Masters of Sex – Stagione 1

Masters of Sex – Season 1 (USA, 2013)
creato da Michelle Ashford
con Michael Sheen, Lizzy Caplan, Caitlin Fitzgerald, Nicholas D’Agosto, Beau Bridges

Quel simpatico fenomeno in base al quale io tendo a guardarmi le serie TV un po’ quando capita, praticamente mai mentre vengono trasmesse, perlomeno aspettando di avere a disposizione l’intera stagione, fa sì che poi mi becchi spesso spoiler di qualche tipo. La cosa affascinante sta nel fatto che non me li becco per le serie di cui non me ne frega nulla e su cui non poserò mai lo sguardo, ma sempre su cose che prima o poi mi metterò a guardare, anche se magari, sul momento, non penso lo farò. In realtà, nel caso di Masters of Sex, questa cosa non si è verificata e fondamentalmente le uniche vere “svolte narrative” di cui sono a conoscenza stanno nel suo essere basato su eventi reali, per quanto immagino ampiamente romanzati. E quindi, ecco, so già che quella certa qual storia d’amore tanto cicci e perfetta è destinata a finire giù per lo scarico del cesso. Nel guardare questa prima – bellissima – stagione, però, si è verificato quell’altro fenomeno possibile, dato dal fatto che nel frattempo in America era tornata in onda la serie: incappare in opinioni di gente che si professa delusa da una seconda stagione apparentemente meno riuscita. Ma ovviamente ci sono pareri discordanti, vai a sapere, whatever, tanto la sto registrando in TV e appena finisce me la guardo. Qua, invece, dopo aver guadagnato tempo parlando a vanvera per un paragrafo, chiacchieriamo un po’ della prima – bellissima – stagione.

Masters of Sex, immagino lo sappiano anche i sassi, è basato sulla biografia Masters of Sex: The Life and Times of William Masters and Virginia Johnson, the Couple Who Taught America How to Love e racconta del lavoro di ricerca ossessivo da parte di William Masters e Virginia Johnson nel campo della sessualità umana, oltre che della relazione fra i due. Chiaramente, dato che stiamo parlando degli anni Cinquanta e Sessanta, la loro ricerca è roba da pionieri ed è inevitabilmente vista con dubbio, sospetto e magari pure un po’ di disgusto e riprovazione. Altrettanto chiaramente, come si conviene a una serie TV americana, il tema centrale del racconto viene sfruttato anche come filtro attraverso cui raccontare le storie dei vari personaggi e lo spaccato di un’epoca. Non solo il triangolo fra Masters, sua moglie e Virginia, ma in generale un po’ tutto il cast di supporto viene approfondito anche e soprattutto in quanto pretesto per parlare di sessualità, di morale, di perversioni (o presunte tali) e, insomma, di tutte quelle cose che non si dicono ancora oggi, figuriamoci all’epoca. Nel farlo, come è giusto e inevitabile, Michelle Ashford e il suo team di sceneggiatori si prendono tantissime libertà rispetto ai fatti documentati, creando personaggi che mescolano uomini realmente esistiti e tirando fuori un cast decisamente azzeccato e intrigante, le cui interpretazioni non sfigurano di fronte a due protagonisti comunque fuori scala.

La storia, poi, viene raccontata con un tono perfettamente azzeccato, che riesce a palleggiarsi meravigliosamente bene gli scarti fra momenti d’esilarante imbarazzo, sviolinate romance e improvvisi picchi di dramma, il tutto messo in scena con un taglio che punta ovviamente su una ricostruzione storica di gran livello, ma mi sembra un po’ più terra terra e meno “cartolina dagli anni Sessanta” rispetto a Mad Men (ma questa è solo un’impressione mia, che fra l’altro non saprei bene come descrivere meglio di così, quindi facciamo finta di niente, anche perché Mad Men, intendiamoci, mi piace da matti). Quel che ne viene fuori, comunque, è una storia appassionante in ogni suo aspetto: la storia della ricerca portata avanti, certo, ma anche il ritratto del contesto storico e le vicende personali dei vari personaggi. Poi, non è che questi primi dodici episodi siano un orgasmo continuo, anzi, ogni tanto c’è qualche passaggio in cui le cose si ammosciano, ma poi ti trovi davanti momenti che mozzano il fiato come quello là verso metà stagione, ti senti preda della tensione di fronte a una semplice conferenza medica come quella dell’ultimo episodio o, in generale, ti rendi conto di essere stato totalmente catturato dalle storie di questa gente lontana del tempo e a quel punto è finita, sei in trappola. Sempre che nella seconda stagione non vada tutto a rotoli.

Ah, la voce in lingua originale di Lizzy Caplan che parla con quel tono di voce tutto suo mentre arriccia labbra e nasino è una roba da vietare ai minori.

2 pensieri riguardo “Masters of Sex – Stagione 1”

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