Much Ado About Nothing

Much Ado About Nothing (USA, 2012)
di Joss Whedon
con Amy Acker, Alexis Denisof, Clark Gregg e tutta l’allegra banda di amici di Joss Whedon

Cosa fai, quando ti chiami Joss Whedon e stai cercando di tirare un attimo il fiato fra il termine delle riprese di The Avengers e l’avvio della postproduzione? Facile: chiami i tuoi amichetti del cuore, te li porti nella casa a Santa Monica che ha costruito tua moglie e ci trascorri un paio di settimane girando un adattamento in chiave moderna di Molto rumore per nulla. Così va a finire che il terzo incasso di tutti i tempi, un bestione da 220 milioni di dollari che si porta in spalla il compito di far culminale l’ambizioso progetto “seriale” dei Marvel Studios, viene accompagnato da un filmetto in bianco e nero, girato fra amici con l’intenzione di rilassarsi, divertirsi e assecondare la passione di Whedon per Shakespeare. E che, alla sua maniera, è un film altrettanto bello, azzeccato e palesemente figlio del proprio autore.

Whedon prende una fra le commedie più irresistibili di Shakespeare, ne adatta il testo in maniera estremamente rispettosa e la travasa in un ambientazione moderna, o forse fuori dal tempo, dando vita al solito contrasto che muove questo genere di produzioni. Nel farlo, interpreta il testo con lo spirito della commedia fisica e un po’ scemotta, perfettamente adagiata sulle spalle degli adorabili Amy Acker e Alexis Denisof, i cui Benedick e Beatrice prendono possesso del film nei primi minuti e non lo mollano più. Il Much Ado About Nothing di Joss Whedon è un film delizioso, divertentissimo, intelligente nelle scelte di un adattamento figlio dell’amore, di una passione che si riversa per esempio nella creazione di due pezzi musicali costruiti attorno alle parole del testo originale o nelle scelte di casting una più azzeccata dell’altra, seppur quasi interamente limitate al circoletto di amici.

Assieme al fido direttore della fotografia Jay Hunter, Whedon dipinge un mondo in bianco e nero illuminato quasi interamente dalla luce solare, rendendo gli ambienti protagonisti del film assieme alle loro sonorità, giocando con gli specchi, le finestre, i corridoi, il mobilio, gli angoli e divertendosi come un matto nello sguazzare in un gran miscuglio di dramma, commedia, romanticismo, sottotesti sessuali come se non ci fosse un domani e scemenza pura in ogni dove. Ne viene fuori un piccolo, particolare, adorabile filmetto, che fa innamorare dei suoi protagonisti e avvolge in un’atmosfera ipnotica e irresistibile.

Il film è uscito in giro per il mondo l’anno scorso ed è arrivato dalle mie parti, dove l’ho visto al cinema, a inizio anno. Per quanto riguarda una possibile distribuzione italiana, sostanzialmente, vai a sapere. C’è poi sempre il fatto che una sceneggiatura su cui mette le mani Whedon, per di più nata da un certo William, andrebbe sempre ascoltata così com’è stata concepita.

3 pensieri riguardo “Much Ado About Nothing”

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