Agents of S.H.I.E.L.D. 02X10: "What They Become"

Agents of S.H.I.E.L.D. 02X10: “What They Become” (USA, 2014)
creato da Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
puntata diretta da Michael Zinberg
con Clark Gregg, Brett Dalton, Ming-Na Wen, Chloe Bennet, Iain De Caestecker, Adrianne Palicki, Elizabeth Henstridge

Non è che ci tenga a rigirare il coltello nella piaga aperta dalle ultime settimane di quell’unica altra serie che seguo regolarmente, ma dopo una signora penultima puntata, anche il finale di metà stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. è un discreto trionfo, alla faccia delle morti cretine in quel di Atlanta. Quarantacinque appassionanti minuti pieni di azione, roba che esplode, pizze in faccia, colpi di scena, badassitudine in ogni dove, riferimenti assortiti all’universo Marvel, origini di supereroi e supercriminali, Kyle Maccoso che dà spettacolo ininterrotto, Skye che piglia e spara brutalmente a Ward senza perder tempo a far minacce e infilarsi in trappole e infine pure una morte buttata lì, così, con indifferenza e gran gusto, piazzata in un momento chiave a creare un bel contrasto e imprimere senso di colpa nelle retine di Skye. Alla grande.

Per quanto non siano stati menzionati espressamente gli inumani o Attilan, possiamo comunque definitivamente metterci il cuore in pace: stiamo parlando di quella cosa lì, che esploderà al cinema fra quattro anni ma sta piantando i germi nell’universo cinematografico già oggi (e magari giocherà un ruolo nell’annunciato incrocio fra la serie e Avengers: Age of Ultron). E sì, presumibilmente, con Whitehall fuori dai giochi grazie a una deliziosa morte che fugge senza vergogna dallo scontro finale epico, sarà su queste faccende, oltre che sul rapporto tra padre e figlia, che si concentrerà il resto della stagione. In generale, le rivelazioni sono state bene o male quelle che un po’ tutti gli appassionati segaioli dell’internet si aspettavano, ma il punto è che sono state orchestrate in maniera eccellente e ci si è arrivati nel miglior modo possibile. Fra il conflitto iniziale, il bellissimo confronto tra Cal e Daisy (ormai tanto vale chiamarli così) e tutto il macello successivo, ne è venuto fuori un episodio parecchio divertente, che ha chiuso quel che c’era da chiudere, ha aperto altre porte e ha lasciato in sospeso quel bisognava lasciare in sospeso.

Insomma, puntatona “conclusiva” perfetta, notevole per i fatti suoi, ottima nel chiudere un arco, eccellente nel gettare lì tante cose da esplorare per il futuro, compresa anche la nuova strana coppia Ward/Bizarro May. La morte finale non ha forse l’impatto di altre bastardate in stile Whedon, fosse anche solo perché si tratta di un personaggio che conosciamo relativamente da poco, ma ha quel gusto deliziosamente sadico del mozzare sul nascere diversi sviluppi dal potenziale interessante che non vedremo mai. E poi c’è tutto lo strato di cose gettate lì e di pipponi mentali da geek su come procederanno le cose, su come porteranno avanti l’adattamento dei personaggi presi dai fumetti, sulla “rinascita” di Raina, varie ed eventuali. Ma fondamentalmente la parola da utilizzare è una sola: entusiasmo. Alla grande. Avanti così. Adesso vediamo che hanno combinato con Agent Carter.

E alla fine le vibrazioni negative ce le avevo per il personaggio sbagliato. Giusto così.

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