta minuti e anzi riesce a sfruttare l’idea fuori dal comune per raccontare sentimenti e situazioni che appartengono al reame dell’ordinario. The One I Love è efficace, vola via in un respiro e attanaglia dall’inizio alla fine grazie al fascino dei suoi misteri, alla bravura degli attori, al notevole controllo di un regista e uno sceneggiatore entrambi esordienti e alla voglia di raccontare cose interessanti in maniera fuori dal comune. E che gli vuoi dire?

L’anno scorso, dopo essersi girato un po’ tutti i principali festival americani, è uscito da quelle parti in doppia distribuzione al cinema e in digitale. Ha poi iniziato timidamente a manifestarsi anche in giro per l’Europa, ma non mi risulta ancora annunciata un’uscita italiana. Però, insomma, diciamo che è moderatamente reperibile.

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