I primi due o tre mesi a fumetti del 2014 di giopep

Ordunque, siamo al 23 di maggio, è venerdì, ho un sacco da fare, sto per staccarmi un po’ dal computer per andare a stendere i panni ma prima voglio pubblicare qualcosa sul blog. Fra l’altro, è vero che siamo a maggio e che l’altro ieri ero praticamente in mutande sul balcone a prendere il sole, ma oggi fa addirittura quasi freddo e comunque piove. Senza contare che, nell’intervallo di tempo fra quando ho iniziato a scrivere questa frase e quando ho finito, ha smesso di piovere e ha fatto capolino il sole (ah, Parigi!). Quindi, insomma, mi sembra ci sia l’atmosfera adatta per aprire la bozza qua su Blogger in cui m’ero appuntato i fumetti letti in pieno inverno, nel periodo successivo al ritorno in Francia dopo le feste natalizie, e scrivere il relativo post. Si parla di roba recente, roba un po’ meno recente ma che ho comprato di recente e roba che stava da anni (decenni?) sullo scaffale a prender polvere e per qualche motivo m’è venuta voglia di leggere ora. Scrivo, come sempre, ben consapevole di ricordarmi poco o nulla di quel che ho letto, ma, ehi, che ci vogliamo fare, è venerdì.

Doonesbury – L’integrale 1970-1972 *****
Doonesbury è la classica striscia a fumetti americana di cui senti parlare spesso ma il cui protagonista non è uno di famiglia come, che ne so, Charlie Brown o Calvin. Eppure la curiosità ti rimane addosso, no? E allora l’ho sfogata quando mi sono ritrovato davanti questo malloppo, primo volume di una riedizione integrale (o sedicente tale) a cura di Black Velvet, e l’ho acquistato d’impulso. Il tomo mi sembra molto ben fatto, anche se si limita a una brossura e schiva la lussuosa scelta del cartonato dell’integrale dedicata ai Peanuts. Vanta un paio di testi introduttivi abbastanza approfonditi, che garantiscono il giusto contesto per il totale ignorante dell’argomento, e ha pure un bel lavoro su varie note d’accompagnamento per spiegare i riferimenti sociali, culturali e politici che non è scontato cogliere in una striscia americana di oltre quarant’anni fa. E insomma, non devo certo essere io a dire che Doonesbury merita, ma sì, merita, e merita l’edizione, soprattutto perché le note fanno il loro sporco lavoro e compensano quel pizzico di sapore che, con una traduzione di un’opera del genere, va inevitabilmente a perdersi per strada.

Animal Man #1 *****
Animal Man #2: “Origin of the Species” ***** 
Animal Man #3: “Deus Ex Machina” ***** 
Il ciclo di Animal Man firmato da Grant Morrison lo lessi tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, quando Play Press lo pubblicò all’interno di quella gran bella rivista a fumetti che era American Heroes. Che fra l’altro dovrei avere ancora da qualche parte a Milano, fra uno scaffale e l’altro nel box dell’archeologia. Però, era da un po’ di anni che per qualche motivo m’ero messo in testa di rileggermelo e quando, qualche mese fa, passeggiando qua a Parigi nella via delle fumetterie, mi sono ritrovato davanti i paperback americani, beh, non ho resistito. E mi sono riletto l’intero ciclo tutto d’un colpo (dopo averlo acquistato e portato a casa, eh!), ritrovando quei disegni onestamente un po’ limitati che fanno tanto Vertigo dei bei tempi ma anche quell’incredibile potenza narrativa, carica d’invenzioni, poesia, momenti del tutto fuori di cozza e devastante intensità drammatica. È invecchiato davvero poco, anche perché tanto i disegni erano vecchi già in partenza.

Powers #14: “Gods” *****
Tosto, brutale, pieno di colpi di scena, mette addosso una gran voglia di vedere come andranno avanti le cose. E in generale è sempre bello vedere il desiderio di reinventarsi un po’.

