Agents of S.H.I.E.L.D. 01X21: "Gentaglia"

Agents of S.H.I.E.L.D. 01X21: “Ragtag” (USA, 2014)
creato da Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
episodio diretto da Roxann Dawson
con Clark Gregg, Brett Dalton, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge, Ming-Na Wen, Chloe Bennet 

Giustamente, dopo averci raccontato le origini segrete di alcune mezze tacche Marvel, Agents of S.H.I.E.L.D. ci racconta anche le origini segrete di Ward, che ha iniziato la carriera come piromane, per poi essere tirato fuori dal riformatorio e sbattuto a fare l’allenamento di Oliver Queen in un bosco a caso chissà dove, mentre il suo nuovo amichetto telefonava allo zio maresciallo per chiedere un favore e farlo entrare in accademia. In tutto questo, è evidente che ancora non ci raccontano tutto, perché pare improbabile che il genere di lealtà che Ward mostra – anche in questo stesso episodio – nei confronti di Garrett sia dovuto solo a una carta per uscire gratis di prigione e un campeggio al lago. Chissà, forse un giorno ce lo spiegheranno. Una cosa buona, comunque, tutto questo lavoro sul flashback ce l’ha e sta nell’efficacia del montaggio alternato finale, che lascia ovviamente ogni cosa in sospeso: chi ha sparato col fucile da cecchino? Cosa passava realmente nella testa di Ward? Cosa accadrà in fondo al mar? Redenzione in arrivo o sono solo i sensi di colpa e l’umanità di cui comunque ci stan parlando da settimane? Vai a sapere.

Al di là di questo, l’episodio prova a recuperare un po’ del mix fra toni cupi e spensieratezza che caratterizza la serie fin dall’avvio, sul cui equilibrio gli autori hanno spesso faticato e che gli eventi drammatici delle ultime puntate avevano un po’ spinto ai margini. A tratti si fatica anche qua, ma tutto sommato mi sembra che questo episodio confermi che bene o male si sia trovato il tono giusto. Alcuni elementi, tipo il drag & drop dei file su Deathlok, mi hanno strappato una risata, Coulson che va in overdose geek sui gadget degli Howling Commandos è troppo cicci per non volergli bene e, soprattutto, le gag non vanno a togliere importanza a tutto il resto, integrandosi anzi bene con il crescendo tutto arrotolato ai vari segreti che si svelano e alla preparazione del finale.

Poi, certo, si tratta di un episodio in larga misura pensato per mettere sul campo gli elementi necessari a un finale di stagione che, a questo punto, mi aspetto non concluda poi molto e se la giochi col mega cliffhanger. In questo senso è interessante il fatto che abbiano ritirato fuori i misteri su Skye, aggiungendo qualche dettaglio sfizioso per alimentare le teorie sull’internet e infilandoci dentro una Flowers che sostiene di essere legata a lei. E poi c’è la faccenda Garrett: decidere di legarlo al programma Deathlok è una buona idea per recuperare la sua natura “cibernetica” dai fumetti in un modo che abbia senso nell’universo narrativo costruito qui e la sua ultima battuta dell’episodio, pure, apre le porte a una settimana di pippe mentale senza fine da parte dei fumetto-geek in ascolto. Tutto sommato, anche se l’episodio in sé, per quanto gradevole, non raggiunge i livelli di alcuni fra gli ultimi visti, mi sembra che la serie stia continuando a dimostrare di aver imboccato la strada giusta, sul piano del ritmo, del tono e del modo in cui viene utilizzato l’universo Marvel. E adesso vediamo come la chiudono nel prossimo episodio, con tanto di Nick Fury modello clochard.

Che poi a incuriosire davvero è quel che faranno nella seconda stagione, considerando quanto ha sostanzialmente perso di senso il titolo della serie.

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