The Walking Dead 05X04: "Il prezzo della salvezza"

The Walking Dead 05X04: “Slabtown” (USA, 2014) 
con le mani in pasta di Scott Gimple e Robert Kirkman 
episodio diretto da Michael E. Satrazemis
con Emily Kinney e un po’ di gente inutile 

Durante la scorsa stagione, gli autori di The Walking Dead si sono sbizzarriti nello spezzare un po’ la struttura da racconto unico che prosegue da una puntata all’altra, andando decisamente più in là rispetto all’alternanza fra le due fazioni che si era vista nell’annata precedente. Prima hanno proposto due puntate consecutive di solo flashback per raccontare le vicende del Governatore decaduto, fino a ricongiungersi con il finale della puntata precedente, e poi hanno dedicato tutta la seconda parte di stagione a mostrare il cast di personaggi diviso in tanti piccoli gruppetti, con una puntata dedicata a ciascuno di essi. A quanto pare si sono divertiti, ritengono che il pubblico abbia apprezzato, che la cosa abbia funzionato o whatever, visto che qui han deciso di riproporre le due cose, addirittura unendole. Abbiamo infatti il cast diviso in tre luoghi diversi, con il trailer della prossima puntata che fa presumere che avremo un’ora di televisione dedicata ad Abraham e ai suoi, e questa settimana abbiamo seguito un intero flashback su quel che è accaduto a Beth dall’ultima volta che l’avevamo vista, fino a ricongiungerci (più o meno) con il finale della scorsa puntata.

Si tratta di una mossa intelligente, perché ti permette di variare il ritmo del racconto e di dedicare il giusto spazio a cose che ritieni se lo meritino, ma ovviamente la cosa funziona anche un po’ in base a quel che riesci a inventarti. Ora, è evidente che la variazione di ritmo, dopo tre puntate riuscite come le precedenti, ha un suo peso e lascia addosso una sensazione un po’ strana, ma nel complesso mi è sembrata una maniera solida e sensata per reintrodurre Beth e mostrare un altro simpatico modo in cui l’umanità può decidere di rincretinirsi, aggrapparsi esclusivamente alla propria sopravvivenza e mandare tutto all’aria in caso di apocalisse zombi. D’altra parte, in un episodio in cui – nonostante un paio di immancabili sbranate – si sono viste decisamente poche budella, il momento forse più sanamente inquietante ha avuto poco a che fare con il sangue e molto con un lecca lecca.

La scelta di ambientare questa divagazione ad Atlanta, poi, sembra quasi un tentativo di dare l’estremo saluto alla città da cui la serie ha avuto inizio, nel momento in cui il gruppo ha preso la decisione di spostarsi verso Washington D.C., e tutto sommato non è male scoprire come le cose si siano sviluppate in quei luoghi che non vedevamo ormai dai tempi della prima stagione. In tutto questo, però, esattamente come un anno fa, continuo a non essere particolarmente soddisfatto dell’idea di dedicare un’intero episodio a un flashback. Sulla carta mi piace, se mi mettessi a guardare l’intera stagione “in botta” nel giro di pochi giorni, probabilmente, la troverei più riuscita, ma nel contesto della visione da una settimana all’altra, non so, mi sembra spezzi un po’ troppo il ritmo del racconto senza avere poi chissà cosa di interessante da mostrare. Ma insomma, diciamo anche che questa serie, in passato, ha allungato il brodo in modi ben peggiori.

E la prossima settimana, magari, ci raccontano un pochino meglio Abraham, che sarebbe anche ora.

2 pensieri riguardo “The Walking Dead 05X04: "Il prezzo della salvezza"”

  1. Ho faticato a tenere gli occhi aperti nelle ultime due puntate e quello che ho visto non mi è piaciuto. Quando il ritmo rallenta (da lento a lentissimo) alcune scene ed alcuni personaggi risultano “imbarazzanti”, e general hospital proprio non ha alcun senso. Insomma l'altra serie, che mi vergogno a nominare, nel suo non prendersi troppo sul serio risulta molto più coinvolgente e divertente.

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  2. Ma perché continui a seguirlo? È una domanda seria, eh, che mi faccio in relazione a tutta la gente che segue TWD pur parlandone malissimo. Voglio dire, io, se un telefilm mi fa cacare in maniera così brutale, non continuo a seguirlo alla quinta stagione, soprattutto considerando quanta altra roba interessante esiste. Non capisco… 🙂

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