Agents of S.H.I.E.L.D. 01X20: "Niente di personale"

Agents of S.H.I.E.L.D. 01X20: “Nothing Personal” (USA, 2014)
creato da Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
episodio diretto da Bill Gierhart
con Clark Gregg, Brett Dalton, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge, Ming-Na Wen, Chloe Bennet

Per il secondo episodio di fila, Ward e Skye esprimono tutto il loro potenziale, facendo da cuore del racconto e portando avanti quello che, di fondo, è il discorso cardine di questo finale di stagione. Ne vengono fuori una serie di begli sviluppi, con quel bel confronto nel locale e l’intervento di Deathlok, che si aggiunge come prevedibile variabile “esterna” a far da avatar per le manovre di un Garrett dietro le quinte. In tutto questo, Ward viene ulteriormente tratteggiato come un personaggio negativo senza mezzi termini, seppur sinceramente affezionato a Skye, e sembrano sempre più porsi le basi per una sua pseudo-svolta nel gran finale. E, di nuovo, difficilmente vedremo una redenzione con successivo rientro fra le fila dei buoni, ma ci sono le cose che si aspettano un po’ tutti, dalla ribellione nei confronti di Garrett al sacrificio finale, passando per la conquista di uno status da cattivo carismatico ricorrente. Vai a sapere.

Il punto, comunque, è che il filone portato avanti da questi personaggi continua ad essere molto divertente e anche, devo dire, ben scritto, con scambi azzeccati e qualche battuta davvero riuscita. In più, rispetto a uno scorso episodio in cui “il resto” non era magari pessimo, ma lasciava un pochino a desiderare, qui c’è del buono anche fra Coulson e gli altri, per esempio, ancora una volta, nella caratterizzazione di Fitz, sempre più azzeccato nel modo in cui il suo personaggio e soprattutto la sua reazione ai continui cambi di prospettiva vengono messi in scena. In più, con un meta-giochetto che gli autori della serie hanno usato più volte in passato, Fitz ha anche il momento in cui parla con Simmons ma sembra in realtà rivolgersi agli spettatori, prendendo di petto gli argomenti della chiacchiera su internet, la possibilità di un lavaggio del cervello per Ward e la fedeltà di Simmons. E il bello è che Simmons lo tranquillizza dicendo tutte le cose giuste, ma, ehi, vai a sapere.

Ma c’è anche un terzo, gradevole, aspetto della puntata, nella partecipazione di Cobie Robin Maria Hill Smulders Scherbatsky, che si presenta subito, pronti via, a colpi di name dropping, menzionando Man-Thing e sottolineando che si trova al telefono con Pepper Potts, presumibilmente suo nuovo superiore presso la Stark. Rispetto alle precedenti apparizioni del personaggio, tanto al cinema quanto in TV, Maria ha finalmente qualcosa di più concreto da fare e, nella speranza che in futuro, visto anche il termine di quel certo altro impegno televisivo, possa diventare un membro ricorrente del cast, è bello vederla tirar ceffoni, chiacchierare e mostrare un personaggio almeno un po’ approfondito, con tratti da manipolatrice degni di Nick Fury. E a proposito, la sua partecipazione all’episodio, al di là del simpatico scambio con Ward, piace soprattutto perché, assieme al ritorno di May, è propedeutica alla spinta verso il futuro. Al di là della figura da infame che il video sul finale fa fare ancora una volta a Fury, OK, questa stagione è incentrata sul conflitto con Garrett, ma poi? Senza S.H.I.E.L.D., che si fa? Vai a sapere.

In tutto questo, ieri sono andato a vedere The Amazing Spider-Man 2. Fa cagare.

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