The Honourable Woman

The Honourable Woman (USA/GB, 2014)
ha fatto tutto Hugo Blick
con Maggie Gyllenhaal, Lubna Azabal, Stephen Rea, Andrew Buchan, Philip Arditti

The Honourable Woman è una creatura bizzarra, una coproduzione angloamericana fra BBC e Sundance TV che nasceva già come scomoda e provocatoria nei temi quando è stata concepita e ha involontariamente finito per risultare ancora più d’attualità quando è andata in onda, durante l’estate del 2014. Si tratta di una miniserie da otto puntate, scritta diretta e prodotta da Hugo Blick e interpretata da un cast eccellente, su cui svetta, certo, la forse mai così brava Maggie Gyllenhaal, giustamente premiata ai Golden Globe, ma nel quale è difficile trovare qualcuno fuori posto ed è facile invece innamorarsi di un grande Stephen Rea. Al centro delle vicende ci sono Nessa ed Ephra Stein, che hanno dedicato la propria vita e il proprio lavoro al miraggio della pace in Medio Oriente, in larga misura come risposta agli estremismi di cui era protagonista il loro padre. Proprio quando stanno per compiere un passo fondamentale, ovviamente, ne capitano di tutti i colori e la situazione va a rotoli in una serie di maniere che sarebbe un crimine svelare, quindi mi limito a suggerire con forza la visione e proseguo mettendo in fila una lunga serie di aggettivi.

Scritto, diretto e fotografato in una maniera pazzesca, The Honourable Woman è un fantastico racconto di umanità e spionaggio, figlio illegittimo del miglior Le Carré. Si dipana con la placida lentezza di chi sa come raccontare con calma le proprie storie, costruisce in maniera magistrale una fitta rete di personaggi e intrighi e accumula una tensione devastante, facendola esplodere con colpi da maestro che levati. Da qualsiasi parte la si guardi, è una serie fuori scala, nelle interpretazioni, nei riferimenti estetici, in quell’inseguimento spettrale che chiude la prima puntata, nel dipanarsi dei suoi segreti, nel meraviglioso flashback che, arrivati a metà, spalanca le porte del racconto e fa compiere a tutto quanto il salto di qualità. È un pezzo di televisione pregiato da gustarsi assaporandolo con la giusta calma ed è una fra le cose più belle che vedrete sul piccolo schermo quest’anno.

Insomma, The Honourable Woman è quella serie lì. Quella che non è pubblicizzatissima, non è poi così famosa, eppure fa innamorare perdutamente chiunque la guardi. Adesso, magari, con un Golden Globe in tasca, un po’ famosa lo è diventata, ma la sostanza non cambia di molto. È quella serie che consigli a tutti col cuore in mano, perché “Devi troppo guardarla”. E quindi dovete troppo guardarla. Fatelo e anche voi vi ritroverete a consigliarla a chiunque vi passi davanti. Oppure siete delle brutte persone. C’è sempre questa possibilità.

 Mi sono sparato The Honourable Woman su Netflix qualche settimana fa e oggi la serie arriva sulla TV italiana, grazie al sempre amabile lavoro di Sky Atlantic. Mi raccomando, fate i bravi.

2 pensieri riguardo “The Honourable Woman”

  1. La sto guardando in inglese (sono alla penultima puntata) e decisamente è all'altezza della prima stagione di Homeland… mi verrebbe da dire anche meglio! E concordo, Stephen Rea rende benissimo il personaggio.

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