Le ultime due settimane di Agents of S.H.I.E.L.D.

Quando è uscita la notizia del raggiunto accordo fra Sony e Marvel Studios per l’integramento di Spider-Man all’interno dell’universo cinematografico Marvel, il pensiero è inevitabilmente volato a 20th Century Fox, che ha mollato la presa su alcune cose, ma tiene ancora stretti a sé i mutanti e sta provando a rimettere in pista i Fantastici 4. Del resto, la saga mutante condotta da Bryan Singer e compari si è rilanciata alla grande e punta ad espandersi sempre più. Anche per questo, pur sempre con la puntualizzazione che “vai a sapere”, è difficile immaginarsi un accordo simile su quel fronte. Lo sanno e lo stanno dimostrando perfettamente Kevin Feige e i suoi, che con queste ultime due puntate di Agents of S.H.I.E.L.D. hanno definitivamente gettato la maschera e confermato quel che un po’ tutti avevano capito ormai da tempo: si stanno giocando gli inumani per tappare il buco e lo stanno facendo in maniera palese, ai limiti del dito medio sventolato.

Non è che ci si possa girare molto attorno: l’idea dei reietti coi superpoteri che spaventano tutti, amici e familiari compresi, vengono ghettizzati e sfruttati da chi può farlo, faticano a comprendere la propria natura, affrontano un improvviso cambiamento metaforone dell’adolescenza, sono terrorizzati da quel che sta accadendo, trovano l’odio anche nelle persone che dovrebbero amarli… sono i mutanti Marvel. Poi, certo, sono tutti temi che si adattano e si sono adattati spesso anche agli inumani, ma il bello della cosa sta in fondo anche lì: permette ai Marvel Studios di giocarsi lo stesso quella carta, sfruttare tutto un filone fondamentale del loro universo, senza per questo tradire l’essenza dei personaggi che andranno a utilizzare. E pazienza se non possono puntare su Wolverine e dovranno accontentarsi di Freccia Nera: ci hanno costruito un impero, sullo sfruttare alla grande i loro personaggi teoricamente meno vendibili mentre gli altri faticavano a gestire Spider-Man.

Tutto questo, comunque, avviene in altre due ottime puntate di una serie sempre più in forma e che continua a procedere seguendo un gran bel ritmo. Le storie si evolvono, i segreti vengono svelati, le faccende non si trascinano stancamente, i personaggi sono ormai consolidati e pieni di spunti interessanti, il tono regge bene sia quando la butta sulle gag, poche e quasi sempre azzeccate, sia quando spinge sul pedale della depressione, e i momenti action funzionano bene o male tutti. In più la serie ha ormai ingranato molto bene anche nel suo ruolo più geek, quello da “contenuto extra” dei film Marvel, che chiacchiera del sottobosco di personaggi ai margini e amplia l’universo narrativo, senza contare che con la scusa degli inumani arriveranno presumibilmente sempre più personaggi variopinti e situazioni sopra le righe. Insomma, oh, io son contento. E fra un po’ Daredevil.

E poi c’è Adrianne Palicki. Era un po’ che non lo puntualizzavo. Ciao Adrianne.

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