Agents of S.H.I.E.L.D. 01X16: "La fine del principio"

Agents of S.H.I.E.L.D. 01X16: “End of the Beginning” (USA, 2014)
creato da Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
episodio diretto da Bobby Roth
con Clark Gregg, Brett Dalton, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge, Ming-Na Wen, Chloe Bennet 

Considerando che dalle nostre parti si passa il tempo a lamentarsi per i film che vengono distribuiti in ritardo di settimane, mesi, anni o proprio neanche arrivano, è un po’ surreale ritrovarsi a guardare un episodio di Agents of S.H.I.E.L.D. “fuori sincrono” perché Captain America: The Winter Soldier è uscito in Europa prima che in America. Ma tant’è, è accaduto, ce ne facciamo una ragione e in fondo, in una maniera un po’ bizzarra, la visione è stata in fondo divertente anche per questo. A guardarlo nella “posizione” giusta, sarebbe stato un episodio tutto incentrato sul costruire la tensione per arrivare a quegli eventi lì, con per esempio Sitwell e Hand che vengono richiamati alla base, presumibilmente, per il casino che sta scoppiando nel film e in generale per la sensazione di caos imminente. A guardarlo in questo modo, ti ritrovi a puntare l’occhio su come hanno gestito, suggerito, preparato tutte quelle piccole cose che già sai e con cui la serie dovrà fare i conti a partire dalla prossima settimana. E in fondo è divertente.

Lasciando stare queste amenità, si può dire che l’avvio di questo episodio, pur gradevole per il modo in cui butta sul piatto un po’ di personaggi pescati in giro fra film, telefilm e specialini assortiti, dando sempre più la sensazione di universo narrativo unico e coeso, è un po’ impacciato, con quella sua aria da parata di personaggi che fanno ciao ciao con la manina (in questo mi ha ricordato certi momenti del primo Lo hobbit). Una volta superato quell’ostacolo, però, le vicende accelerano e centrano il giusto ritmo, regalando un po’ di azione, pizze in faccia, sparatorie, gente che prende mazzate potenti e una comparsata di Brad Dourif, che è sempre un piacere e ti nobilita qualsiasi cosa, anche se il suo personaggio è un po’ tanto prevedibile e comunque se ne va subito dopo aver staccato l’assegno. Nel complesso, però, la puntata è divertente, ha un buon ritmo, propone qualche spunto che porta avanti il racconto e dà una bella sensazione di star preparando cose grosse in arrivo. E poi c’è l’evoluzione dei personaggi.

La “mossa” di Ward, per quanto telefonata, perlomeno propone un po’ di sviluppo per il personaggio, per altro sempre in quella direzione bizzarramente cupa che una serie generalmente abbastanza solare ha già mostrato di voler a tratti imboccare. Simpatico anche vedere un personaggio assolutamente minore come quello di Blake che mostra di saper combinare qualcosa e in generale l’evolversi del tono da paranoia che, col senno di poi, mostra un lavoro comunque portato avanti nell’arco di sedici puntate per dare coerenza con quel che sarebbe avvenuto in Captain America: The Winter Soldier. Dopodiché, in ottica da nerdovisione, è stato sfizioso sentir nominare il Dipartimento H, quasi a suggerire che Alpha Flight non è in mano alla Fox e magari prima o poi farà capolino, ed è bello vedere come si sta evolvendo il personaggio di Deathlok, che si avvicina sempre di più a quello dei fumetti, un pezzetto alla volta. Da un lato, l’aspetto e l’utilizzo dei suoi poteri esprimono inevitabilmente un po’ di aria cheap da contesto televisivo. Dall’altro, però, le conseguenze del colpo alla testa e quell’inquadratura agli infrarossi (o quel che era), che suggeriscono magari un passaggio futuro e definitivo all’estetica dei fumetti, lo ammetto, mi hanno un po’ gasato. Che ci vuoi fare, c’ho lo spirito da bamboccio, mi accontento di poco.

Per altro, chi sta seguendo il telefilm nella versione italiana, su Fox, si trova in una situazione ancor più paradossale, visto che sta indietro di otto episodi, fermo ancora allo pseudo crossover con Thor: The Dark World. Ma, ehi, che ci vogliamo fare?

1 commento su “Agents of S.H.I.E.L.D. 01X16: "La fine del principio"”

  1. L'episodio è stato congegnato meglio del solito, c'era molta più carne al fuoco e tanti dubbi su chi fosse l'infame.
    Sono quasi quasi dispiaciuto di aver visto il film prima di queste puntate. Viene tolto un po' di suspance per quello che potrebbe accadere dopo il film.
    Poi c'era Brad Dourif che a quanto pare vuole battere il record di Sean Bean e mi dispiace perché è un bravo attore e mi farebbe piacere vederlo più di 3 minuti prima che lo secchino o che scompaia misteriosamente.
    Tutto questo e Il fatto che Amy Acker interpreterà una certa violoncellista, mi ha generato una discreta fotta per le prossime puntate.

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