Gli ultimi due o tre mesi a fumetti di giopep

Ed eccoci qua con l’ennesimo post in cui scrivo di fumetti che ho letto chissà quanto tempo prima. In realtà non dovrebbe essere moltissimo tempo fa, perché anche se Gemma Bovery l’ho comprato a giugno, l’ultimo paperback di The Walking Dead son sicuro di averlo letto a fine anno, non prima di novembre. O qualcosa del genere. Insomma, la sostanza è che vai a sapere, ma comunque queste sono le cose che ho letto in momenti non precisati fra ottobre e dicembre. Forse qualcosa a settembre. Non lo so. Può essere. Vale quindi sempre un po’ il discorso in base a cui i ricordi si mescolano nella melma della senilità, e del resto il tag “Quasi me ne dimenticavo” sta lì anche per quello. Ma insomma, sono ossessivo compulsivo, ci tengo, quindi ecco le cose che ho letto negli ultimi mesi del 2014. Circa.

Invincible #20: “Friends” *****
The Walking Dead #22: “A New Beginning” *****
Ogni volta che scrivo di Invincible ci tengo a ripetere la filastrocca sul fatto che secondo me il vero capolavoro di Robert Kirkman è questo, non quello, ma d’altra parte capisco anche che possa essere più facile avvicinarsi a un fumetto che parla di morti viventi, rispetto a un fumetto che parla di supereroi. Almeno credo. Comunque, Invincible, pur coi suoi inevitabili alti e bassi, è e rimane sempre una roba spettacolare, coinvolgente, tematicamente interessante e dai colpi di scena che sanno pigliarti in contropiede. In compenso, devo dire che l’avvio della nuova saga di The Walking Dead mi è piaciuto non poco, ha diversi spunti sfiziosi e mi ha davvero messo addosso una bella curiosità di vedere come andranno avanti le vicende. Per quanto mediamente la serie non abbia mai smesso di piacermi, devo dire che era da parecchio che non mi convinceva così. Ah, ne ho anche chiacchierato in The Walking Podcast.

Nailbiter #1: “There Will Be Blood” ****
Ecco, per dire, questo ricordavo di averlo letto ma non ricordavo minimamente cosa fosse, al di là del fatto che mi pareva fossero coinvolti dei serial killer. O qualcosa del genere. Inoltre, non avevo voglia di alzarmi dalla sedia per andare a cercarlo nello scaffale alle mie spalle, quindi mi sono affidato a Google. Ma la cosa non mi ha aiutato molto, perché mi sono ritrovato davanti alla pagina su Wikipedia di un film horror. A quel punto ho alzato il culo e ho recuperato il paperback dallo scaffale. Dunque. Nailbiter racconta di una cittadina che ha la peculiare caratteristica di generare serial killer a ripetizione – siamo a quota sedici – e di un agente dell’FBI particolarmente fissato con le indagini al riguardo. È inquietante, suggestivo, affascinante, a tratti vagamente ridicolo, con un po’ di passione per le cospirazioni ma in generale piuttosto bello. Sono curioso di vedere come andrà avanti.

Kick-Ass 3 ****
Il prototipo della roba che leggi con gran gusto ma non ti lascia assolutamente nulla addosso. Non sono mai stato un fan esagerato di Kick-Ass, che non mi ha fatto strappare le vesti neanche quando tutti impazzivano per la prima miniserie e che, paradossalmente o forse no, ho apprezzato forse di più al cinema, perlomeno nel primo film. Epperò comunque, sarà perché ho un amore incontenibile nei confronti di John Romita Jr., sarà perché si tratta, a modo suo, di una conclusione che chiude il cerchio in una maniera che scalda il cuore, sarà quel che sarà, mi sono divertito a leggere Kick-Ass 3 tanto quanto mi sono divertito a leggere i precedenti. O forse di più. Credo.

Seconds *****
Quattro anni dopo Scott Pilgrim, la nuova graphic novel di Brian Lee O’Malley, che in pratica racconta di una donna che si ritrova per le mani la possibilità di usare i salvataggi nella vita reale. Ne viene fuori una divertente e appassionante riflessione sul modo in cui affrontiamo le nostre decisioni, i nostri errori e anche i nostri successi. E poi lo stile – visivo e narrativo – di O’Malley è sempre una delizia.

Gemma Bovery *****
Questo l’ho comprato perché me lo sono ritrovato davanti alla libreria Shakespear and Company ed ero ancora infastidito dall’essermi perso il passaggio cinematografico del film. Anche perché nel film c’è Gemma Arterton e a me spiace sempre non vedere Gemmona sul grande schermo. Solo a posteriori ho scoperto che razza di corto circuito “meta” sia quel film: l’attrice protagonista si chiama come il suo personaggio ed è stata in passato anche protagonista del delizioso Tamara Drewe, che è tratto da un successivo fumetto della stessa autrice, Posy Simmons. OK, mi sto perdendo. Comunque, Gemma Bovery è una cosetta deliziosa, che racconta dello scompiglio portato in una cittadina francese dall’arrivo di una coppia londinese, per metà costituita da una donna capricciosa, volatile, un po’ svampita ma tanto affascinante. Voglio vedere il film.

The Unwritten #1: “Tommy Taylor and the Bogus Identity” *****
Lo scorso agosto, stavo girando per fumetterie con Nabacchiodorozor, che si era fermato da queste parti, di ritorno da Colonia, per questioni di Guardiani della galassia, e sono incappato in un volume di The Unwritten, serie della quale, lo ammetto, non sapevo nulla. Sulla copertina c’era scritto [qualcosa] Fables. L’ho sfogliato e ho visto che c’era dentro gento di Fables. Ho pensato fosse l’ennesima serie spin-off di Fables e ho eseguito l’acquisto senza pensarci un attimo. Una volta tornato a casa, mi sono accorto di aver comprato il nono volume di una roba che con Fables c’entrava poco o nulla, al di là di un incrocio in, appunto, quel volume. Bravo Andrea. Ho quindi riposto il nono volume sullo scaffale del “mi mancano i precedenti” e si trova ancora lì. In compenso, ho poi acquistato il primo e ho trovato una serie divertentissima, tutta rigirata attorno a chiacchiere più o meno “meta” su libri, protagonisti di libri, narrativa e… sì, OK, in effetti Fables c’entra parecchio, anche se non c’entra in senso stretto.

Quelli che ho scritto in altre occasioni dei numeri precedenti e non ho niente da aggiungere e mi limito quindi a metterli qua in fila con le stelline che mi ero appuntato
East of West #3 *****, Fables #20: “Camelot” *****, Fairest #4: “Of Men and Mice” ****

Non c’entra nulla, ma ci stavo pensando mentre scrivevo questo post: in Francia va decisamente meglio che in Italia, ma anche da queste parti ci sono diversi film importanti del 2014 ancora ben lontani dal manifestarsi al cinema. Insomma, OK, ho visto Whiplash, per dire, però Inherent Vice, Foxcatcher e Birdman ancora niente. Bah.

7 pensieri riguardo “Gli ultimi due o tre mesi a fumetti di giopep”

  1. Mah, Ballata dell'odio e dell'amore magari il ferro da stiro, toh. 🙂

    Ma bisogna anche capire di cosa stiamo parlando: se la questione è la singola scena che mi fa un attimo ribrezzo, per carità, capita, ma non arrivare ad essere stomacato al punto di non voler rivedere robe del genere, per capirci.

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