La principessa Zaffiro #1/3 ****
Il solito, adorabile, Osamu Tezuka, che riesce a mescolare nella stessa minestra toni totalmente bambineschi e surreali, situazioni da favoletta, melodramma esagerato, temi adulti e fortissimi e trovate sempre talmente ricche di fantasia da risultare fresche ancora oggi. Qua, poi, c’è tutto un giocare con la lingua giapponese che le note dei traduttori italiani cercano di mettere in evidenza come possono e danno alla storia un taglio ancora più assurdo. L’ho comprato millenni fa per curiosità, non l’avevo mai letto perché boh, alla fine l’ho adorato come ogni cosa che leggo di Tezuka.

Il prigioniero delle stelle *****
Quella fantascienza a fumetti europea affascinante, ricca, spessa, piena di cose da dire (e di tette da mostrare) e che non è poi completamente nelle mie corde per un modo di raccontarsi in fondo molto bonelliano, ma alla fine merita tantissimo. Fra l’altro è un volume Urania che mi aveva smollato alegalli in redazione tanti anni fa e c’ha ancora appiccicato l’adesivo col prezzo dell’Auchan Rescaldina. Ciao alegalli.

Tintin Au Pays Des Soviets ****
Tintin Au Congo *****
Ho iniziato, con molta calma, a leggermi Tintin all’interno del programma “sto studiando il francese, tanto vale provare a usarlo”. E sto trovando un fumetto affascinante e fuori dal tempo, sicuramente fantasioso nei racconti, forse qui ancora un po’ acerbo, che onestamente mi risulta un po’ “antipatico” per il trattamento che ogni tanto riserva ad animali e minoranze etniche (con tutto il beneficio del dubbio riservato a un’opera vecchia di millenni). Ma insomma, bello.

Green Arrow: Year One ****
Le origini di Oliver Queen raccontate in maniera semplice, efficace e sostanzialmente tutta incentrata sull’azione e sulla dinamicità dei disegni di Jock. A dirla tutta, me lo sono procurato solo perché stavo guardando la prima stagione di Arrow, avevo letto da qualche parte che si ispirava in parte a questa storia e m’era venuta la curiosità. Gradevole, ma insomma, trascurabile, dai.

Marvel – Giugno 2009 ***/****
C’ho l’abbonamento ai fumetti Marvel in digitale sul sito e ogni tanto mi metto lì e vado avanti così, a caso. Del resto c’è un sacco di roba bella e poi, insomma, ci sono affezionato. Ovviamente non ce la farò mai a recuperare, ma chissenefrega. Sta di fatto che non ha molto senso mettermi qua a scrivere di singoli episodi presi a caso. Devil era ganzo. Norman Osborn stava facendo un gran casino. Brian Michael Bendis è sempre un piacere.

The Forever People *****
Jack Kirby. L’assurdo. L’inventiva. La storia. Una certa ingenuità retrò che lo rende in alcuni aspetti oggi un po’ ostico. Ma, cacchio, che roba. Che immagini. Che follia insensatamente meravigliosa.

Invincible#19: “The War at Home” *****
Ho perso il conto delle volte in cui ho affermato che secondo me il vero grande fumetto di Robert Kirkman è questo ma, ehi, non fa mai male ripeterlo.

Quelli che ci ho pensato fortissimo ma non mi viene proprio in mente nulla da scrivere e del resto, oh, sono passati mesi, abbiate pazienza, comunque mi ero appuntato le stelline, quindi li metto comunque qua in fila
Black Jack # 2/4 *****, Città di vetro ****, Cyborg: Lo Shock del futuro #1/7 ***/****, Excalibur ****, Excalibur: Mojo Mayhem ****, Freak Angels #1 **, La corazzata Yamato ****, Legione Aliena: Sul Limite ***, Lobocop ***, Machine Man ***, Martian Manhunter: Segreti americani ****, Silver Surfer Classic #1 ***, Silver Surfer [Play Extra #1] ***, Swamp Thing: Radici ****, The Authority: L’anno perduto *****

Quelli che ne ho scritto o parlato altrove e quindi metto il link ad altrove
Robocop Versus Terminator ****

Quelli che ho scritto in altre occasioni dei numeri precedenti e non ho niente da aggiungere e mi limito quindi a metterli qua in fila con le stelline che mi ero appuntato
Archivi di Nexus #2/3 *****, Fables #19 – Snow White *****, Saga #3 *****, The Walking Dead # 20: “All Out War” *****

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