Mud

Mud (USA, 2012)
di Jeff Nichols
con Matthew McConaughey, Jacob Lofland, Tye Sheridan, Sam Shepard, Reese Witherspoon, Michael Shannon, Sarah Paulson

Quando si chiacchiera di età, percezione, visioni distorte, gli occhi dei bambini e altre corbellerie del genere, mi torna sempre alla memoria il modo in cui i miei occhi da ragazzetto vedevano mio cugino Nino, che aveva quindici anni e per me era quello adulto, che girava in motorino e lavorava pure, facendo non ricordo bene cosa allo stabilimento La Stella Marina lì sul lungomare di Giulianova. Che fra l’altro era uno dei posti in cui giravano videogiochi abbastanza recenti. Il luogo di riferimento per il piccolo nerd, in realtà, era l’area coi cabinati alla Rotonda, ma comunque alla Stella Marina ci ho giocato Wonder Boy, e scusate se è poco. Ora, tutto questo discorso va anche un po’ contestualizzato nel fatto che con “da bambino” intendo un’età incastrata da qualche parte in uno scenario che mi vedeva parcheggiato dai parenti in Abruzzo nei mesi estivi, lettore dei fumetti dei Transformers pubblicati dalla Marvel, custode geloso di un albo in particolare che vedeva l’Uomo-Ragno penzolare in mezzo ai robottoni e oggi totalmente privo di voglia di andare a controllare su Facebook quanti anni abbia mio cugino, per poter così capire quanti ne avessi io allora.

Ecco, per me, Mud racconta soprattutto quella cosa lì. Il modo in cui da bambini si guardano certe cose con degli occhi grandi così. L’ammirazione per una persona di cui si sa poco o nulla ma che fa e dice quelle due o tre cose totalmente perfette perché l’amichetto con decine d’anni in meno lo veda andare in giro con attorno un’aura di figaggine talmente potente che sembra l’alone viola delle pubblicità sull’AIDS, quelle che andavano in onda negli anni in cui io giocavo a Wonder Boy alla Stella Marina. E tutto questo viene raccontato attraverso lo sguardo di una coppia di poppanti perfettamente assortita, due ragazzini di provincia tanto cicci e con le famiglie problematiche, tutti intenti a cercare l’avventura e l’epica nella banalità fluviale di tutti i giorni. Lo spirito è quello di quei film lì, quei film sempliciotti con la storia di formazione per ragazzi e i personaggi anche un po’ tagliati con l’accetta, perché in fondo è così che li vedono i ragazzini: semplici e tagliati con l’accetta.

In tutto questo, Matteo Maccoso stacca la sua solita intepretazione perfetta nel ruolo di Matteo Maccoso versione sporca, un po’ cretina ma con un cuore grande così. E attorno ai due perfetti ragazzini – uno dei quali sembra clonato dal giovane River Phoenix di Stand By Me – ruota in ruoli uno più piccolo dell’altro un cast di gente più o meno tutta dallo spessore talmente elevato che a un certo punto viene da chiedersi se Jeff Nichols abbia impiantata nel petto una scheda SD contenente informazioni sugli scheletri nell’armadio di mezza Hollywood. Si vede che sto guardando la settima stagione di 24? Comunque, Mud è un bel filmetto, molto ben recitato, semplicino e basato su un immaginario in cui le storie di mafia sono quelle tutte cariche di MACCOSA che ci si immagina quando si è bambini e si desidera viverne una da protagonisti. Ti lascia addosso un bel senso di malinconia e di carica positiva senza scadere mai nello stucchevole e ti mostra un sacco di bei paesaggi. Che gli vuoi dire?

L’ho visto in Blu-ray e in lingua originale, con tutto il suo bel tripudio di accenti ostici e sh@it assortiti. Non ho notizie su un’eventuale distribuzione italiana.

1 commento su “Mud”

  1. Il più grande pregio di questo film secondo me è proprio la capacità di riuscire a metterti nei panni di quel bambino che tutti noi siamo stati ad un certo punto, senza mai scadere nel banale o nell'esagerato. Però il Maccoso di True Detective è di un altro pianeta, questo era solo il riscaldamento 😀

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