I supereroi Marvel al museo

Poco più di un mese fa, ho scribacchiato qua dentro di una nerdomostra dedicata ai videogiochi e allestita alla Cité des sciences et de l’industrie di Parigi. Quella mostra rimane aperta fino al 25 di agosto, quindi, chi volesse farci un salto ha ancora tutto il tempo. Oggi segnalo un’altra nerdomostra organizzata nella città che ha la sfortuna di ospitarmi, pure lei aperta – come si può leggere sul manifesto qua sopra – fino al termine di agosto. A ospitarla è il museo Art Ludique, un luogo dedicato all’arte moderna dell’entertainment, o qualcosa del genere. Si trova in un luogo tutto matterello che risponde al nome di Les Docks – Cité de la Mode et du Design, affacciato sulla Senna e delizioso per il placido passeggio in giornate immerse nel sole come quella di ieri. Al suo interno vengono allestite mostre temporanee dedicate, per l’appunto, al moderno entertainment. Qualsiasi cosa voglia dire. Per esempio, vuol dire che hanno aperto l’attività con l’esposizione Pixar che ho visitato quando era passata in Italia e che il 22 marzo, in occasione dell’uscita nei cinema francesi di Captain America: The Winter Soldier, è appunto partita una mostra dedicata all’arte dei supereroi (Marvel).

Quel posto là in fondo col tubone grosso verde fuori.

Visto il “gancio” usato per lanciarla, comprensibilmente, la mostra si apre con la sezione dedicata al capitano a stelle e strisce, per poi allargarsi al resto dei Vendicatori e lasciare quindi spazio a un po’ tutte le “aree” del mondo Marvel, quindi mutanti, eroi urbani, Uomo-Ragno e zona cosmica, fra Fantastici Quattro, Silver Surfer e Guardiani della galassia assortiti. È ovvio che a dettare la gestione degli spazi c’è anche un po’ un adagiarsi su quelli che sono i vari successi cinematografici della Marvel, ma la mostra è organizzata in modo da unire le varie anime dei personaggi e viene dato spazio veramente a tutto, seppur in misure diverse. Sul fronte cinematografico, ci si limita alle produzioni dei Marvel Studios e a far scena sono ovviamente soprattutto i materiali provenienti dai set: lo scudo di Cap, il martello di Thor, l’uniforme di Peggy Carter, la moto dell’Hydra, la testa di Groot e così via. Ma decisamente più affascinante è l’esposizione dei vari bozzetti, studi preparatori e storyboard, con tanto di sezioni animate che raccontano il lavoro creativo nascosto dietro la nascita delle versioni cinematografiche dei fumetti Marvel. Si sente un po’ la mancanza di materiali provenienti dalle produzioni Fox e Sony, ma insomma, ce ne facciamo una ragione.

Là in fondo puoi farti la foto scema assieme al Capitano.

Sul fronte fumettistico, c’è una quantità assurda di materiale da far sudare gli occhi, con una valanga di tavole originali provenienti da tutte le epoche, dai profondi anni Trenta fino all’altro ieri, e contributi di praticamente tutti i disegnatori a cui si può voler bene. Illustrazioni, copertine, bozzetti e chissà che altro, tutto incorniciato, messo in fila e contestualizzato, con tanti pezzi originali che li vedi lì col lettering appiccicato sopra e ti si muove il cuore, immerso fra pagine a cui hai voluto tanto bene e opere di autori che c’hai stampate nel profondo del cuore. Sei lì che passeggi fra Jack Kirby e Arthur Adams, Jim Steranko e John Byrne, John Romita babbo e figlio, John Buscema e Steve Ditko, e i brividi della memoria ti s’arrampicano su per la cervicale. Una delizia, davvero.

Sul caro Bill mi s’è stretto il cuore.

Ovviamente non mancano elementi di contorno assortiti, a cominciare dalle classiche brevi spiegazioni a margine (in francese e in inglese) che offrono un po’ di contesto sui personaggi, gli universi narrativi e via dicendo, magari anche per spiegare velocemente cosa siano le apparizioni sporadiche di elementi dai cartoni animati o magari dall’universo Ultimate. In più, sparsi in giro, ci sono monitor da cui si osservano chiacchierare Stan Lee e disegnatori come Olivier Coipel e, in fondo alla mostra, c’è una piccola sala in cui ci si può sedere a osservare un contributo filmato da circa tre minuti, che mescola gli studi preparatori delle pellicole Marvel Studios con i risultati “finali” nelle varie scene dei film. E ovviamente, all’uscita, c’è il negozietto, che però, sfizioso catalogo a parte, non è che offra poi nulla di clamoroso. Tant’è che perfino le mie mani notoriamente bucate sono riuscite a trattenersi. E insomma, la mostra è quella, è piena di cose adorabili da scrutare e, se interessa l’argomento, credo ne valga la pena.


Stan Lee è sempre tanto cicci, piccolo.

1 commento su “I supereroi Marvel al museo”

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