The Walking Dead 05X11: "La distanza"

The Walking Dead 05X11: “The Distance” (USA, 2015)
con le mani in pasta di Scott Gimple e Robert Kirkman 
puntata diretta da Larysa Kondracki
con Andrew Lincoln, Norman Reedus, Lauren Cohan, Sonequa Martin-Green, Steven Yeun, Danai Gurira, Melissa McBride, Michael Cudlitz

E per l’appunto, eccoci qua con la conferma: la prima metà di stagione e ancor di più le ultime due puntate hanno mirato fortissimo sul demolire l’identità del gruppo, ridurrne quasi ogni singolo elemento ai minimi termini, creando una simpatica compagnia di amichetti che è meglio non incontrare per strada, col solo fine di arrivare a questo punto in questa situazione. Improvvisamente spunta “da fuori” qualcuno che sembra proporre una via d’uscita, che promette salvezza, si presenta armato di sorriso e gentili omaggi, ma chi vuoi che gli creda? Intando un bel cazzotto in faccia, poi spremiamolo come si deve e solo dopo, forse, proviamo a ragionarci. L’idea era di creare una situazione di enorme contrasto, che presumibilmente non si esaurisce qui, e forse c’era il dubbio che quattro stagioni di schiaffi non bastassero, quindi bisognava forzare ulteriormente.

Il risultato, va detto, è una puntata che funziona e che (anche grazie all’assenza di un monologo di Rick, che ormai vedo come nemico pubblico numero uno), si racconta con la giusta dose di dubbi e di tensione. E immagino lo faccia mille volte di più per chi non ha letto il The Walking Dead a fumetti, dato che, pur con qualche deviazione, la sostanza della puntata segue il modello originale come raramente si è visto nella serie. Per cui, insomma, il nodo attorno a cui ruota l’intero meccanismo della narrazione era per me sciolto in partenza, ma questo non mi ha impedito di apprezzare i pregi della faccenda, l’ironia della prudenza di Rick che, per quanto “giusta”, finisce per mettere nei guai tutti, quella bella sequenza con la macchina che falcia il branco e in generale la buona gestione del gruppo nei diversi momenti, con la storia che si concentra sempre su quel che davvero importa.

Fra l’altro, per certi versi, sembrava quasi di stare guardando un adattamento del videogioco di Telltale Games, tutto incentrato su un protagonista costretto a compiere scelte difficili, con attorno personaggi che tirano di qua e di là, conseguenze che tendono ad essere complicate in qualunque direzione si vada e in chiusura la moralina della scelta giusta che è sbagliata ma in fondo è anche giusta. Insomma, una volta tanto un buon episodio, che porta avanti il racconta in maniera coinvolgente e che funziona perché aggiunge un pizzico di dinamismo agli eventi, per una serie che continua a vivere in quello strano paradosso di fondo: da un lato, dovrebbe dare il meglio negli episodi più riflessivi, dall’altro ci riesce raramente e finisce per funzionare meglio quando si dà una mossa. La speranza (vana?) è che venga trovato l’equilibrio giusto da qui a fine stagione, perché dietro quelle mura si nascondono tante cose interessanti, ma bisogna saperle gestire.

Fra l’altro a questo punto inizio davvero a chiedermi se a fine stagione vedremo quell’esordio esplosivo di Lucille. Ci credo molto poco, ma vai a sapere.

3 pensieri riguardo “The Walking Dead 05X11: "La distanza"”

  1. Stranamente la puntata è piaciuta anche a me, forse proprio per la sua aderenza al fumetto.
    Che Lucille compaia proprio “in quel modo” ci spero poco (e ammetto che un po' mi spiacerebbe. Un po' tanto.) ma di personaggi sacrificabili ne hanno infilati un mucchio e sai bene che nel Season Finale di solito è la sagra del mortammazzato.

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  2. Eh, vediamo. Ammetto che la cosa mi incuriosisce molto.

    In termini di aderenza, secondo me è una puntata buona anche perché riesce a fare bene il lavoro di adattamento: segue il fumetto nella sostanza, ma lo adatta come si deve ai temi e alle situazioni sviluppate nella serie.

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  3. si ma quel modo spero proprio di no. mi è dispiaciuto nel fumetto e mi dispiacerebbe ancora di più in live action…

    comunque puntata molto buona, ma a me era piaciuta pure la precedente quindi faccio meno testo. ero convinto che il panico di Aron dopo il razzo di segnalazione fosse il preambolo alla comparsa di Lucille…e invece…

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