Transformers 3

Transformers: Dark of the Moon (USA, 2011)
di Michael Bay
con Shia LaBeouf, Rosie Huntington-Whiteley e un po’ di gente a caso in ruoli cretini

Con la serie di Transformers c’ho uno strano rapporto di amore, odio, indifferenza, fastidio, fotta, divertimento, noia, whatever. Ho visto il primo film all’Arcadia. O almeno credo di averlo visto all’Arcadia. Mi sembra un genere di film che a quei tempi sarei andato a vedere all’Arcadia. E ricordo che mi aveva sorpreso in positivo e divertito. A rileggere quel che ne scrissi vedo un entusiasmo che onestamente mi pare un filo esagerato, anche rispetto all’impressione che m’è rimasta in testa, ma, ehi, si vede che mi ero divertito. E forse l’entusiasmo mi pare esagerato anche perché a filtrarlo c’è il ricordo del secondo episodio, che mi trascinarono a vedere all’Imax durante un viaggio di lavoro a Londra e mi annientò la voglia di vivere. Di quello ricordo un film cui tutto era enorme: lo schermo del cinema era enorme, Optimus Prime era enorme, l’azione era enorme, l’idiozia del racconto era enorme, il ridicolo a cui si concedevano gli attori era enorme, i miei testicoli, ora della fine, si erano fatti enormi. Era anche il primo film che mi guardavo all’Imax con quell’effetto schizofrenico delle scene che cambiavano formato sugli stacchi di montaggio e ricordo che la cosa mi aveva abbastanza infastidito. Il terzo film non sono andato a vederlo al cinema perché, beh, ero ancora troppo scottato dal secondo e, insomma, si vede che è uscito in un momento in cui non ero in trip da visione compulsiva di qualsiasi cosa passasse nel cinema di fiducia a Monaco.

Qualche settimana fa, però, visto che me lo davano tutto bello in accaddì e in lingua originale qua sulla TV francese, ho deciso di registarlo e dargli una chance. Sarà che ho un approccio ossessivo compulsivo alle saghe cinematografiche e m’infastidirebbe l’idea di andare, sai mai, a vedere il quarto senza  aver recuperato il terzo. Sarà che comunque ogni volta che su I 400 Calci venivano menzionati i suoi quaranta minuti finali mi assaliva la voglia di sapere di cosa stessero parlando. Sarà quel che sarà: me lo sono guardato. E che ho trovato? Ho trovato una porcheria ai limiti dell’intollerabile, con quaranta minuti finali che sono in effetti una bomba atomica anche su uno schermo casalingo, figurati cosa dovevano essere al cinema. Quaranta minuti in cui davvero succede di tutto, a tratti senza alcun senso, con la sola idea di mostrare la roba più grossa e spettacolare della storia e il risultato di riuscirci abbastanza, in un tripudio visivo davvero fuori scala. Il tutto, poi, messo in scena in una maniera molto meno confusionaria rispetto al passato, forse perché, fra cineprese 3D e Imax, Michael Bay è proprio fisicamente costretto a traballare molto meno. Ecco, quei quaranta minuti lì, il prezzo del biglietto se lo meritano. Il problema è che per arrivare a guardarli devi sucarti tutto quel che c’è prima. E non è poco. Ma proprio per niente.

Vero che c’è qualche altro bel momento action, nel corso del film, compresa la solita distruzione di un’autostrada, ma una fin troppo corposa fetta delle quasi due ore che precedono i quaranta minuti in questione è una roba oltre ogni limite dell’imbarazzo. No, non è è vero, il secondo film era ancora più insopportabile, ma siamo veramente alle sfumature e la cosa che più lascia sbigottiti è il fatto che nonostante a Michael Bay non interessi nulla della trama (anzi, sembra quasi odiare i suoi personaggi), questi si senta lo stesso in dovere di dedicare tutto quel tempo al raccontare vicende di esseri umani cretini, che fanno cose cretine e senza senso. Il problema è che è tutto lungo, interminabile, stanco, cretino, noioso, insopportabile e, OK, sono anche un po’ opinioni personali, ma sta di fatto che dopo venti minuti di film già cazzeggiavo su Twitter in attesa dell’esplosione successiva ed è una roba che non mi capita mai, anche davanti alle robe più stupidine. E invece qui sono arrivato addirittura a interrompere la visione subito prima dei quaranta famosi minuti, perché avevo altro da fare. I quaranta minuti li ho visti due giorni dopo, quando ormai mi ero purgato delle due ore di monnezza, come se fossero un film a parte. E in effetti quasi lo sono. Ecco, visto così, guardando solo quella parte finale, Transformers 3 è un filmone. Rimane cretino, eh, ma insomma, merita.

Detto questo, mi sa che il quarto vado a vedermelo all’Imax. Sarà che ultimamente m’è tornata la passione per le cose grosse al cinema sugli schermi grossi, sarà che vedere Grimlock grosso nel trailer all’Imax mi ha fatto venire voglia, sarà che se mi sostituisci Shia con Marky comunque mi diventi più simpatico, ma insomma, c’ho quasi voglia.

2 pensieri riguardo “Transformers 3”

  1. In effetti il bordello finale è una roba maestosa, il problema è che ci sono arrivato già sfinito e me lo sono fatto scivolare un pò addosso. Magari spezzarlo in due sessioni era meglio…

    Comunque quella cosa di Optimus ingarbugliato tra i cavi per mezz'ora mi è rimasta sullo stomaco. Mi tiri fuori l'equip da fine del mondo per atteggiarti e poi porti a casa sta figura dimmerda, immagino le bestemmie 😀

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  2. La cosa meravigliosa di Optimus ingarbugliato è che, in un film pieno di cose che succedono completamente a cazzo di cane con gente che appare, scompare, whatever, quella, in assoluto la più ridicola, è l'unica a cui viene data continuità: si intrappola, ci rimane un tot, viene liberato. 😀

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