Dracula Untold

Dracula Untold (USA, 2014)
di Gary Shore
con Luke Evans, Dominic Cooper, Sarah Gadon, Charles Dance 

Il progetto Dracula Untold risale addirittura al 2007, anno in cui Alex Proyas venne ingaggiato per dirigere un film intitolato Dracula: Year Zero, cui successivamente si legò come protagonista Sam Worthington. Poi gli anni passano, i budget si restringono, Gary Shore costa meno, i film di supereroi sbancano definitivamente e all’improvviso qualcuno in Universal decide che non avere a disposizione delle licenze fumettistiche non costituisce un buon motivo per non provare a seguire il solco tracciato dai Marvel Studios. Ed ecco quindi che nel 2014 Dracula Untold si presenta come primo passo nella creazione di quello che, fondamentalmente, potrebbe finire per essere l’Avengers dei film di mostri, con una specie di vampiro primordiale, interpretato da Charles Dance, a fare da Nick Fury della situazione. Si parla già di un seguito e di un secondo tassello rappresentato del ritorno sul grande schermo della mummia. E qui mi si conceda un “sigh”.

Va però anche detto che l’inserimento di Dracula Untold in questo universo più ampio è un’aggiunta ai limiti del postumo, e in effetti il film si presenta in larghissima misura come quel che doveva essere fin dall’inizio, vale a dire un racconto delle origini del vampiro più famoso di tutti, riarrangiate in modo da trasformarlo in una specie di antieroe che sì ammazza un sacco di gente ma, ehi, ha sempre un buon motivo per farlo. E a conti fatti, il personaggio di Charles Dance può far da pretesto tanto per un semplice seguito quanto appunto per costruirci attorno tutto il teatrino che probabilmente proveranno a costruirci attorno. Ma il film com’è? Eh, è probabilmente il miglior risultato che è possibile ottenere partendo da premesse di questo tipo. Vale a dire un filmetto da poco, ma non particolarmente brutto o molesto, solo mediocre, incagliato su questa insensata necessità hollywoodiana di raccontare le origini di personaggi che non ne hanno bisogno e affogato nella melma del solito progettino PG-13 che leva le zanne al re dei vampiri e la carica sessuale al seduttore più irresistibile e brutale dell’universo.

Qua e là, sparsi fra le pieghe di sviluppi assolutamente canonici, ci sono accenni, spunti, perfino qualche idea, che un film migliore avrebbe saputo approfondire in maniera interessante. Ma Dracula Untold non è un film migliore, è un film di pura funzione: fa da primo episodio, racconta (e travisa) la genesi del vampiro, spera di porre le basi per una nuova saga di successo. Nel farlo, risulta moderatamente gradevole, trova i suoi momenti più riusciti quando si lascia un pochino andare alle suggestioni vagamente horror e ti lascia più che altro addosso l’idea che questo stesso film sarebbe stato molto più divertente venti o trent’anni fa, quando ci si poteva ancora permettere di mirare al grande pubblico senza levare il sangue dai film di vampiri. O quantomeno avrebbe avuto qualche possibilità di esserlo. Però, ehi, magari il seguito…

L’ho visto al cinema, in lingua originale, un paio di settimane fa, e devo dire che, appena uscito dalla sala, pur consapevole della mediocrità, ero forse un po’ più soddisfatto. Diciamo che non è esattamente un film che cresce sulla distanza.

3 pensieri riguardo “Dracula Untold”

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