Agent Carter 01X05: "The Iron Ceiling"

Agent Carter 01X05: “The Iron Ceiling” (USA, 2015)
creato da Christopher Markus e Stephen McFeely
puntata diretta da Stephen Cragg
con Hayley Atwell, James D’Arcy, Neal McDonough, Chad Michael Murray, Enver Gjokaj, Shea Whigham

Superato il giro di boa di metà “stagionina”, Agent Carter ingrana la quinta e decolla sparato a mille, si spera con l’intenzione di non fermarsi fino alla fine. Le rivelazioni della scorsa puntata fanno da motore alla base di una storia che vede Peggy prendere finalmente il controllo della situazione e trovare un modo, costi quel che costi, per farsi valere nell’ambiente ostile che la circonda fin dall’inizio, il tutto mentre attorno a lei esplodono un paio di gustosi riferimenti all’universo Marvel più ampio. Pur mantenendo ovviamente i legami con l’indagine su Howard Stark che fa da sfondo all’intera serie, finalmente ce ne stacchiamo un po’, grazie a un divertente viaggio in zona di guerra che tira fuori forse l’oretta più puramente avventurosa proposta fino a qui.

Ed è un’avventurona in cui ci troviamo a osservare in azione il programma sovietico che darà vita alla Vedova Nera di Scarlett Johansson, anche se durante la puntata quelle due parole non vengono mai pronunciate. Una simpatica scuola in cui vengono utilizzati i film d’animazione Disney (altro sfruttamento incrociato dei marchi dopo il trailer di Age of Ultron) per insegnare a un gruppo di bambine l’obbedienza totale e, già che ci siamo, una buona pronuncia della lingua americana. Non manca l’ora di educazione fisica, in cui volano gli schiaffi e chi vince spezza il collo all’avversaria. Insomma, è la scuola elementare in cui vorremmo mandare tutti nostra figlia, specie poi considerando quanto è venuta su bene la vedovella che sta tramando a New York.

Ma al di là dei riferimenti e del buon equilibrio nel mescolare umorismo e toni cupi, l’episodio funziona bene anche e soprattutto nel portare avanti lo sviluppo dei suoi personaggi, e non solo con l’improvviso puntare i piedi di Peggy. Al centro delle vicende c’è soprattutto l’evoluzione del suo rapporto con l’agente Thompson e una finestrella aperta brevemente sul personaggio di Chad Michael Murray. La bella amicizia fra la protagonista e i baffi improbabili di Dum Dum Dugan fa da leva tramite cui il macho per finta del gruppo viene messo a nudo, mentre la serie continua a dimostrare di non voler (e non poter, vista la breve durata) rimanere seduta troppo a lungo su situazioni statiche. Tant’è che, a giudicare dal trailer, la prossima settimana la situazione esploderà ulteriormente e altre carte verranno scoperte. Bene.

Comunque Bridget Regan c’ha veramente l’occhio da squilibrata. Se la incrocio in un vicolo buio scappo di corsa.

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