Agent Carter 01X06: "A Sin to Err"

Agent Carter 01X06: “A Sin to Err” (USA, 2015)
creato da Christopher Markus e Stephen McFeely
puntata diretta da Stephen Cragg
con Hayley Atwell, James D’Arcy, Chad Michael Murray, Enver Gjokaj, Bridget Regan, Lyndsy Fonseca, Shea Whigham

Uno dei punti di forza a disposizione di questa serie è il tentativo di recuperare quella sorta di bizzarro equilibrio fra coloratissimo spirito un po’ naïf, melodramma e azione che eredita dal primo film di Captain America. Non è un obiettivo semplice, anzi, è spesso facile sbracare in una direzione o nell’altra, ma quando viene centrato, il potenziale sboccia e ci si diverte parecchio. In questa puntata succede? Sì e no. Certi passaggi funzionano per davvero, per esempio grazie alla sempre eccellente intesa fra Hayley Atwell e James D’Arcy, al modo in cui Lyndsy Fonseca sfrutta quel po’ di spazio che le viene offerto una volta tanto e anche per il paio di scene d’azione ben orchestrate, ritmate, che regalano una botta di vita ogni volta che le cose sembrano sedersi un po’ troppo.

Allo stesso tempo, però, certi aspetti paiono un po’ tirati per i capelli e soprattutto per le lunghe. Sarà un problema mio, ma ci mancava poco che le sedute d’ipnotismo del nuovo villain sotto copertura facessero cadere in catalessi pure me. Magari è perché fissavo con troppa attenzione l’anello, chissà. Poco male, comunque, perché (assieme magari all’eccesso di didascalismo sulla bionda super spia che deve prendere appunti quando riceve il messaggio in codice) si tratta di una macchia tutto sommato trascurabile nel contesto di un’altra puntata gradevole, che conferma il dinamismo di una serie in costante movimento e che non ha tempo da perdere nel portare avanti il suo racconto.

È anche una puntata che conferma la bontà della decisione di calcare la mano sul tema del maschilismo diffuso e delle difficoltà da parte di Peggy nel trovare una sua dimensione dopo i trionfi in guerra. Se da un lato è vero che a volte la mano è stata calcata pure troppo, dall’altro si è costruito un bell’arco narrativo che scalda il cuore a ogni piccola vittoria, come quella della concessione da parte del capo che arriva qui. E rende ancora più duro il boccone nel momento in cui all’improvviso va tutto gambe all’aria. In questo, va detto, è fondamentale il contributo di Hayley Atwell, che continua a confermarsi attrice incredibilmente perfetta per il ruolo, efficacissima tanto nel comunicare molto con un semplice cenno quanto nei momenti più sopra le righe. L’anima della serie non smette, giustamente, di essere lei ed è un gran bel pezzo d’anima.

Fra l’altro, OK, i trailer mentono e non dubito lo faccia pure questo, però sembra proprio che la prossima settimana voleranno gli schiaffoni.

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